CBDC, le valute digitali delle banche centrali non decollano

Redazione Crypto

30 Settembre 2023 - 07:00

Si stima che ci potrebbero essere 15 CBDC in circolazione entro il 2030 ma attualmente sono appena 4: eNaria in Nigeria, Sand Dollar nelle Bahamas, DCash nei Caraibi, e-CNY in Cina.

CBDC, le valute digitali delle banche centrali non decollano

Le valute digitali delle banche centrali (CBDC) stanno rapidamente guadagnando terreno nell’arena finanziaria globale, diventando oggetto di ferventi discussioni e dibattiti politici. La recente affermazione del legislatore repubblicano statunitense Tom Emmer, che ha paragonato le CBDC a uno “strumento di sorveglianza in stile CCP” (Partito Comunista Cinese), è solo uno dei tanti aspetti controversi di questa trasformazione finanziaria.

La mossa delle CBDC è ora una realtà, con circa 130 paesi in tutto il mondo che stanno sviluppando le proprie versioni digitali delle valute nazionali. Ma mentre alcuni esperti sostengono che l’adozione delle CBDC sia inevitabile, negli Stati Uniti sia i repubblicani che i sostenitori della privacy di sinistra esprimono preoccupazioni profonde.

Una delle principali preoccupazioni riguarda la sorveglianza e il controllo dei cittadini. Le CBDC permetteranno ai governi di monitorare le attività finanziarie dei cittadini in modo più dettagliato di quanto sia possibile con le valute tradizionali. Questo potrebbe avere implicazioni significative per la privacy finanziaria individuale. Inoltre, i governi potrebbero utilizzare le CBDC per imporre restrizioni sui tipi di transazioni che i cittadini possono effettuare, creando un ambiente in cui i cittadini potrebbero vedere limitate le loro scelte finanziarie.

Un altro motivo di preoccupazione riguarda la possibilità che le CBDC possano essere utilizzate per scopi politici o sociali. Ad esempio, un governo potrebbe programmare denaro attraverso contratti intelligenti per imporre limiti su ciò che i cittadini possono acquistare, come il tabacco, l’alcol o il cibo spazzatura. Sebbene queste politiche possano essere presentate come ben intenzionate, potrebbero anche rappresentare un passo verso un controllo eccessivo da parte dello Stato, con conseguenze potenzialmente negative per le libertà individuali.

Un punto di preoccupazione particolare è la Cina, che sta sperimentando uno yuan digitale. Dato che il sistema di credito sociale cinese è noto per la sorveglianza e il controllo estremi, la prospettiva di un yuan digitale ha destato preoccupazioni internazionali sulla privacy e la libertà finanziaria.

Nonostante queste preoccupazioni legittime, i sostenitori delle CBDC sostengono che queste valute digitali rappresentano una naturale evoluzione dei pagamenti e possono essere utilizzate per includere persone non bancarizzate nei sistemi finanziari e semplificare i servizi come i pagamenti del welfare. Molti ritengono che la privacy possa essere preservata attraverso un design attento e l’implementazione di politiche e tecnologie che proteggono i dati finanziari dei cittadini.

Nel Regno Unito, ad esempio, la Banca d’Inghilterra sta progettando CBDC che coinvolgono terze parti private per fornire wallet o conti ai consumatori, impedendo al governo di accedere ai dati delle transazioni. Questo approccio è visto come un modo per garantire che le CBDC possano essere utilizzate in modo sicuro e senza abusi.

Nonostante le intense discussioni e le preoccupazioni legittime, l’adozione delle CBDC sta progredendo lentamente. Mentre molte banche centrali stanno lavorando su progetti CBDC, molti di essi sono ancora in fase di consultazione, e la Fed degli Stati Uniti ha dichiarato che non procederà senza il sostegno del Congresso.

Secondo gli ultimi dati della Banca dei Regolamenti Internazionali, il 93% delle sue banche centrali membri sta lavorando su una valuta digitale della banca centrale: si stima che ci potrebbero essere 15 CBDC in circolazione entro il 2030 ma attualmente sono appena 4 (eNaria in Nigeria, Sand Dollar nelle Bahamas, DCash nei Caraibi, e-CNY in Cina).