Brexit: l’accordo può fallire sulla pesca. C’è tempo fino a domenica?

Violetta Silvestri

17 Dicembre 2020 - 14:40

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Brexit: strada stretta per l’accordo. A confermarlo è Ursula von der Leyen, che non nasconde ostacoli rilevanti. Il capitolo pesca non si blocca: quali novità?

Brexit: l'accordo può fallire sulla pesca. C'è tempo fino a domenica?

Brexit: è ancora stallo sulla possibilità di un accordo entro il 31 dicembre e ora il Parlamento europeo ha sancito una nuova e - irrevocabile - scadenza per il dialogo.

Il tempo scorre, Regno Unito e UE si affannano in colloqui e incontri, ma tutto lascia presagire che un’intesa completa entro la fine dell’anno non ci sarà.

Mercati, investitori, mondo della finanza e politici guardano all’asse Londra-Bruxelles con crescente interesse e speranza: tuttavia, i nodi non si sono sciolti e lo scoglio pesca appare insormontabile.

Quali novità dal fronte Brexit?

Brexit: sul capitolo pesca è battaglia. Come finirà?

Regno Unito e Unione Europea si stanno dirigendo verso la battaglia finale sui diritti di pesca, mentre i colloqui commerciali raggiungono il culmine, con i funzionari che prevedono cautamente un accordo entro pochi giorni.

L’Assemblea dell’Unione europea potrà ratificare un accordo prima della scadenza del periodo di transizione il 31 dicembre solo se verrà raggiunto entro domenica sera: questo sarebbe l’ultimo messaggio in arrivo da Bruxelles, stando a indiscrezioni Bloomberg.

Il 20 dicembre 2020, quindi, potrebbe davvero essere la data utile finale prima di dichiarare ufficialmente il no-deal.

La sterlina ha registrato un balzo sul dollaro mercoledì 16 dicembre, lanciando una timida speranza che l’attenzione sul tema pesca sia il segno di un raggiunto accordo su altre questioni spinose, quali la parità di condizioni sulla concorrenza delle imprese.

Intanto, l’ufficio del primo ministro britannico Boris Johnson ha fatto sapere che il Parlamento, che andrà in pausa da giovedì, potrebbe essere richiamato già la prossima settimana per la discussione e la ratifica di eventuali accordi.

In realtà, non è tutto risolto e le differenze tra le due parti restano elevate, soprattutto per quanto riguarda l’accesso dei pescherecci UE nelle acque del Regno Unito.

Ursula von der Leyen non ha esitato a sottolineare una certa frustrazione sull’argomento:

“Sulla pesca, la discussione è ancora molto difficile. In tutta onestà, a volte sembra che non saremo in grado di risolvere questo tema.”

Le discussioni richiederanno probabilmente alcuni giorni prima che si possa parlare di accordo. I negoziati sono bloccati innanzitutto sulla durata del periodo di transizione prima che si applichino nuove regole e quote per la pesca. Il Regno Unito ha spinto per tre anni, ma l’UE vuole più tempo.

Le due parti, inoltre, sono anche ai ferri corti sulla frequenza con cui l’accesso alle acque sarebbe rinegoziato: il Regno Unito vuole farlo ogni anno, ma da Bruxelles si richiede un accordo più lungo termine.

Da sottolineare, che il capitolo pesca ha assunto una certa rilevanza per ottenere l’intesa finale, anche a causa delle pressioni interne all’UE. La Francia si è messa in prima linea per difendere le comunità di pescatori nazionali e non intende appoggiare un accordo che possa svantaggiarli. La minaccia è di porre il veto.

Non pochi funzionari ipotizzano che su questo argomento i negoziati possono fallire.

In questa cornice, le novità sono ancora piuttosto incerte. “La strada per un’intesa è stretta”, ha detto la von der Leyen.

Si attende la svolta di fine anno per la Brexit. Per ora, come ha ricordato la Merkel, i negoziati vanno avanti e piccoli progressi ci sono. Ma la tanto attesa “svolta” no.

In un tweet di tarda mattinata del 17 dicembre, Barnier ha scritto: “Buoni progressi, ma rimangono gli ultimi ostacoli. Firmeremo solo un accordo a tutela degli interessi e dei principi dell’UE.”

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