Btp o corporate bond? Questo titolo rende il 18% in 5 anni

Claudia Cervi

27 Marzo 2025 - 11:21

Massimizzare il rendimento significa sempre aumentare il rischio? Non necessariamente. Ecco un titolo che offre il giusto equilibrio tra guadagni e rating.

Btp o corporate bond? Questo titolo rende il 18% in 5 anni

La fiammata nei rendimenti obbligazionari potrebbe essere duratura: la crisi del debito tedesco e l’aumento della spesa per la difesa in tutta Europa stanno facendo salire i tassi lungo tutta la curva, specie sulla parte più lunga, rendendo più appetibili gli asset meno rischiosi, come titoli di Stato e, in generale, obbligazioni investment grade.

La volatilità sta creando nuove opportunità per chi sa muoversi con le giuste strategie. I rendimenti di titoli di Stato e obbligazioni corporate si stanno adattando al nuovo scenario, aprendo spazi interessanti per investire nel reddito fisso.

Per gli investitori disposti a cogliere queste occasioni, alcuni titoli obbligazionari offrono prospettive di guadagno che superano il 18% in cinque anni. Quale scegliere tra Btp e corporate bond in un contesto in così rapida evoluzione? Ecco i fattori da considerare per massimizzare i profitti, limitando i rischi.

Quanto rende il Btp 2030

I titoli di Stato italiani, come i Btp, sono sempre stati considerati investimenti sicuri sia per i piccoli risparmiatori che per gli investitori istituzionali. Ma sono davvero la scelta più conveniente oggi? Per capirlo, analizziamo un Btp con scadenza 2030 e cedola fissa al 2,95%, confrontandolo con un’obbligazione corporate di durata simile.

Grafico curva rendimenti Btp Grafico curva rendimenti Btp Fonte worldgovernmentbonds

Guardiamo ai numeri. Negli ultimi mesi, i rendimenti dei Btp a 5 anni sono saliti sopra il 3,10% (contro il 2,79% di metà febbraio), facendo scendere il prezzo dei titoli già in circolazione. Questo perché quando i tassi salgono, i bond con cedole più basse diventano meno appetibili, spingendone il valore al ribasso.

Oggi, il Btp 2030 (Isin IT0005637399) si compra a 99,23 centesimi per ogni euro di valore nominale. Tra cinque anni, chi lo acquista incasserà 100 centesimi per ogni quota, oltre alla cedola annuale. Sommando il rendimento cedolare netto al capital gain, il guadagno complessivo a scadenza è del 14,40% netto (pari a un rendimento annuo del 2,73%). Un risultato interessante, soprattutto se confrontato con il 2,59% netto offerto da un conto deposito vincolato a 60 mesi.

Ma possiamo fare di meglio senza assumere rischi eccessivi? Vale la pena guardare anche al mondo delle obbligazioni corporate.

A proposito di rischio, il debito italiano è considerato investment grade, ma il rating assegnato dalle principali agenzie – BBB per S&P e Fitch, Baa3 per Moody’s – lo posiziona solo due gradini sopra il livello “junk”.

Quanto rende il corporate bond 2030 di Šiaulių Bankas

Un’alternativa ai Btp è il nuovo corporate bond 2030 emesso da Šiaulių Bankas, il principale istituto finanziario della Lituania. Questo titolo offre un rendimento lordo fisso del 4,60% (Isin XS3025213102). Tuttavia, trattandosi di un’obbligazione societaria, la tassazione è più alta (26% contro il 12,5% dei Btp), riducendo il rendimento netto annuo al 3,42%.

Un elemento da considerare è che il bond ha una clausola di richiamo anticipato: potrebbe essere rimborsato alla pari già a giugno 2029. Inoltre, il taglio minimo per investire è di 100.000 euro, un vincolo che lo rende accessibile solo a investitori con una certa capacità finanziaria.

Dal punto di vista della solidità dell’emittente, Šiaulių Bankas ha un rating Baa1, superiore a quello dei Btp italiani, il che lo rende un’opzione interessante per chi cerca un miglior rapporto rischio-rendimento.

Numeri alla mano, 100.000 euro investiti in questo corporate bond generano un rendimento netto del 18% in 5 anni, contro il 14,4% di un investimento equivalente in Btp. Abbiamo dunque svelato qual è l’opzione più conveniente, ma ricordiamo che potrebbe non essere adatta a tutti gli investitori.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.