Brexit: il ministro Liam Fox esclude uscita senza un accordo

Secondo il Segretario al Commercio britannico Liam Fox una Brexit priva di accordo non è negli interessi di nessuno. Punto di vista opposto per la premier May: “Non sarebbe la fine del mondo”

Brexit: il ministro Liam Fox esclude uscita senza un accordo

Il Segretario al Commercio britannico Liam Fox esclude un’uscita dall’Europa senza un accordo futuro per il commercio.
Secondo Fox una simile ipotesi “non è nell’interesse di nessuno”. Va sottolineato che solo poche settimane fa lui stesso aveva parlato di un netto aumento di possibilità per una Hard Brexit, parole che in quel caso fecero precipitare la sterlina.

Ha anche precisato che, malgrado la forte volontà di raggiungere un accordo che sia buono, i partner UE devono cominciare a rendersi conto che se non si arriverà a nulla di conveniente per il Regno Unito il Paese si muoverà verso il no deal.

No deal in ogni caso da mettere in conto secondo la premier Theresa May, che quasi in contemporanea con le dichiarazioni del collega ha definito l’eventualità di un mancato accordo “non la fine del mondo”, contrapponendosi nettamente anche al cancelliere Philip Hammond, che aveva parlato di gravi conseguenze fiscali in caso di un mancato accordo pochi giorni fa.

Brexit: dichiarazioni contrastanti a pochi mesi dal leave

Era solo l’8 agosto quando Liam Fox aveva annunciato il 60% di probabilità per il Paese di non riuscire a concordare nulla di concreto con l’UE prima di abbandonare il blocco, a marzo del 2019. In quel caso spiegò che l’intransigenza e gli ostacoli posti dall’Unione Europea stavano conducendo il Regno Unito con sempre maggiore forza verso la scelta di un no deal. Le dichiarazioni spinsero la sterlina ai minimi di ottobre.

Interrogato sull’eventuale preoccupazione degli investitori internazionali per il futuro del Regno Unito, il Segretario britannico ha spiegato che molti “guardano oltre la Brexit”.

Secondo Fox infatti la maggioranza degli investitori esamina la struttura economica del Paese da un’angolatura più ampia, e si trova di fronte un quadro molto stabile. Negli ultimi tempi - nota - c’è stato un aumento degli investimenti nel Regno Unito; un aumento che deriva dalla considerazione che la Brexit rappresenta un processo a breve termine, mentre gli investimenti restano in un ottica di medio-lungo termine.

Al momento Fox è a Singapore, dove sta cercando di rafforzare i rapporti commerciali e di fare passi avanti in ottica Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP). Si tratta di un accordo anche in questo caso di natura commerciale non ancora ratificato, che coinvolge Canada, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Cile, Messico, Brunei, Australia, Malesia, Vietnam, Singapore e Perù. Paesi che, nel complesso, rappresentano il 13,4% del PIL mondiale.

Continente e punto di vista opposto invece per la premier britannica Theresa May. Da Città del Capo, nell’ambito di un viaggio volto a intensificare le intese commerciali con Sudafrica, Kenya e Nigeria, la leader britannica ha dichiarato che un’uscita dall’UE senza accordo “non sarebbe la fine del mondo”.

May ha aggiunto che il lavoro per trovare finalmente un’intesa con Bruxelles prosegue a pieno regime, ma occorre essere preparati alla possibilità concreta di un no deal. Un’eventualità - precisa - che non deve portare ad allarmismi.

Un mancato accordo non impedirebbe al Paese di andare incontro a un futuro roseo secondo la leader del Partito Conservatore, che ha specificato come solo facendo parte dell’Organizzazione mondiale del Commercio la Gran Bretagna potrà prosperare.

Intanto l’EUR/GBP viaggia a +0,09% a quota 0,90 euro circa, reduce dal +1% degli ultimi sette giorni e il +1,62% degli ultimi trenta giorni.

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