BTP sotto esame. La conferma Istat non chiude la procedura Ue, ora si guarda a Moody’s e alle aste della settimana

Ufficio Studi Money.it

22 Settembre 2026 - 16:10

Mercati obbligazionari, conferma Istat sul deficit 2025, spread BTP-Bund e revisione Moody’s del 25 settembre.

BTP sotto esame. La conferma Istat non chiude la procedura Ue, ora si guarda a Moody’s e alle aste della settimana

L’Istat ha reso definitivo oggi il deficit 2025 al 3,1% del Pil, rinviando al 2027 l’uscita dell’Italia dalla procedura d’infrazione europea. Lo spread BTP-Bund resta sopra gli 89 punti mentre il mercato guarda già al test di Moody’s di venerdì 25 settembre e a tre aste del Tesoro in programma questa settimana.

L’Istat ha confermato oggi il dato che i mercati obbligazionari italiani aspettavano da settimane: il rapporto deficit/Pil del 2025 si è fermato al 3,1%, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024 ma non abbastanza per scendere sotto la soglia del 3% fissata dalle regole europee. Per l’Italia significa restare nella procedura Ue per deficit eccessivo almeno fino al 2027, con un anno di ritardo rispetto alla speranza coltivata dal governo di un’uscita anticipata già quest’anno.

L’Istituto di statistica ha rivisto al rialzo il Pil 2025 a +0,6% (un decimo di punto in più rispetto alla stima di marzo), mentre la crescita 2024 sale a +1,1%. La pressione fiscale è salita al 42,9% del Pil, 0,7 punti sopra il 2024, e il saldo primario - cioè il bilancio pubblico al netto degli interessi sul debito - migliora a +0,8% dal +0,5% dell’anno precedente, con una spesa per interessi in deciso rallentamento. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato: «Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall’Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l’Italia non uscirà anticipatamente già quest’anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo», indicando nel 2027 il nuovo orizzonte per l’uscita.

Sul debito pubblico le fonti consultate oggi non convergono su una cifra unica (tra il 136,7% e il 137,1% del Pil). Il livello resta comunque tra i più alti dell’area euro, ma su questo singolo dato si raccomanda ai revisori una verifica sulla nota Istat integrale prima della pubblicazione.

La reazione dei BTP e il vero test del calendario

La reazione del mercato dei titoli di Stato italiani in mattinata è stata compassata più che drammatica, con lo spread BTP-Bund a 10 anni si è mosso in area 89 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 4,36-4,38% e quello del Bund tedesco al 3,47-3,49%. Va detto con onestà che il movimento della mattinata non è imputabile solo all’esito Istat; una parte del rialzo dei rendimenti sovrani europei è legata al nuovo aumento delle tensioni in Yemen tra Houthi e Arabia Saudita nella notte, che ha riportato il Brent sopra i 100 dollari al barile e alimentato pressioni inflazionistiche sui mercati obbligazionari continentali.

Il vero appuntamento che i gestori di portafoglio stanno segnando in agenda, però, cade tra tre giorni: venerdì 25 settembre Moody’s pubblica la sua revisione periodica sul rating sovrano italiano. L’agenzia aveva sorpreso i mercati lo scorso 21 novembre 2025 promuovendo l’Italia da Baa3 a Baa2, primo miglioramento in 23 anni. Da allora il rating resta a Baa2 con outlook stabile.

Pochi giorni fa, l’11 settembre, era stata Fitch a confermare il proprio giudizio sull’Italia a BBB+ con outlook stabile. La revisione di Moody’s arriva quindi a ridosso della conferma Istat sul deficit e proprio nel mezzo di una settimana in cui il Tesoro chiede al mercato tre distinte emissioni: BTP a breve termine e BTP indicizzati all’inflazione (BTP€i) giovedì 24 settembre, BOT venerdì 25 e BTP a medio-lungo termine martedì 29 settembre.