C’è un novo protagonista nella corsa allo spazio. Questa startup di data center ora vale $1,1 miliardi

Giorgia Paccione

30 Marzo 2026 - 16:41

Starcloud raccoglie raccoglie $170 milioni e diventa unicorno. La giovane società americana accelera sui data center AI spaziali, entrando nella competizione globale con Musk e Bezos.

C’è un novo protagonista nella corsa allo spazio. Questa startup di data center ora vale $1,1 miliardi

La corsa allo spazio per l’intelligenza artificiale ha un nuovo protagonista. Starcloud, startup statunitense con sede a Redmond, ha raggiunto una valutazione di 1,1 miliardi di dollari dopo aver chiuso un round di finanziamento da 170 milioni, entrando così nel club degli “unicorni”.

L’operazione, guidata da Benchmark ed EQT Ventures, conferma il crescente interesse degli investitori per le infrastrutture spaziali, considerate una possibile soluzione alle enormi esigenze energetiche e computazionali dell’AI. Un terreno su cui si muovono già giganti come SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos.

Portare i data center nello spazio: il progetto Starcloud

Alla base del progetto di Starcloud c’è la volontà di spostare parte della potenza di calcolo fuori dalla Terra. I data center tradizionali stanno infatti diventando sempre più difficili da sostenere, sia per i consumi energetici sia per i limiti legati allo spazio fisico e al raffreddamento delle infrastrutture.

Lo spazio, al contrario, offre condizioni teoricamente ideali. L’energia solare è disponibile quasi senza interruzioni e le basse temperature facilitano la dissipazione del calore. Non a caso Starcloud punta a costruire una vasta rete di satelliti dedicati all’elaborazione dei dati, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sulle reti terrestri.

Il piano è estremamente ambizioso: fino a 88.000 satelliti in orbita bassa, distribuiti tra i 600 e gli 850 chilometri di altitudine. Una scala che supera di gran lunga le costellazioni attuali e che segnala quanto il settore sia destinato a crescere nei prossimi anni.

Dai test in orbita alle partnership con le big tech

Nel novembre 2025 Starcloud ha già lanciato un primo satellite sperimentale equipaggiato con un chip H100 di Nvidia, dimostrando la possibilità di eseguire operazioni di addestramento e inferenza AI direttamente in orbita. Si tratta di un passaggio chiave, che ha validato tecnicamente il modello.

La startup sta inoltre costruendo relazioni con alcuni dei principali attori del cloud e dei semiconduttori. Collabora già con Nvidia e lavora con le divisioni cloud di Amazon e Google. Il CEO e cofondatore Philip Johnston ha spiegato che l’azienda è già impegnata in trattative con grandi clienti: “Stiamo inoltre lavorando ad alcuni accordi vincolanti di fornitura energetica con gli hyperscaler, che saranno annunciati nei prossimi mesi”.

Parallelamente, l’azienda punta a sviluppare sistemi avanzati di gestione energetica e termica, elementi cruciali per rendere sostenibili data center nello spazio.

Starcloud può competere con Musk e Bezos?

Nonostante il potenziale, il percorso resta complesso. I costi di lancio rappresentano oggi uno dei principali ostacoli alla scalabilità del modello. Secondo Johnston, tuttavia, il calo atteso dei prezzi entro il 2028-2029 potrebbe rendere i data center orbitali competitivi rispetto a quelli terrestri.

Nel frattempo, la concorrenza si intensifica. SpaceX sta valutando progetti ancora più estremi, come una rete di data center orbitanti su scala massiva, mentre anche Blue Origin e altri operatori stanno esplorando soluzioni simili. Il rischio è quello di una nuova “corsa all’oro” tecnologica, con implicazioni non solo economiche ma anche ambientali, visto l’impatto potenziale sul traffico orbitale e sull’osservazione astronomica.

Starcloud scommette su un approccio modulare e su partnership strategiche per ritagliarsi uno spazio in questo mercato nascente. Se riuscirà a superare le barriere tecnologiche e finanziarie, potrebbe contribuire a ridefinire il futuro dell’infrastruttura digitale globale, portando una parte sempre più rilevante del calcolo fuori dal pianeta.

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