Per diversificare nel mercato obbligazionario sovrano dell’Eurozona, mettiamo Btp, Oat e Bonos a confronto. Tutte le tre opzioni sono interessanti, ma solo una ti fa guadagnare oltre il 16% in un anno.
In uno scenario di crescita economica in rallentamento, senza recessione, non basta andare a caccia dei rendimenti più alti, ma è necessario tenere conto dell’impatto sui prezzi di una riduzione dei tassi Bce dal 3,50% attuale all’1,75%, in relazione al posizionamento macroeconomico e alla gestione del debito in Italia, Francia e Spagna.
Per valutare quale dei tre titoli di Stato europei sia più conveniente, mettiamo a confronto i rendimenti effettivi a scadenza, le caratteristiche di ciascun titolo e simuleremo l’andamento dei prezzi in caso di riduzione dei tassi Bce all’1,75% tra 12 mesi.
L’economia di Italia, Francia e Spagna a confronto
Investire in obbligazioni governative significa scommettere sull’economia di un determinato Paese, poiché il pagamento degli interessi dipende dalla capacità del governo di gestire le proprie finanze pubbliche e di sostenere la crescita economica.
Attualmente, l’Italia presenta un elevato livello di debito pubblico, ma grazie a politiche fiscali più rigorose e al cuscinetto di 194 miliardi di euro in fondi di recupero dell’Unione Europea, si prevede una riduzione del deficit al 2,8% entro due anni. Il rating di credito dell’Italia è considerato da stabile a positivo, il che riflette un miglioramento nella gestione del debito.
La Francia, invece, è in una posizione più critica, con un rapporto Debito/Pil già al 115%, destinato a crescere fino al 150% entro il 2050 se non verranno adottate riforme significative. Anche il suo rating è sotto pressione a causa delle preoccupazioni legate alla sostenibilità del debito, con riflessi sullo spread Oat/Bund, salito a 80 punti base, e sui rendimenti dei titoli di Stato, che salgono oltre lo yield dei Bonos spagnoli.
Infine, la Spagna ha mostrato una gestione più responsabile del debito, con un rapporto Debito/Pil in diminuzione e un rating di credito generalmente positivo, sostenuto da politiche fiscali solide e dalla ripresa economica post-pandemia. Queste dinamiche influenzano direttamente l’attrattiva delle obbligazioni emesse da ciascun paese per gli investitori, che devono valutare il rischio associato al contesto economico e alle prospettive di crescita.
I rendimenti di Btp, Oat e Bonos a confronto
Mettiamo ora a confronto i tre titoli a 10 anni dei singoli Stati:
- Btp (Italia) con Isin IT0005607970
- Oat(Francia) con Isin FR001400QMF9
- Bonos (Spagna) con Isin ES0000012N35
Vediamo le caratteristiche principali di questi titoli allo stato attuale, con un tasso di interesse Bce al 3,50%:
| Titolo | Rendimento effettivo lordo | Rendimento effettivo netto | Duration modificata | Prezzo di riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Btp 3.85% Feb35 | 3,56% | 3,08% | 8,29 | 102,71 |
| Oat 3% Nov34 | 3,01% | 2,63% | 8,54 | 99,85 |
| Bonos 3.45% Oct34 | 3,02% | 2,59% | 8,35 | 103,69 |
Nel terzo trimestre del 2024, i titoli di Stato italiani e spagnoli a lunga scadenza hanno registrato performance migliori, sia su base mensile che su base annuale, rispetto ai titoli francesi. Questo risultato è stato ottenuto grazie a una forte riduzione degli spread rispetto ai Bund tedeschi e agli Oat francesi. Al contrario, i titoli francesi sono stati penalizzati dall’instabilità politica e dall’allargamento del deficit di bilancio.
L’appetito per il rischio ha sostenuto dunque gli acquisti su Btp italiani e Bonos spagnoli, in prospettiva di una ripresa economica più forte, da un miglioramento del deficit di bilancio e dalle aspettative di riduzione dei tassi di interesse a un ritmo più elevato.
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Facciamo ora una simulazione per valutare l’impatto sui prezzi delle obbligazioni di una riduzione dei tassi Bce dall’attuale 3,50% all’1,75% entro i prossimi 12 mesi.
In generale, tassi più bassi favoriscono un aumento del prezzo delle obbligazioni a tasso fisso, poiché il rendimento offerto dai titoli già in circolazione è maggiore rispetto a quello delle nuove emissioni.
Tuttavia, il prezzo delle obbligazioni dipende anche dalla domanda degli investitori, influenzata non solo dai tassi d’interesse, ma anche dal contesto economico e dal rischio percepito legato all’emittente. Nel caso degli Oat francesi, c’è grande attesa per la revisione del rating da parte di Moody’s il 25 ottobre, che potrebbe ridurre il giudizio a causa della crescente preoccupazione sulla sostenibilità del debito francese. Un rating più basso potrebbe limitare l’impatto positivo della riduzione dei tassi, mantenendo il rendimento relativamente alto per compensare gli investitori per il maggior rischio.
Di conseguenza, mentre una discesa dei tassi della Bce potrebbe far salire i prezzi degli Oat, il miglioramento potrebbe essere meno marcato rispetto ai Btp italiani o ai Bonos spagnoli, che stanno beneficiando di prospettive fiscali più stabili e di una maggiore crescita economica.
Per comprendere l’impatto di questo scenario sui Btp italiani, sugli Oat francesi e sui Bonos spagnoli, possiamo applicare la formula che misura la sensibilità del prezzo di un’obbligazione alle variazioni dei tassi d’interesse:
variazione % del prezzo = – duration modificata x variazione del rendimento
Se investi oggi 10.000€ in ognuno dei tre titoli, tra un anno, nello scenario di tassi Bce all’1,45%, potresti guadagnare queste cifre:
| Titolo | Cedola annuale (€) | Rendimento capitale (€) | Guadagno totale (€) |
| Btp 3.85% Feb35 | 385 | 1.462,25 | 1.847,25 |
| Oat 3% Nov34 | 300 | 1.289 | 1.589 |
| Bonos 3.45% Oct34 | 345 | 1.462,25 | 1.807,25 |
Per concludere, comprare Btp conviene di più: almeno sulla carta è l’investimento che offre il maggior guadagno lordo, pari a 1.847,25€, comprensivo del flusso cedolare e del guadagno in conto capitale. Il rendimento netto, calcolato applicando un’aliquota del 12,5%, è pari a 1.616€ (16,2%).
Nel caso del Bonos, il rendimento lordo è di 1,807€, che corrisponde a un guadagno del 15,8% netto.
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