Ristrutturazione obbligatoria delle case, governo Meloni contro la direttiva Ue: “Patrimoniale camuffata”

Giacomo Andreoli

13/01/2023

20/01/2023 - 14:44

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Il governo Meloni si scaglia contro la proposta di direttiva Ue sull’efficientamento energetico, che potrebbe obbligare alcuni proprietari di casa a fare dei lavori di ristrutturazione.

Ristrutturazione obbligatoria delle case, governo Meloni contro la direttiva Ue: “Patrimoniale camuffata”

La casa è sacra e non si tocca”. Il governo Meloni è sugli scudi contro la proposta di direttiva Ue per l’efficientamento energetico, che in alcuni casi potrebbe prevedere l’obbligo di lavori di ristrutturazione in casa. Ad annunciare la posizione della maggioranza di centrodestra è il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e uomo di fiducia della presidente del Consiglio, Tommaso Foti.

Il deputato, a nome del partito, ammonisce l’Unione europea e chiede di “non rifilare all’Italia una patrimoniale camuffata che va a ledere i diritti dei proprietari”. Per questo il gruppo parlamentare del partito di Meloni ha presentato una risoluzione in aula.

Nel testo di chiederà al governo di intervenire per “scongiurare l’approvazione di una norma che danneggerebbe milioni di italiani proprietari di immobili”. Intanto la presidente svedese Ulf Kristersson nel corso di una conferenza stampa con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto che “la priorità è rendere l’Europa più verde: ci sono diversi dossier legislativi che sono ora in fase di negoziati al trilogo e il nostro obiettivo è arrivare a un accordo durante la presidenza. Tra questi, la direttiva sull’energia rinnovabile e la direttiva sull’efficientamento energetico”. Ma in cosa consiste questa direttiva?

Casa, cos’è la direttiva Ue sull’efficientamento energetico

Il prossimo 23 gennaio si voterà in commissione Industria dell’Europarlamento sulla nuova direttiva Ue per l’efficientamento energetico. Si tratta solo di una prima votazione, a cui dovranno seguire l’eventuale via libera dell’aula oltre che dei governi dei Paesi membri.

L’ultima bozza del testo prevede che entro il 1 gennaio 2030 tutti gli immobili residenziali debbano passare in classe energetica E ed entro il 2033 a quella D, poi arrivare tra il 2040 e il 2050 a emissioni zero.

Chi sarà costretto a ristrutturare la casa?

Sarebbero gli Stati membri a stabilire eventuali sanzioni da applicare, anche se il mercato potrebbe in ogni modo “punire” i proprietari che non si adeguano, con il valore delle abitazioni che non rispettano i requisiti che si potrebbe ridurre di molto.

In Italia circa il 60% di edifici italiani ha classe energetica F o addirittura G. La Commissione Ue, però, nel pacchetto Fit for 55 spiega che gli edifici sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni a effetto serra dell’Unione. Per questo vuole intervenire il prima possibile sull’efficientamento delle abitazioni.

Efficienza energetica, gli obiettivi della Commissione Ue

La prima proposta di direttiva era arrivata nell’autunno del 2021, poi l’intervento dell’allora governo Draghi e di altri esecutivi europei (come quello polacco) fece ridimensionare gli obiettivi previsti, che erano molto più stringenti rispetto a quest’ultima bozza.

In ogni caso Bruxelles vorrebbe che il 15% del patrimonio edilizio (a partire dagli edifici non residenziali) sia portato da una classe energetica di tipo G a una di tipo F entro l’inizio del 2027 per gli edifici non residenziali ed entro l’inizio del 2030 per quelli residenziali. Entro il 2034 si vorrebbe raggiungere uno standard sufficiente per il 25% degli edifici.

L’idea, però, è di lasciare a ogni Stato la possibilità di fissare una propria tabella di marcia in linea con l’obiettivo di zero dimissioni entro il 2050.

Gli edifici esclusi dal presunto obbligo di ristrutturazione

In aggiunta a tutto questo per gli edifici pubblici che vengono costruiti da zero dal 2028 sarà obbligatoria una pianificazione per emissioni zero. Lo stesso obbligo dovrebbe scattare per gli edifici privati nel 2030. Rimangono fuori da ogni obbligo di intervento gli edifici di culto e storici e altre particolari tipologie di fabbricati.

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