Buoni lavoro 2023: cosa sono e a chi spettano i voucher in manovra

Teresa Maddonni

23 Novembre 2022 - 21:46

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I buoni lavoro tornano nel 2023 con la legge di Bilancio presentata dal governo Meloni. Ecco come funzionano i voucher per la copertura delle prestazioni occasionali e le novità rispetto al passato.

Buoni lavoro 2023: cosa sono e a chi spettano i voucher in manovra

Buoni lavoro 2023 in arrivo con la manovra del governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2022. Ma cosa sono i buoni lavoro e a chi spettano?

Si tratta del ritorno dei voucher per il lavoro aboliti nel 2017 dal governo Gentiloni, sostituiti dal Libretto Famiglia e dai contratti di prestazioni occasionali, e che pare potrebbero tornare con la legge di Bilancio 2023. Il condizionale è d’obbligo dal momento che nei vari passaggi parlamentari il testo, attualmente in bozza, potrebbe subire delle modifiche.

I buoni lavoro o voucher serviranno a coprire le prestazioni occasionali e stagionali nei settori del turismo, ristorazione, servizi alla persona e nell’agricoltura ampliando la platea dei datori di lavoro che possono usufruirne e l’importo massimo dei compensi viene portato a 10mila euro dai 5mila prima previsti.

In attesa dell’ufficialità del testo della manovra, vediamo allora come funzionano i buoni lavoro con la legge di Bilancio 2023.

Buoni lavoro 2023: cosa sono i voucher in manovra

La legge di Bilancio 2023 reintrodurrebbe i buoni lavoro o voucher dal prossimo anno. Per capire quindi cosa sono i voucher in manovra occorre tornare al decreto-legge 24 aprile 2017 n.50 - anche se i buoni lavoro sono stati introdotti nel 2003 dalla legge Biagi - citato e modificato con il testo in bozza della legge di Bilancio a firma Meloni.

Stando alla bozza della manovra i buoni lavoro vengono introdotti dall’articolo 63 (Modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali), laddove le modifiche sono all’articolo 54 bis del decreto del 2017.

I voucher serviranno pertanto a coprire le prestazioni occasionali al fine di contrastare il lavoro nero e garantire la copertura contributiva e assicurativa ai lavoratori inseguendo di fatto lo stesso obiettivo del passato, ma con delle novità.

L’importo massimo del reddito accumulabile con i voucher passa da 5mila a 10mila euro, raddoppiando di fatto il limite imposto dal decreto Dignità, limite indipendente dal numero dei committenti.

I buoni lavoro per le prestazioni occasionali e saltuarie avranno un valore nominale di 10 euro lordi all’ora, vale a dire 7,50 euro netti. I voucher troppo spesso in passato sono stati utilizzati in modo del tutto erroneo dai datori di lavoro preferendoli a contratti stabili e inducendo i lavoratori a lavorare per una parte in nero.

Ed è proprio il controllo sull’utilizzo idoneo dei buoni lavoro o voucher che non dovrà mancare se non si vorranno commettere nuovamente gli errori del passato. Su questo punto sembra essere stata abbastanza chiara la premier Meloni nella conferenza stampa di presentazione del disegno della legge di Bilancio.

“È una misura utile a regolarizzare il lavoro stagionale e occasionale - ha detto la presidente del Consiglio - naturalmente con controlli rigidi per evitare storture.”

Buoni lavoro 2023: a chi spettano i voucher

I voucher spettano a diversi settori, compreso il turismo. Potranno pertanto beneficiare dei buoni lavoro dal 1° gennaio 2023 i seguenti settori:

  • agricoltura;
  • industria alberghiera;
  • servizi alla persona tra cui i lavori domestici.

La bozza della manovra modifica il comma 14 lettera a) dell’articolo 54-bis suddetto che stabilisce a oggi il divieto al ricorso al contratto di prestazione occasionale “da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;”

I voucher dal 2023 potranno invece essere utilizzati dai datori di lavoro che abbiano un massimo di 10 dipendenti. Per quanto riguarda le attività agricole di carattere stagionale la manovra Meloni prevede l’utilizzo dei buoni lavoro per prestazioni occasionali per un periodo non superiore 45 giorni nell’anno solare.

Confesercenti si dice soddisfatta per l’introduzione dei voucher “per le piccole e medie imprese che avranno così a disposizione uno strumento semplice per gestire il lavoro occasionale”, ma chiedendo, in attesa di dettagli, una loro estensione a tutti i comparti del turismo.

E i dettagli dovranno dunque arrivare con la discussione del testo in bozza, l’approvazione di quello definitivo e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entro fine anno.

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