Btp o Bond Tier 2 di Intesa Sanpaolo, quale conviene comprare? Per rispondere a questa domanda dobbiamo analizzare le caratteristiche di ciascun titolo, nell’attuale scenario economico che vede l’inflazione in una parabola discendente verso il target del 2% e tassi Bce in calo con il mercato che scommette su ulteriori tagli nei prossimi mesi.
Nella la prospettiva di un contesto di tassi più bassi e di un’economia stabilizzata entro i prossimi 12 mesi, le attuali incertezze politiche ed economiche offrono un’opportunità di valore per gli investitori attivi nel mercato dei titoli di Stato e dei corporate bond, aprendo una finestra temporale per blindare rendimenti più elevati, prima che si riducano gli spazi di performance.
Ecco le caratteristiche dettagliate di Btp e corporate bond Tier2, mettendo a confronto il rendimento in diversi scenari e i rischi associati.
Bond Tier 2 di Intesa Sanpaolo
Il bond Tier 2 di Intesa Sanpaolo con scadenza il 14 novembre 2036 è un’obbligazione subordinata, quindi più rischiosa rispetto a un’obbligazione senior o ordinaria. Il bond ha una durata di 12 anni con facoltà di rimborso anticipato dopo 7 anni (il 14 novembre 2031). La cedola a tasso fisso è pari al 4,271% lordo, con pagamento annuale a partire dal 14 novembre 2025. Il rendimento è tuttavia influenzato dalla tassazione più elevata sulle obbligazioni corporate rispetto a quella prevista per i titoli di Stato (26% contro il 12,5% dei Btp). Su questa base, la cedola netta del bond di Intesa Sanpaolo è del 3,16%.
Qual è il rendimento effettivo del bond Tier 2 di Intesa Sanpaolo? Per il calcolo, ipotizziamo di investire €10.000. Dopo 7 anni la banca ha facoltà di rimborsare il capitale con gli annessi interessi maturati e non ancora corrisposti: con un rendimento lordo annuale pari al tasso mid swap oltre a un margine di 194 punti vase, il tasso lordo da utilizzare per il calcolo è intorno al 4,40% annuo. Nel caso di rimborso anticipato, €10.000 investiti in questo titolo diventerebbero €12.280, con un guadagno netto di €2,280 in 7 anni.
Qualora il rimborso anticipato non venisse esercitato, a partire da 7° anno la cedola diventerà variabile, pari al tasso mid swap a 5 anni maggiorato di 195 punti base. Calcoliamo ora il rendimento netto a scadenza (12 anni) in due scenari differenti:
- Scenario ottimistico, con tassi Bce stabili intorno al livello attuale e un midswap a 5 anni di circa il 2,5%: il rendimento lordo complessivo ammonterebbe al 4,44%, pari al 3,285% netto, con un guadagno netto dell’investimento di €3.922 in 12 anni.
- Scenario pessimistico, con tassi Bce in calo: il rendimento lordo potrebbe scivolare al 3,5% lordo (2,59% netto). In questo l’investimento raggiungerà circa €13.575, con un guadagno netto di €3.575.
Per capire se conviene investire sul Bond Tier 2 di Intesa Sanpaolo, analizziamo ora un Btp di durata simile.
Btp 0,95% marzo 2037
Grafico Btp 0,95% marzo 2037
Fonte Borsaitaliana
Il Btp 0,95% marzo 2037 offre un flusso cedolare più prevedibile rispetto al bond di Intesa Sanpaolo, oltre a implicare un rischio di credito inferiore. Sebbene la cedola lorda non sia particolarmente elevata (pari a 0,95%) questo Btp è scambiato sotto la pari, offrendo un guadagno in conto capitale interessante, con un rendimento netto annuo del 3,81% e un rendimento totale del 46,9%.
Nel caso di un investimento da €10.000 nel Btp 2037, il guadagno netto complessivo è pari a €4.673, se il titolo è portato a scadenza.
Nell’ipotesi di un’accelerazione nella riduzione dei tassi Bce, questo titolo potrebbe addirittura rivalutarsi prima della scadenza. Con un tasso sui depositi in calo dell’1,50% entro il prossimo anno, il prezzo del Btp 2037 passerebbe dagli attuali 72,72 a 82,20. L’investitore potrebbe quindi valutare di vendere anticipatamente il titolo sul mercato secondario, con un guadagno netto di €1.217 in 12 mesi circa.
A conti fatti, dunque, il Btp conviene di più rispetto al bond Tier2 di Intesa. Inoltre il Btp è uno strumento più liquido e diffuso sui mercati obbligazionari, rendendo più facile trovare acquirenti e vendere il titolo senza grandi variazioni di prezzo.
Il bond Tier2 di Intesa Sanpaolo presenta poi rischi aggiuntivi legati alla natura subordinata, che lo rende meno sicuro nel caso di crisi aziendale, e alla maggiore volatiità dei tassi a partire dal 7° anno.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |