BTP battono i Buoni Postali. Oggi puoi guadagnare il doppio (e acquistare a sconto)

Gerardo Marciano

7 Maggio 2026 - 11:39

BTP, conti deposito e buoni postali a confronto: oggi i titoli di Stato offrono rendimenti più alti, ma vanno valutati con attenzione.

BTP battono i Buoni Postali. Oggi puoi guadagnare il doppio (e acquistare a sconto)

Sui mercati, guadagni più alti significano quasi sempre rischi maggiori. Questo è un concetto che deve essere chiaro a ogni investitore. Ma nel caso che vedremo, non funziona così. Molti investitori si tengono lontani dai titoli di Stato perché non ne conoscono bene il funzionamento. Ed è un peccato, perché proprio in una fase come questa informarsi può davvero fare la differenza.

I mercati obbligazionari e azionari, infatti, tendono ad anticipare gli eventi: non si limitano a reagire ai dati macroeconomici del momento, ma guardano soprattutto a quelli che danno indicazioni su ciò che potrebbe succedere nei prossimi mesi. È anche grazie a questi segnali che si cerca di capire dove stanno andando crescita economica, inflazione e tassi di interesse. E proprio sui tassi – decisi dalla Banca Centrale Europea – in Italia l’attenzione è sempre alta, visto il livello del debito pubblico.

Negli ultimi mesi si è aperta quella che si può definire senza esagerare una bella finestra temporale per chi guarda ai titoli di Stato. Dal 26 febbraio in poi è successo qualcosa di abbastanza chiaro: i prezzi dei BTP sono scesi e, di conseguenza, i rendimenti sono saliti. Tradotto in parole semplici: oggi chi compra entra a condizioni migliori rispetto a chi ha investito a gennaio. In alcuni casi il vantaggio può arrivare anche al 5-6% in più (o persino oltre), a parità di durata. Non è poco.

Va però ricordato che questo vantaggio non elimina la volatilità: semplicemente offre un punto di ingresso diverso, da valutare sempre in base all’orizzonte temporale personale.

Tassi, aspettative e opportunità sui BTP

Qui c’è un passaggio che vale davvero la pena capire. Il mercato, anche attraverso strumenti come il BTP future – che è un po’ il “termometro” dei titoli di Stato – sta già incorporando uno scenario abbastanza preciso: un possibile rialzo dei tassi di circa lo 0,75% complessivo da qui al 2027, secondo le stime di molti analisti.

Se questo è vero, significa che una parte delle notizie negative è già stata “digerita” dai prezzi attuali. E allora può succedere che, col tempo, i BTP trovino una fase di stabilizzazione o anche un recupero, soprattutto se le cose non dovessero andare peggio del previsto.

Detto questo, è giusto essere chiari: i BTP non sono immobili. Possono muoversi anche parecchio nel breve periodo. Se i tassi dovessero salire più del previsto, i prezzi potrebbero scendere ancora.

Alla fine, quindi, il punto è questo: questi strumenti hanno senso soprattutto per chi li compra con l’idea di tenerli fino alla scadenza. In quel caso, il rendimento che blocchi oggi diventa la vera variabile importante.

Un esempio concreto è il BTP Tf 3,50% Mz30 Eur, che oggi quota intorno a 101,51. Su un investimento di 10.000 euro nominali, si spendono circa 10.151 euro. In cambio si ottiene una cedola del 3,5%, che al netto diventa circa 306 euro l’anno. In quattro anni, parliamo di circa 1.224 euro netti di cedole.

C’è poi un dettaglio spesso poco considerato: comprando sopra la pari, si genera una piccola perdita a scadenza, che però diventa un credito d’imposta (circa 19 euro). Mettendo insieme tutto, il guadagno complessivo netto è intorno ai 1.090 euro.
Un altro aspetto interessante è il confronto con i conti deposito. Qui la differenza si vede bene: i conti deposito hanno spesso durate brevi, intorno ai 12 mesi, e – salvo alcune eccezioni – rendimenti che oggi stanno sotto il 3% netto.

E poi c’è un punto che molti sottovalutano: tra un anno non è affatto detto che si trovino condizioni migliori. Anzi, se i tassi dovessero scendere, i rendimenti potrebbero essere più bassi. In questo senso, chi compra oggi un BTP e lo porta a scadenza fa una scelta molto semplice: si prende un rendimento certo oggi invece di inseguire uno incerto domani.

E non è solo una questione di numeri, ma anche di tempo: bloccare oggi un rendimento significa non dover stare ogni anno a cercare nuove soluzioni. Anche per questo, rispetto a conti deposito e buoni postali, i BTP oggi risultano spesso più interessanti nel complesso.

BTP vs Buoni Postali: confronto reale

Se guardiamo ai numeri, il confronto è piuttosto chiaro. Il Buono 4 anni Plus arriva a circa 10.536,94 euro netti, mentre il Buono Rinnova 4 anni si ferma intorno ai 10.630 euro netti. Entrambi restano sotto il rendimento del BTP.

C’è però un aspetto da non trascurare: i costi di intermediazione. I BTP si acquistano sul mercato e questo comporta delle commissioni, anche se contenute. I buoni postali, invece, sono generalmente senza costi di sottoscrizione e rimborso.
Dal punto di vista fiscale, invece, non cambia molto: sia BTP sia buoni postali sono tassati al 12,5% e soggetti all’imposta di bollo dello 0,20% annuo.

Tirando le somme, oggi i BTP offrono rendimenti più alti e condizioni di ingresso più interessanti rispetto a qualche mese fa. I buoni postali restano più semplici e stabili, ma rendono meno.
La scelta, come sempre, dipende da cosa si cerca: più rendimento o più tranquillità.