Btp, siete pronti a collocarvi sul 7 anni? Gli istituzionali lo fanno

Lorenzo Raffo

24 Ottobre 2024 - 07:45

Ci sono degli indiscutibili vantaggi da considerare in un quadro incerto quale l’attuale. Un confronto fra sei emissioni, cui se ne aggiunge una nuova.

Btp, siete pronti a collocarvi sul 7 anni? Gli istituzionali lo fanno

Seguire le scelte degli istituzionali con una specie di “copia incolla” è una prassi che comincia a diffondersi anche in ambito obbligazionario, dopo aver fatto terra di conquista in quello azionario.

Ebbene nella fase in corso i gestori di fondi e di altri strumenti finanziari stanno acquistando a larghe mani la scadenza a 7 anni nel contesto dei Btp.

Perché il settennale piace

In attesa di una normalizzazione della curva dei rendimenti anche e soprattutto su quella italiana si evidenzia un tratto interessante fra i 3 e i 7 anni, sia come punti di articolazione di una svolta per un ripristino verso un’usuale inclinazione futura sia come scadenze dall’ottimo rapporto rischio rendimento. Il 7 anni attuale garantisce il 3,1% contro il 3,5% del decennale e il 3,9% del 50 anni. Appare evidente come la scelta di vite residue settennali si presti bene per chi deve gestire grandi portafogli. E quindi si adatti altrettanto bene al piccolo e medio investitore.

Il nuovo Btp 3,15% 2031

In questo contesto si spiega il successo riscosso dalla nuova emissione di un Btp 2031, di cui si attende la quotazione su Borsa Italiana. Eccone le caratteristiche:

- Isin: IT0005619546
- scadenza 15/11/2031
- cedola 3,15% (con prima cedola ultra corta 15/11/2024 dello 0,145516%)
- successivi pagamenti il 15 maggio e il 15 novembre di ogni anno
- prezzo di aggiudicazione 99,831 Eur

Vista la situazione di incertezza sulle evoluzioni di politica monetaria dei prossimi mesi il nuovo Btp potrebbe esordire sul secondario se non proprio sotto quanto meno attorno ai 100 Eur. Sarebbe un’occasione allettante, che andrebbe nella direzione di una conferma delle recenti scelte degli istituzionali in fase d’asta.

Gli altri Btp 2031 sul Mot

La scadenza 2031 è già presente su Borsa Italiana con sei emissioni, dalle caratteristiche abbastanza diverse fra loro. Scartata la 6% 2031 (IT0001444378), che quota attualmente oltre 117 Eur, valore decisamente elevato, ecco le più interessanti:

1. Quella con cedola maggiore: Btp 3,5% febbraio 2031 (Isin IT0005580094) – quotazione su 102,6 Eur – rendimento lordo in corso sul 3,1%.

2. Quella con prezzo più basso: Btp 0,6% agosto 2031 (Isin IT0005436693) – quotazione su 85 Eur – rendimento lordo in corso 3,1%.

3. Quella con rendimento più elevato: Btp 3,45% luglio 2031 (Isin IT0005595803) – quotazione su 102,1 Eur – rendimento lordo in corso 3,14%.

4. Quella più lunga: Btp 0,95% dicembre 2031 (Isin IT0005449969) – quotazione su 86,4 Eur – rendimento lordo in corso 3,13%.

Puntare su due scadenze

La scelta è ampia e per ciascun investitore si individua l’opzione più idonea alle diverse alternative di portafoglio. Quella migliore consistere però nel suddividere l’eventuale importo da destinare ai Btp 2031 su due diverse emissioni. Per esempio la 3,5% - allo scopo di incassare la cedola più elevata – e la 0,6% per cogliere la quotazione meno alta. In tutto questo si inserirà, appena trattata sul Mot, l’inedita 3,15%, da considerare solo se acquistata sotto 100.

Il problema rimborso non si pone

Un vantaggio indiscutibile dell’opzione 2031 sta nel fatto che – al contrario dei Btp corti – non si avverte l’incertezza di che fare al rimborso. Sette anni sono abbastanza lunghi per poter prevedere panorami dei tassi e dei rendimenti fluttuanti, il che potrà aprire ulteriori occasioni in un contesto di rischio/yield attualmente più che accettabile.

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