Casapound scompare dal web

Oscurato il sito ufficiale del movimento, chiusi centinaia tra profili Facebook, Instagram e pagine web di esponenti e persone vicine al movimento politico di estrema destra

Casapound scompare dal web

Casapound scompare dal web. A notarlo in primis gli stessi militanti, che proprio nelle ultime ore si sono visti disabilitare i rispettivi profili Facebook e Instagram.

A decine infatti gli account oscurati, inaccessibile il sito ufficiale del Movimento e chiuse numerose pagine web vicine al Movimento. I profili privati sarebbero stati oscurati, a detta dei diretti interessati, senza nessun preavviso da parte delle piattaforme in questione.

Tra i primi a comunicare la cosa il vicepresidente di Casapound Italia Simone Di Stefano, che ha rimarcato tutta la sua indignazione per la cancellazione del sito ufficiale e di decine di profili di consiglieri comunali.

Casapound scompare dal web

A evidenziare la circostanza anche Adriano Scianca, direttore del quotidiano sovranista Il Primato Nazionale:

“Il profilo privato di Adriano Scianca è stato disabilitato senza preavviso e senza spiegazioni. Lo stesso è accaduto, nello stesso istante, a tutte le pagine di CasaPound, a quelle dei principali dirigenti di CasaPound Italia e a molte altre associazioni identitarie. Serrate i ranghi, sono in arrivo tempi bui”.

Per molti tra esponenti e attivisti è arrivata quindi la disattivazione dei profili privati. Molti di loro nel corso della mattinata hanno partecipato alla manifestazione contro la nascita del Conte-bis.

Proprio stamattina lo stesso Simone Di Stefano ha parlato a tutti i militanti del Movimento, per chiarire i motivi della presa di distanze dal nuovo esecutivo:

“Sono in piazza anche io. Non è il momento di dividere, ma di unire. E costruire con ogni mezzo una rivolta popolare, culturale e democratica a questo osceno governo di usurpatori”.

Mentre le prime dichiarazioni ufficiali di Facebook sono arrivate solo qualche minuto fa; un portavoce della piattaforma di Zuckerberg ha parlato di una scelta obbligata dagli atteggiamenti mossi dall’odio di Casapound:

“Le persone e le organizzazioni che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono non trovano posto su Facebook e Instagram. Candidati e partiti politici, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia. Gli account che abbiamo rimosso oggi violano questa policy e non potranno più essere presenti su Facebook o Instagram”.

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