Quanto rendono 3 portafogli da €10.000 in titoli di Stato a 5 anni, compresi i nuovi BTP Valore?

Flavia Provenzani

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Tutto sul BTP Valore, metà a cedole e metà con il BTP Valore Insieme, oppure un mix con un BTP quotato e un titolo indicizzato all’inflazione. Flussi anno per anno, guadagno netto e cosa succede se l’inflazione resta alta.

Quanto rendono 3 portafogli da €10.000 in titoli di Stato a 5 anni, compresi i nuovi BTP Valore?

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Con il collocamento del BTP Valore e del BTP Valore Insieme al via lunedì 19 ottobre, chi ha 10.000 euro da investire per cinque anni ha davanti una scelta più ampia del solito. I due nuovi titoli del Tesoro si possono combinare tra loro oppure con i BTP già quotati sul MOT, compresi quelli che proteggono dall’inflazione.

Intanto, l’Istat ha appena confermato l’inflazione di settembre al 4,2%, mentre il BTP Valore rende il 3,59% netto. Abbiamo costruito tre portafogli per tre esigenze diverse, calcolando per ciascuno quanto incassa il risparmiatore anno per anno, quanto guadagna al netto delle tasse e come cambia il risultato al variare dell’inflazione.

Le ipotesi della simulazione

Per il BTP Valore (ISIN IT0005735201) e il BTP Valore Insieme (IT0005735227) abbiamo usato i tassi minimi garantiti comunicati dal MEF il 16 ottobre: 3,70% nei primi due anni, 4,10% nel terzo e nel quarto, 4,70% nel quinto per il titolo a cedole trimestrali; cedola unica del 22,25% a scadenza per l’Insieme. Alla chiusura del collocamento, il 23 ottobre, i tassi potranno essere confermati o rivisti al rialzo: in questo secondo caso i risultati dei portafogli miglioreranno.

Per i titoli quotati abbiamo considerato:

  • il BTP 3,15% novembre 2031 (IT0005619546), al prezzo di riferimento di 96,56 del 15 ottobre 2026, con rateo lordo di 1,34389 (fonte: Borsa Italiana);
  • il BTP Italia Sì giugno 2031 (IT0005713547), all’ultimo prezzo di 100,31 registrato il 15 ottobre 2026 alle 17:10, con rateo lordo di 0,50273 (fonte: Borsa Italiana).

Salvo dove indicato, gli importi sono al netto della ritenuta del 12,5% e prevedono la detenzione dei titoli fino a scadenza.

Un’avvertenza importante per leggere i numeri: le somme in euro non considerano il reinvestimento delle cedole. Indicano quanto il risparmiatore incassa se spende o tiene sul conto le cedole man mano che arrivano. I rendimenti annui, invece, sono calcolati come tasso interno di rendimento, che per definizione presuppone il reinvestimento dei flussi allo stesso tasso. È per questo che, come vedremo, un portafoglio può guadagnare di più in euro e avere un rendimento annuo più basso, o viceversa.

Restano esclusi l’imposta di bollo dello 0,20% annuo, pari a circa 20 euro l’anno su 10.000 euro, e le eventuali commissioni di acquisto sul MOT, che variano da banca a banca. La sottoscrizione del BTP Valore in collocamento è invece gratuita.

Portafoglio 1 - 10.000 euro tutti nel BTP Valore

È la soluzione per chi vuole un’entrata regolare, ad esempio per integrare la pensione o lo stipendio. Tutti i 10.000 euro vanno nel BTP Valore a cedole trimestrali, che paga ogni tre mesi una cedola crescente nel tempo.

Nei primi due anni il risparmiatore riceve 80,94 euro netti a trimestre. Dal terzo anno la cedola sale a 89,69 euro e nell’ultimo anno a 102,81 euro.

Anno Tasso Incasso annuo lordo Incasso annuo netto
1° (ott 2026-ott 2027) 3,70% 370,00 € 323,75 €
2° 3,70% 370,00 € 323,75 €
3° 4,10% 410,00 € 358,75 €
4° 4,10% 410,00 € 358,75 €
5° 4,70% 470,00 € 411,25 €
Totale 2.030,00 € 1.776,25 €

Al 27 ottobre 2031 il risparmiatore riceve anche i 10.000 euro di capitale. Il rendimento effettivo è del 4,10% lordo e del 3,59% netto annuo.

Il punto debole è la rigidità: il rendimento è fisso, e se l’inflazione media dei prossimi cinque anni superasse il 3,59%, il guadagno netto non basterebbe a mantenere il potere d’acquisto del capitale.

Portafoglio 2 - 5.000 euro nel BTP Valore e 5.000 nel BTP Valore Insieme

Questa combinazione si adatta a chi vuole un flusso periodico più contenuto e una somma consistente alla scadenza, ad esempio per una spesa già prevista nel 2031. Metà del capitale va nel BTP Valore a cedole trimestrali, l’altra metà nel BTP Valore Insieme, che non paga nulla per cinque anni e concentra tutti gli interessi in una cedola finale.

Anno BTP Valore (netto) BTP Valore Insieme (netto) Totale netto
1° 161,88 € - 161,88 €
2° 161,88 € - 161,88 €
3° 179,38 € - 179,38 €
4° 179,38 € - 179,38 €
5° 205,63 € 973,44 € 1.179,06 €
Totale 888,13 € 973,44 € 1.861,56 €

Il guadagno netto complessivo è di 1.861,56 euro, 85,31 euro in più rispetto al portafoglio 1. La differenza non è un extra-rendimento, ma il frutto della capitalizzazione: la cedola unica dell’Insieme incorpora gli interessi sugli interessi, mentre nel confronto in euro le cedole del BTP Valore non vengono reinvestite. Se il risparmiatore del portafoglio 1 reinvestisse ogni cedola netta allo stesso rendimento, il divario si ridurrebbe quasi a zero.

Al lordo, infatti, i due titoli rendono entrambi il 4,10% annuo composto. Al netto l’Insieme fa leggermente meglio, con il 3,62% contro il 3,59% del BTP Valore, perché la ritenuta si paga solo alla scadenza e nel frattempo gli interessi maturano anche sulla quota che andrà al Fisco. Il rendimento netto del portafoglio nel suo complesso è del 3,60%.

Il prezzo da pagare è una maggiore esposizione in caso di vendita anticipata. Senza cedole intermedie, il BTP Valore Insieme ha una duration più alta e il suo prezzo reagisce di più a un eventuale rialzo dei tassi di mercato. Su questo portafoglio pesa lo stesso limite del primo: il rendimento non si adegua all’inflazione.

Portafoglio 3 - BTP Valore, BTP quotato e BTP Italia Sì

Il terzo portafoglio è pensato per chi teme che l’inflazione resti sopra il 2% a lungo. Combina tre titoli con caratteristiche diverse:

  • 4.000 euro nel BTP Valore a cedole trimestrali, per la parte a rendimento fisso;
  • 3.000 euro nominali del BTP 3,15% novembre 2031, acquistati sul MOT per 2.937,12 euro rateo compreso;
  • 3.000 euro nominali del BTP Italia Sì giugno 2031, acquistati sul MOT per 3.024,38 euro rateo compreso.

L’esborso complessivo è di 9.961,50 euro, commissioni escluse.

Il BTP Italia Sì è il titolo che dà al portafoglio la protezione dall’inflazione. Ogni sei mesi, il 23 giugno e il 23 dicembre, paga una cedola composta da una parte fissa dello 0,80% (l’1,60% annuo) e da una parte variabile pari all’inflazione italiana del semestre, misurata dall’indice FOI al netto dei tabacchi. La componente legata all’inflazione non può essere negativa. A differenza del BTP€i, il capitale non viene rivalutato: la protezione arriva tutta attraverso le cedole e alla scadenza si riceve il valore nominale. Il premio fedeltà dello 0,6% previsto per questo titolo spetta solo a chi lo ha sottoscritto in collocamento a giugno, non a chi lo compra oggi sul mercato.

Il BTP novembre 2031 ha un ruolo diverso. Rende meno del BTP Valore (3,52% netto), ma, quotando sotto la pari, genera alla scadenza una plusvalenza di 103,20 euro lordi su 3.000 euro nominali. È una plusvalenza che può essere compensata con eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale, cosa impossibile con il BTP Valore, che si compra e si rimborsa a 100. L’effetto, però, è limitato: per i titoli di Stato la plusvalenza concorre alla compensazione solo per il 48,08% del suo importo, quindi su 3.000 euro nominali consente di recuperare circa 50 euro di minusvalenze.

Poiché le cedole del BTP Italia Sì dipendono dall’inflazione futura, i flussi del portafoglio cambiano a seconda dello scenario. Questi sono gli incassi netti annui nell’ipotesi di un’inflazione media del 3%:

Anno BTP Valore 4.000 € BTP nov 2031 BTP Italia Sì Totale netto
1° 129,50 € 82,69 € 120,17 € 332,36 €
2° 129,50 € 82,69 € 120,17 € 332,36 €
3° 143,50 € 82,69 € 120,17 € 346,36 €
4° 143,50 € 82,69 € 120,17 € 346,36 €
5° 164,50 € 124,03 €* 120,17 € 408,70 €
Totale cedole 710,50 € 454,78 € 600,84 € 1.766,12 €

Comprende l’ultima cedola del 15 novembre 2031, incassata pochi giorni dopo la scadenza degli altri titoli. I totali sono calcolati sui valori non arrotondati.

Alle cedole si aggiungono la plusvalenza netta di 90,30 euro sul BTP novembre 2031 e una piccola perdita di 9,30 euro sul BTP Italia Sì, comprato poco sopra la pari. Va infine sottratto il rateo pagato all’acquisto: 55,40 euro lordi, che al netto del credito d’imposta riconosciuto sulla prima cedola diventano 48,47 euro.

Con un’inflazione media del 3%, il guadagno netto complessivo è di 1.798,65 euro e il rendimento netto annuo del 3,73%, superiore a quello dei primi due portafogli. Con un’inflazione media del 2%, invece, il guadagno scende a 1.669,01 euro (3,45% annuo).

Il capitale del BTP Italia Sì torna disponibile il 23 giugno 2031, quattro mesi prima degli altri titoli. Nella simulazione quella somma resta ferma fino a ottobre, senza essere reinvestita.

Cosa succede se l’inflazione resta alta?

Il confronto decisivo è quello sul rendimento reale, cioè quanto resta al risparmiatore dopo aver tolto l’inflazione. Abbiamo simulato tre scenari di inflazione media annua fino al 2031:

Inflazione media Portafoglio Guadagno netto in euro* Rendimento netto annuo Rendimento reale netto annuo
2% 1 1.776,25 € 3,59% +1,55%
2% 2 1.861,56 € 3,60% +1,57%
2% 3 1.669,01 € 3,45% +1,42%
3% 1 1.776,25 € 3,59% +0,57%
3% 2 1.861,56 € 3,60% +0,59%
3% 3 1.798,65 € 3,73% +0,70%
4% 1 1.776,25 € 3,59% -0,40%
4% 2 1.861,56 € 3,60% -0,38%
4% 3 1.927,66 € 4,00% 0,00%

Somma dei flussi netti senza reinvestimento delle cedole. I rendimenti annui sono tassi interni di rendimento e presuppongono invece il reinvestimento: per questo, con un’inflazione al 3%, il portafoglio 3 ha il rendimento annuo più alto pur incassando in euro meno del portafoglio 2.

I primi due portafogli offrono un guadagno certo in euro, che però perde valore reale se l’inflazione sale. Il terzo guadagna meno se l’inflazione torna verso il 2%, l’obiettivo della Bce, ma regge meglio negli scenari peggiori: con un’inflazione media del 4% preserva interamente il potere d’acquisto del capitale.

La soglia da tenere a mente è 2,36%. È l’inflazione media annua oltre la quale il BTP Italia Sì rende più del BTP Valore al netto delle tasse. Sotto quel livello conviene il rendimento fisso del BTP Valore, sopra quello indicizzato.

Quale portafoglio valutare di scegliere?

Molto dipende da cosa ci si aspetta dall’inflazione. I dati di settembre spingono in direzioni opposte. L’indice generale al 4,2% e l’inflazione acquisita per il 2026 al 3,1% suggeriscono prudenza. L’inflazione di fondo all’1,6%, calcolata al netto di energia e alimentari freschi, indica invece che i rincari sono ancora concentrati su poche voci e potrebbero rientrare.

Chi ha bisogno di un’entrata regolare e prevedibile troverà nel portafoglio 1 la soluzione più semplice. Il portafoglio 2 è più adatto a chi può rinunciare a metà delle cedole in cambio di una somma più alta a scadenza. Il portafoglio 3 è quello che rinuncia a qualcosa negli scenari favorevoli per proteggersi da quelli peggiori.

I tre portafogli condividono alcuni vantaggi come tassazione al 12,5%, esenzione dall’imposta di successione ed esclusione dal calcolo dell’ISEE fino a 50.000 euro di titoli di Stato. Tutti possono essere venduti prima della scadenza, ma al prezzo di mercato del momento, che può essere inferiore a quello di acquisto.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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