BTP e spread BTP-Bund a 10 anni: come sta procedendo il 2025 per i titoli di Stato italiani? Dopo un 2024 stellare, che ha visto la carta italiana battere sia i bond sovrani francesi che quelli tedeschi, i buy sull’Italia stanno continuando?
Nel corso del 2024, i BTP hanno beneficiato di diversi scossoni che hanno interessato gli OAT, ovvero i titoli di Stato emessi dalla Francia, travolti più volte da una raffica di sell innescata dalla decisione di diversi investitori di scaricare quei bond diventati ostaggio del caos politico esploso a Parigi e di guardare, piuttosto, a obbligazioni sovrane meno alla mercé dei problemi di casa.
I rendimenti allettanti dei BTP e la stabilità del governo Meloni hanno indotto diversi investitori a scegliere di conseguenza l’Italia. L’ondata di buy che si è riversata sui BTP è stata sostenuta anche dai giudizi positivi arrivati dal mondo delle agenzie di rating e dalle scommesse dei mercati su ulteriori tagli dei tassi da parte della BCE che, di fatto, si sono succeduti fino alla prima riunione di politica monetaria del 2025 e che sono destinati a intensificarsi, se si considerano le ultime previsioni, che stanno portando acqua anche al mulino dei BTP Più. I titoli di Stato italiani hanno battuto anche i Bund, ovvero i titoli di Stato tedeschi, in un contesto in cui gli equilibri si sono chiaramente invertiti al punto che, a far paura, non è stato neanche più lo spread BTP-Bund, quanto un altro differenziale, colpito da uno scossone improvviso e inaspettato.
Il trend dello spread BTP-Bund a 10 anni
Spread BTP-Bund a 10 anni: nel grafico in alto il trend ei 2 rendimenti, nel grafico centrale: spread assoluto e nel grafico in basso la correlazione statistica fra le due variabili. Fonte Bloomberg
Anche i Bund sono finiti sotto pressione per motivi attinenti alla politica, visto che anche la Germania ha dovuto fare i conti con il dramma della caduta del governo (di Scholz), preparandosi all’appuntamento delle elezioni anticipate, ormai imminenti.
Di queste crisi di fiducia che hanno colpito gli OAT e i Bund, ha tratto vantaggio l’Italia, nel corso del 2024 anche se va detto che motivi di ansia per i BTP e dunque anche per lo spread BTP-Bund non mancano, soprattutto se si considera che tutti i bond sovrani dell’area euro ora sono stati mollati ufficialmente dalla BCE, in un contesto tra l’altro che non si è mai verificato, prima d’ora, nella storia della Banca centrale europea.
Detto questo, per ora chi sta vincendo tra i titoli di Stato delle tre principali economie dell’Eurozona?
Una risposta a questo interrogativo arriva dal trend dei rendimenti dei BTP, degli OAT e dei Bund. Va ricordata la relazione inversamente proporzionale che esiste tra i prezzi delle obbligazioni e i rendimenti.
Di norma, quando su un bond scattano gli acquisti, i rendimenti tendono a scendere. Se la stessa obbligazione viene colpita invece dalle vendite, i rendimenti salgono.
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I BTP stanno ancora battendo Bund e OAT su base annua
Partendo da questo principio, i numeri dicono che, su base annua, i BTP si confermano ancora i titoli di Stato che stanno “vincendo” sul mercato secondario.
Dalle rilevazioni di Bloomberg emerge infatti che i rendimenti dei titoli di Stato italiani viaggiano a un livello ancora in calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per la precisione di 27 punti base, al 3,63% attuale.
In rialzo su base annua sono invece i rendimenti dei Bund (+15 punti base), oggi oltre al 2,55% e, ancora di più, i rendimenti degli OAT francesi (+39 punti base), al 3,27%.
Va tuttavia ricordato che i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni continuano tuttora a viaggiare a livelli superiori rispetto a quelli degli OAT e dei Bund a stessa scadenza, riflettendo il maggior rischio che la carta italiana rappresenta, a causa del problema del debito pubblico, atteso crescere ancora di più rispetto al PIL nei prossimi anni. Più un titolo di Stato è percepito come rischioso, maggiore è infatti il rendimento che il mercato chiede per essere incentivato ad acquistarlo.
Questo premio più alto si rispecchia nello spread BTP-Bund, parametro che vede l’Italia ancora al primo posto, in questo caso in senso chiaramente negativo: è lo spread Italia-Germania a 10 anni, praticamente, quello più alto tra tutti gli altri spread più importanti dell’Eurozona.
I rendimenti dei BTP a 10 anni continuano inoltre a essere superiori a quelli dei titoli di Stato emessi dalla Grecia, a conferma di come i bond ellenici vengano considerati più sicuri di quelli italiani.
In ogni caso, su base annua, i BTP stanno vincendo rispetto ai Bund e agli OAT, in quanto i loro rendimenti sono tuttora più bassi rispetto ai livelli dello scorso anno, cosa che non si può dire invece per i titoli di Stato tedeschi e francesi.
Trend YTD di BTP, Bund, OAT: come stanno andando i rendimenti nel 2025
Occhio anche al trend YTD (da inizio anno), in quanto è questo il periodo da prendere come riferimento per capire come stanno andando le cose per questi tre titoli di Stato nel corso di quest’anno 2025: i rendimenti dei BTP si confermano poco mossi, se si considera che il 1° gennaio 2025 viaggiavano al 3,5162% e che oggi, in particolare, hanno superato la soglia del 3,6%, fino al 3,633% (+0,11), sulla scia delle vendite che stanno colpendo la carta dell’area euro.
A far salire i rendimenti in queste ultime sessioni è la prospettiva di spese militari, sostenute dall’Europa, più alte, per aiutare l’Ucraina, in un processo di pace che per ora ha visto seduti al tavolo solo gli Stati Uniti e la Russia e dove dunque i grandi assenti sono stati proprio l’Ucraina e l’Europa. “A prescindere dalla direzione che prenderà il processo di pace (pilotato da Trump), è chiaro che l’Europa dovrà incrementare le sue spese per la difesa per garantire la sicurezza dell’Ucraina”, ha commentato Mohit Kumar, economista di Jefferies.
Pur in una situazione di grave incertezza sul futuro dell’economia dell’Eurozona, sebbene i rendimenti siano saliti rispetto all’inizio dell’anno, si può asserire che, per ora, i BTP stanno facendo ancora meglio, ma non in modo significativo, rispetto ai Bund che, YTD, hanno visto i rendimenti avanzare in modo più sostenuto, dal 2,3657% al 2,5505% (+0,18).
Non si può dire invece che i BTP stiano vincendo contro gli OAT francesi: i rendimenti francesi a 10 anni sono stati interessati infatti da un aumento inferiore rispetto a quello dei rendimenti dei titoli di Stato italiani, passando dal 3,2061% al 3,27% (+0,06).