Brexit: si può tornare indietro?

Dopo la donazione di un imprenditore multimilionario per un secondo referendum, Moscovici ritiene che in teoria è possibile annullare il voto del 2016, ma che sia molto più probabile che si prosegua verso l’addio a Bruxelles.

Brexit: si può tornare indietro?

La Gran Bretagna è pronta a uscire dall’Unione Europea. O forse no. Dal 23 giugno 2016, giorno in cui i britannici vennero chiamati a esprimersi sulla permanenza del Regno Unito nell’Ue, qualcosa sembra essere cambiato.

Già all’indomani del referendum sulla Brexit, che consegnò un risultato netto con il 51,9% dei votanti a favore di una separazione definitiva da Bruxelles, il percorso di addio è sembrato piuttosto articolato e non privo di conseguenze. E gli stessi inglesi sembravano aver cambiato idea.

Oggi, si torna a parlare di un possibile passo indietro, dopo che un ricco imprenditore britannico ha offerto una cifra da capogiro per ripetere le consultazioni.

Ma l’annullamento di quel voto sembra possibile solo in teoria, come spiegato dal commissario europeo per gli affari economici, Pierre Moscovici, interrogato proprio sulla vicenda.

Un milione di sterline per un nuovo referendum

Da quando The Observer ha rilanciato la notizia, il dibattito sulla opportunità di rivedere la posizione della Gran Bretagna nei confronti dell’Ue, si è riaperto.

L’imprenditore multimilionario britannico Julian Dunkerton, tra i fondatori del marchio di abbigliamento Superdry, ha donato un milione di sterline, circa 1,1 milioni di euro, per realizzare un secondo referendum sulla Brexit.

La donazione, destinata alla campagna People’s Vote, è la più alta mai elargita e, nelle intenzioni del facoltoso donatore 53enne, dovrebbe servire innanzitutto a finanziare sondaggi di opinione sull’argomento.

Il motivo di tale gesto lo ha spiegato lo stesso Dunkterton:

“Se la Brexit ci fosse stata 20 anni fa, Superdry non avrebbe mai avuto il successo mondiale che ha: sosterrò la campagna perché penso che possiamo davvero tornare indietro (…) E’ chiaro che nessuno sa molto bene come vanno le cose e che le persone si stanno lentamente rendendo conto che la brexit sarà un disastro, ho un ottimo istinto per le tendenze, so quando cambieranno e ora siamo in uno di quei momenti”.

Annullamento decisione? Possibile “in teoria”

Ma si può davvero tornare indietro come auspicato da Dunkerton? Sulla vicenda è intervenuto il commissario europeo per gli affari economici, Pierre Moscovici, che è stato intervistato da una radio francese.

Nel corso del suo intervento, gli è stato chiesto se il voto del 23 giugno 2016 può essere annullato e Moscovici ha risposto che

“lo sarebbe, in teoria...è in mano ai britannici stessi che hanno deciso di lasciare l’Unione la scelta se andarsene o no, e come”.

Il processo di preparazione alla Brexit non è dunque inarrestabile ma, ha sottolineato il rappresentante Ue

“La probabilità che la Brexit venga portata a termine resta comunque alta perché c’è stato un voto del popolo, un referendum...”

Ma come avverrà l’eventuale addio della Gran Bretagna dall’Ue? Ci sarà bisogno di un accordo che ne regoli le condizioni? Per Moscovici “non necessariamente” si dovrà pervenire a una intesa sulla Brexit.

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