Camera approva la fiducia al governo Conte

Alessandro Cipolla - Marco Ciotola

18/01/2021

21/05/2021 - 11:52

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Dalla Camera via libera alla fiducia al governo Conte: 321 Sì contro 259 No

Camera approva la fiducia al governo Conte

La Camera approva la fiducia al governo Conte, e lo fa con un margine molto ampio, di certo inatteso: 321 Sì contro 259 No.

Ora Conte si gioca domani la fase cruciale di questa crisi di governo aperta da Italia Viva, ma lo farà con numeri oltre la maggioranza assoluta alla Camera (316 era la soglia), con le possibilità di vedere l’esecutivo andare avanti che si fanno quindi maggiori.

607 i presenti alla Camera, con 580 votanti e 27 astenuti. I 321 a favore del prosieguo del governo Conte rappresentano un margine importante e di certo un primo sospiro di sollievo per il premier, anche se domani al Senato si gioca una partita completamente diversa.

Tra i primi a esprimere entusiasmo per i risultati della votazione Nicola Zingaretti, che ha pubblicato un tweet appena pochi istanti fa invitando ad “andare avanti per il bene dell’Italia”:

Il voto mette in ogni caso fine a una giornata lunghissima, che era partita con la prevedibile scelta di Conte di parlamentarizzare la crisi, per verificare le possibilità di un affidamento su una maggioranza in grado di andare avanti senza Italia Viva, che com’era stato anticipato ha visto tutti i suoi deputati astenersi dal voto oggi.

Nelle sue comunicazioni di questa mattina, il premier non ha risparmiato parole dure per Matteo Renzi senza però mai citarlo direttamente, parlando di una “crisi senza fondamento” e rendendosi disponibile ad andare avanti facendo appello a tutti quei parlamentari che “hanno a cuore l’interesse del Paese”. 

Di seguito tutta la cronistoria degli interventi pomeridiani alla Camera, quelli che hanno preceduto le operazioni di voto, tra i quali hanno fatto più rumore quelli in arrivo dall’opposizione di una durissima Giorgia Meloni e di un altrettanto dura Mariastella Gelmini.

Voto di fiducia alla Camera: gli interventi prima del voto

20:50 - La camera approva la fiducia al governo Conte, e lo fa con un margine molto ampio, di certo inatteso: 321 Sì contro 259 No.

20:44 - Sul suo profilo Twitter, Giorgia Meloni ribadisce i duri concetti espressi alla Camera e parla di elezioni come “unica via da percorrere”, postando poi il video del suo intervento per intero.

20:26 - Mentre procedono per chiamate nominali le operazioni di voto, molti osservatori, da SkyTg24 a Repubblica, osservano la probabilità che l’esecutivo Conte abbia dato per scontato di raggiungere numeri non così semplici da raggiungere per andare avanti.

20:09 - Secondo fonti interne le operazioni di voto potrebbero durare almeno 1 ora e mezza, per concludersi quindi con gli attesi risultati grossomodo poco prima delle 22.

19:50 - Terminati gli interventi, sono appena cominciate le operazioni di voto alla Camera.

19:26 - Al termine dell’intervento di Riccardo Molinari l’opposizione fa partire il coro «Dimissioni, Dimissioni», interrotto solo dai ripetuti richiami all’ordine del Presidente della Camera Roberto Fico.

19:16 - Riccardo Molinari della Lega accusa l’esecutivo Conte di “farsi vanto della pandemia”, ma “dati alla mano economicamente peggio di noi ha fatto solo l’Argentina, e a livello sanitario abbiamo una delle mortalità più alte al mondo”.

19:09 - Delrio ribadisce la fiducia a Conte ma chiede rapidità e “un Paese più giusto, più unito e più forte”.

19:02 - Graziano Delrio del Pd chiede “capacità di sacrificio” e chiarezza del governo per affrontare questa crisi:

“Per noi democratici è necessario sentir parlare un linguaggio di verità. Non ci sarà ripartenza se prima non avremo fermato l’epidemia, con tutti i mezzi a nostra disposizione”.

18:51 - “Se mosse del genere le avesse fatte la destra” - tuona ancora la Gelmini - “sarebbero intervenute le procure e Marco Travaglio avrebbe versato fiumi d’inchiostro.”

18:46 - Interviene Mariastella Gelmini di Forza Italia, che accusa Conte di passare di crisi in crisi ignorando “problemi sempre maggiori” e lanciando il suo partito come alternativo a una maggioranza non più adatta:

“La maggioranza che la sostiene ha un vizio di forma, perché nasce da contratto di potere e non arriva dalle urne.”

18:41 - Una Meloni ancora durissima parla di “politicanti da strapazzo pronti a tutto pur di soddisfare solo se stessi”. Poi un invito esplicito al premier: “Se lei avesse a cuore questa nazione si sarebbe già fatto da parte.

18:31 - Molto critico l’intervento di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che definisce l’appello di Giuseppe Conte “un mercimonio” parlando ironicamente di «Mastella Airlines» per volare alto e poi definire Conte stesso “uno sconosciuto uscito dal cilindro di un comico”:

“Lei non è l’avvocato del popolo, perché le persone l’avvocato lo scelgono”.

18:18 - Interviene Ettore Rosato di Italia Viva, che parla di una crisi aperta per “chiedere un governo all’altezza della sfida che abbiamo di fronte”:

“Non c’è solo la paura del coronavirus, c’è la paura del futuro. E noi a quella dobbiamo rispondere”.

18:07 - Duro intervento di Maurizio Lupi di Noi con l’Italia, che accusa Conte e il suo esecutivo di aver “usato l’emergenza come alibi”.

18:00 - Appena ripresi gli interventi dei parlamentari dopo quello di Conte. Al momento la parola è a Bruno Tabacci del Gruppo Misto.

17:46 - Chiude il suo intervento con parole dedicate al Sud, che definisce “al centro della nostra agenda”.

17:45 - Conte evidenzia la “forte consonanza” tra Italia e Ue, citando il programma Next Generation Eu e l’imminente insediamento della presidenza Joe Biden come simbolo di speranza e novità in vista del G20.
Il suo intervento viene spesso interrotto da alcune voci di disapprovazioni da parte delle opposizioni.

17:25 - Al rientro dopo la sanificazione della Camera, Giuseppe Conte esordisce invocando nuovamente la coscienza dei singoli parlamentari, invitandoli a “contribuire al patrimonio di idee”, ma sempre a patto che si rispetti una “chiara tradizione europeista”. Definisce lui stesso il suo un “appello chiaro” a costruire insieme il futuro.

Le parole di Giuseppe Conte nel primo intervento di stamattina

Prima del voto, l’appuntamento più atteso a dare il via alla lunghissima giornata odierna è stato quello con il discorso di Giuseppe Conte alle ore 12. 
Il premier ha preso parola alla Camera per le comunicazioni sulla situazione politica in atto, inizialmente sottolineando la difficoltà del momento ed elencando quanto ha fatto il suo governo negli ultimi mesi per fronteggiare la pandemia e quanto, visti i tanti impegni dei prossimi mesi, sarà ancora tenuto a fare.

Entrando nel merito delle comunicazioni, Conte ha parlato dell’attuale situazione politica che si è venuta a creare dopo le dimissioni dei ministri di Italia Viva che di fatto hanno aperto questa crisi di governo.

Al culmine di una serie di attacchi mediatici - ha dichiarato il Presidente del Consiglio - Italia Viva ha voluto smarcarsi, nonostante ci sia stato un apprezzamento alle modifiche al Recovery Plan, tutto a causa della mancata attivazione del Mes”.

Conte quindi quest’oggi sarebbe alla Camera “per provare a spiegare una crisi dove non ravviso alcun possibile fondamento”, con il rischio che sarebbe quello di “perdere contatto con la realtà”.

Una crisi che avrebbe provocato “sgomento nel Paese”, ma Italia Viva oltre ai continui attacchi nelle ultime settimane avrebbero avanzato delle pretese e fatto rilanci su temi “ palesemente divisivi sulle sensibilità delle varie forze di maggioranza”.

Adesso si volta pagina, questo Paese merita un governo coeso” ha quindi annunciato Giuseppe Conte, specificando che in questo momento “servono forze parlamentari volenterose e persone disponibili a mantenere elevata la dignità della politica”.

Questo governo intende perseguire un progetto politico ben preciso, modernizzando il Paese il tutto nel segno dello sviluppo sostenibile - ha affermato Conte - Chi ha volontà di seguire questa alleanza questo è il momento giusto per contribuire a questa prospettiva, questa alleanza sarà chiamata a esprimere una imprescindibile visione europeista e le forze politiche saranno chiamate a una scelta di campo sulla logiche sovraniste”.

Il Presidente del Consiglio nella sua sorta di appello ha però chiesto “un appoggio limpido che si fondi sull’adesione di un progetto politico”, terminando il suo intervento con ribadendo di essere “disposto a fare la mia parte, viva l’Italia”.

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