Cedola annua del 5,60% cumulative per il nuovo callable bond senza rischi di cambio

Stefano Vozza

17 Luglio 2025 - 17:41

Vediamo un corporate bond di possibile lunga durata e che di sicuro non presenta il rischio di cambio data la denominazione in euro

Cedola annua del 5,60% cumulative per il nuovo callable bond senza rischi di cambio

Il grosso delle emissioni corporate è in genere concentrato nei primi mesi dell’anno, quando gli emittenti fanno incetta di risorse a servizio dei piani industriali del nuovo esercizio. Tuttavia, di bond e potenziali occasioni per investire si vive tutto l’anno, anche in estate come nel caso della recente dual tranche targata banca Barclays.
Lunedì 14 la banca inglese ha lanciato a mercato due prodotti relativamente simili nella struttura ma divergenti nei tassi e nella valuta. Soffermiamoci sul bond in euro (l’altro è denominato in $ USA) e presentiamone caratteristiche, possibili pro e contro. Anticipiamo colo che ha la cedola annua del 5,60% cumulative per il nuovo callable bond senza rischi di cambio.

Le caratteristiche del prestito obbligazionario in euro

L’obbligazione ha matricola identificativa XS3062135556 e tecnicamente porta il nome di “Callable Zero Coupon Product”. Si tratta di un bond senior unsecured a tasso fisso ma del tipo callable e cumulative. L’emittente è Barclays Bank PLC dal robusto rating, pari ad A+ per Fitch e Standard & Poor’s e ad A1 per Moody’s
La durata massima potrà essere di 18 anni e datata il 14 luglio 2043, ma trattandosi di un callable potrebbe essere anche più corta. L’esercizio del richiamo è rimesso nelle mani dell’emittente (almeno 5 giorni lavorativi di preavviso) e cade ad ogni metà di luglio già a partire dal 2026, dopo 1 anno, e fino al 2042. Tanto a scadenza quanto a una qualunque data di richiamo anticipato, Barclays pagherà il 100% del nominale sottoscritto più gli interessi netti nel frattempo maturati.
Ovviamente nulla vieta all’investitore di rivendere i titoli al prezzo di mercato al tempo della rivendita. Oltre al prezzo offerto da chi acquista, e accettato da chi vende, quest’ultimo percepirà il rateo pro-rata temporis, cioè gli interessi di periodo nel frattempo maturati. Il taglio minimo di negoziazione è di 1.000 € e relativi multipli, più spese di commissione alla propria banca presso cui si detiene il dossier titoli.

La struttura dei rendimenti dell’obbligazione in euro

L’obbligazione è a tasso fisso e costante, con cedola annua lorda del 5,6%, il 4,144% al netto della ritenuta fiscale del 26%. Tuttavia, trattandosi di un bond cumulative c’è da fare una serie di conseguenze. La prima è che dall’acquisto a scadenza o alla data di call non s’incassa 1 € di interessi, che arrivano tutti assieme all’estinzione del debito. Ipotizzando un investimento di 1.000 €, le possibili maxi cedole incassate alla data di call (ne riportiamo solo alcune) o a scadenza sarebbero:

  • 14 luglio 2026: 1.056,00 € lordi;
  • 16 luglio 2029: 1.224,00 €, ossia 56 € lordi per 4 anni;
  • 14 luglio 2032: 1.392,00 €;
  • 16 luglio 2035: 1.560,00 €;
  • 14 luglio 2038: 1.728,00 €;
  • 15 luglio 2041: 1.896,00 €;
  • 14 luglio 2043: 2.008,00 €.
    Una seconda considerazione da fare è che non ci sarà nessun flusso cedolare da reinvestire e/o spendere a proprio piacimento per gli anni di durata del bond. Infine, ed è forse la considerazione più importante, una cedola pagata dopo X anni dalla maturazione vale meno di una staccata al termine dell’anno. Il che equivale a dire che cedola e rendimento effettivo del titolo XS3062135556 coincidono solo se la call avvenisse il 14/07/’26 (e acquisto in emissione a 100). In tutti gli altri casi, ossia di call datato post 2026, il secondo sarà sempre inferiore al primo. Anzi, più lontana sarà la data di richiamo e minore sarà l’effettivo dell’investimento (rendimenti decrescenti per via dell’interesse composto). In particolare, il TIR (tasso interno di rendimento) calcolato in emissione e in ipotesi di acquisto a 100 equivarrebbe al 3,95% lordo a naturale scadenza, il 14 luglio 2043.

Cedola annua del 5,60% cumulative per il nuovo callable bond senza rischi di cambio

Per massimizzare il rendimento o tenerlo comunque alto la speranza dell’investitore sta nell’esercizio della call nei primissimi anni di vita del bond. In quel caso il “rischio” di portare a casa un effettivo annuo in area 5% non sarebbe remoto. Sarebbe uno scenario alquanto favorevole per l’investitore dato che molti altri strumenti concorrenti su simili timeframe rendono decisamente meno.
Di contro si perderebbero le future cedole ed esporrebbe al c.d. rischio di reinvestimento, lo scenario di mercato caratterizzato da bassi tassi di interesse. E alla banca emittente cosa converrà di più? Semplice, sceglierà quella durata che le consentirà di spendere il meno possibile di monte interessi.
Altri tre rischi da tenere a mente sono quello di inflazione (ai fini del calcolo del ritorno reale a scadenza), quello di interessi e quello di mercato.
Se i tassi BCE scenderanno ancora, i bond già emessi si apprezzeranno sul mercato secondario e viceversa. Tuttavia, data la natura callable di questo titolo non è il caso di essere eccessivamente ottimisti. I corsi salirebbero tanto se i tassi si portassero a zero o quasi, ma a quel punto Barclays eserciterebbe la call (a 100 e non ai corsi di mercato) e rimpiazzerebbe il prestito con uno nuovo meno oneroso. Quanto al rischio di mercato, infine, il flottante di questo prestito obbligazionario è di soli 10 mln di €.