Calenda ha un piano per arrivare al 20% alle europee 2024

Alessandro Cipolla

16/02/2023

Carlo Calenda si è posto come obiettivo il 20% per il partito unico Azione-Italia Viva, ma Matteo Renzi alle europee non vorrebbe il nome dell’ex ministro sul simbolo.

Calenda ha un piano per arrivare al 20% alle europee 2024

Carlo Calenda ha fretta di realizzare il partito unico Azione-Italia Viva, aperto anche a +Europa che al momento però non sembrerebbe essere interessata, ma Matteo Renzi appare essere più prudente nonostante il risultato deludente alle elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio.

Guardando anche gli ultimi sondaggi politici, il cosiddetto terzo polo sembrerebbe essere impantanato in un limbo che poco si addice a due leader ambiziosi come Carlo Calenda e Matteo Renzi: senza un colpo di coda, il rischio è quello di essere relegati nell’angolino dell’irrilevanza politica.

Ecco che allora l’appuntamento cerchiato con il circoletto rosso è quello delle elezioni europee 2024, dove a dare una mano ai due c’è una legge elettorale puramente proporzionale che favorisce i partiti che non fanno parte delle grandi coalizioni.

Intervistato da La Stampa, all’indomani delle regionali Calenda ha dichiarato di voler “ anticipare il partito unico ” per dare a questo Paese “un grande partito liberal democratico che sfondi alle europee”.

Europee: Calenda e l’obiettivo 20%

Dopo il tutto sommato buon risultato del tandem Azione-Italia Viva alle politiche, anche se il terzo polo ha mancato l’obiettivo della doppia cifra, i moderati sono usciti ridimensionati dalle elezioni regionali in Lazio e Lombardia.

Non sono mancate poi le voci di dissidi interni tra le due anime dell’alleanza, tanto che il terzo polo ha dovuto diramare una nota per gettare acqua sul fuoco: “Carlo Calenda e Matteo Renzi si sono sentiti anche oggi come fanno praticamente tutti i giorni e hanno sorriso sulle strampalate ricostruzioni offerte dai media in queste ore. Il risultato delle Regionali non soddisfa nessuno, ma per molti aspetti era fisiologico: la vera sfida rimane quella delle Europee 2024. Calenda e Renzi condividono l’idea di accelerare sul partito unico dei riformisti proseguendo il cammino già individuato, fin dalla prossima riunione del comitato politico convocata dal Presidente della federazione Calenda per il prossimo 27 febbraio”.

Alle europee 2024 che si terranno tra poco più di un anno, Calenda vorrebbe presentarsi alla guida di quel partito unico liberale e moderato che da tempo è in agenda; Renzi però sembrerebbe non avere la stessa fretta e - soprattutto - stando al Sole 24 Ore non vorrebbe la presenza del nome dell’ex ministro sul simbolo del nuovo partito.

Niente personalismi, con l’ex presidente del Consiglio che vorrebbe creare un partito liberal-democratico simile a quello realizzato in Francia da Emmanuel Macron, capace di andare avanti anche senza i due leader nostrani.

Nel frattempo a La Stampa Carlo Calenda ha spiegato che l’obiettivo è quello di “ arrivare al 20% ”. Ma come potrebbe questo nuovo partito più che raddoppiare i suoi voti alle prossime europee? Per l’ex ministro si dovrà “andare a prendersi i voti, radicandosi sui territori e proponendo soluzioni concrete”.

Prima di fare la propria mossa, il terzo polo probabilmente aspetterà di conoscere l’esito delle primarie del Pd in programma il prossimo 26 febbraio: se alla fine dovesse vincere il grande favorito Stefano Bonaccini, un riavvicinamento con i dem potrebbe essere naturale decretando così una volta per tutte la fine di ogni tentativo di dare vita a un “campo largo” oppure a una alleanza organica giallorossa.

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