BTP, conti deposito e buoni postali a confronto: oggi i titoli di Stato offrono rendimenti più alti, ma vanno valutati con attenzione.
Sui mercati, guadagni più alti significano quasi sempre rischi maggiori. Questo è un concetto che deve essere chiaro a ogni investitore. Ma nel caso che vedremo, non funziona così. Molti investitori si tengono lontani dai titoli di Stato perché non ne conoscono bene il funzionamento. Ed è un peccato, perché proprio in una fase come questa informarsi può davvero fare la differenza.
I mercati obbligazionari e azionari, infatti, tendono ad anticipare gli eventi: non si limitano a reagire ai dati macroeconomici del momento, ma guardano soprattutto a quelli che danno indicazioni su ciò che potrebbe succedere nei prossimi mesi. È anche grazie a questi segnali che si cerca di capire dove stanno andando crescita economica, inflazione e tassi di interesse. E proprio sui tassi – decisi dalla Banca Centrale Europea – in Italia l’attenzione è sempre alta, visto il livello del debito pubblico.
Negli ultimi mesi si è aperta quella che si può definire senza esagerare una bella finestra temporale per chi guarda ai titoli di Stato. Dal 26 febbraio in poi è successo qualcosa di abbastanza chiaro: i prezzi dei BTP sono scesi e, di conseguenza, i rendimenti sono saliti. Tradotto in parole semplici: oggi chi compra entra a condizioni migliori rispetto a chi ha investito a gennaio. In alcuni casi il vantaggio può arrivare anche al 5-6% in più (o persino oltre), a parità di durata. Non è poco. [...]
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