Brexit, sterlina sale: Londra nell’unione doganale anche dopo il 2021

La Brexit infiamma la sterlina: il Regno Unito potrebbe rimanere nell’unione doganale anche dopo il 2021. Il punto dell’infuocata situazione.

Brexit, sterlina sale: Londra nell'unione doganale anche dopo il 2021

La Brexit torna ad infiammare la sterlina inglese mentre la spinosa “questione Irlanda” non pare volersi ancora risolvere.

Nelle ultime ore la valuta di Sua Maestà ha profondamente risentito delle indiscrezioni relative ad una possibile permanenza del Regno Unito nell’unione doganale anche dopo il 2021.

Al centro della questione una riunione sulla Brexit e, di conseguenza, sul futuro dell’Irlanda, che si è svolta a Londra nella serata di martedì. A riportare le citate indiscrezioni che hanno fatto volare la sterlina sono stati i più noti quotidiani britannici che hanno tentato di far luce sul contenuto del meeting.

Brexit: la sterlina vola sul nodo Irlanda

Stando a quanto riportato nelle ultime ore, gli 11 ministri del Gabinetto britannico avrebbero a lungo discusso per tentare di trovare una via d’uscita sulla questione irlandese nel post-Brexit. Il problema è sempre lo stesso: evitare la reintroduzione dei controlli alla frontiera tra Irlanda e Irlanda del Nord.

L’Unione europea ha proposto di “svincolare” l’Irlanda del Nord dal Regno Unito. In altre parole, con la Brexit Londra uscirebbe dall’unione doganale mentre Belfast rimarrebbe all’interno della stessa, almeno fino al raggiungimento di un’intesa più consona.

Un’idea, quella di Bruxelles, che non ha suscitato particolare entusiasmo tra i corridoi dell’esecutivo britannico e che ha spinto a formulare l’opzione che ha permesso alla sterlina inglese di guadagnare terreno, ossia quella di rimanere interamente (dunque come Regno Unito compatto) all’interno dell’unione doganale anche dopo il limite del 2021.

L’unione doganale, ricordiamo, è uno dei principi base della Ue secondo cui non esistono dazi alle frontiere interne e tutte le merci circolano liberamente, siano esse realizzate nel blocco o importate.

Secondo le indiscrezioni la proposta (contro la quale si sarebbero già schierati Boris Johnson e Michael Gove) sarà presentata in occasione del prossimo incontro con Bruxelles che si terrà a giugno.

Nonostante l’idea sia già stata considerata come poco fattibile dai più scettici, poco è bastato per permettere alla sterlina britannica di guadagnare terreno contro il dollaro statunitense e contro l’euro - i guadagni si sono successivamente ridimensionati con il passare delle ore.

Tutti gli occhi saranno ora puntati su quel libro bianco di proposte (relative ai rapporti nel post-Brexit) che il Regno Unito dovrà presentare all’Ue. Qualcuno lo ha già definito il documento più importante dal 23 giugno 2016 ad oggi.

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