Borsa USA, la crescita dei prezzi è giustificata dagli utili? Non proprio

Redazione Finance

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Mentre l’andamento delle aziende ad alta capitalizzazione continua ad annacquare il valore dell’S&P500, alcune società che compongono l’indice mostrano le prime debolezze. Cosa aspettarsi?

Borsa USA, la crescita dei prezzi è giustificata dagli utili? Non proprio

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L’S&P500 continua a registrare nuovi massimi, mentre le aziende, specialmente quelle legate al comparto dei servizi, mantengono bilanci molto promettenti, confermando il trend ascendente dettato dalle aspettative degli analisti.

Sebbene ci sia una componente di aziende nell’indice che mostri una situazione diametralmente opposta, ovvero «critica», il prezzo delle azioni delle aziende di grande capitalizzazione non ha motivo di «crollare», in quanto sostenuto, per il momento, da bilanci forti.

Considerando che l’andamento degli utili aziendali ha una correlazione superiore al 90% con l’andamento borsistico, per quale motivo preoccuparsi?

S&P500, quale settore sta andando male?

Dall’ultimo sondaggio FactSet emergono delle verità da prendere in considerazione, in parte aspetti dell’economia USA che le borse non sembrano scontare nei prezzi dei titoli, o meglio poco rilevanti se visti in un’ottica complessiva del mercato.

Circa 80 aziende dell’S&P500 hanno chiuso i bilanci del primo trimestre dell’anno in negativo. Un valore che non esprime certamente una criticità irreversibile, ma che dovrebbe far capire come, ancora una volta, l’osservazione delle borse nell’era degli indici e dei fondi passivi tenda ad avere una visione superficiale.

Non a caso, questo rappresenta il numero più alto dal 2023, esprimendo, visto che il valore dell’S&P500 continua ad insistere sui massimi, una prima forma di discrepanza tra la componente fondamentale e quella tecnica. Come al solito, le azioni dei «magnifici 7» stanno annacquando il valore dell’S&P500, e il gap rispetto alla sua versione Equal Weight, sebbene già abbastanza ampio, potrebbe aumentare se i conti di queste società non dovessero stabilizzarsi.

Qual è il settore più performante?

Un’altra forma di preoccupazione riguarda, paradossalmente, il fatto che sia proprio il settore dei servizi ad essere il più prospero in questa fase di mercato. Guarda caso, è proprio il settore che continua a mantenere il livello dell’inflazione sopra il target della Fed.

Non è una casualità, ma una conseguenza del fatto che l’impennata dei tassi d’interesse incida sulle abitudini di consumo di altri tipi di beni, come ad esempio le auto e gli immobili, mentre impatta relativamente poco sulla componente dei servizi, meno coperti da finanziamenti e più sostenuti dalla liquidità.

Purtroppo, questo sembra mettere sotto scacco la Fed e il mercato statunitense, in quanto mantiene alta l’inflazione e le aspettative dei trader sugli utili futuri di queste aziende, molte delle quali sono diventate fra le più grandi capitalizzazioni dell’indice S&P500.

Cosa aspettarsi dall’S&P500?

L’S&P500 non ha ragione di crollare (per il momento), in quanto la sua quotazione è ampiamente sorretta dall’andamento positivo dei fondamentali e quindi dalle aspettative sugli utili, relative ad alcune delle società a maggior capitalizzazione dell’indice.

Non a caso, circa il 78% delle società che compongono l’S&P500 ha registrato nel primo trimestre dell’anno un EPS superiore alle aspettative, confermando il trend ascendente degli utili delle aziende, che si attesta in media al 6%.

S&P500, 1W S&P500, 1W Grafico a candele settimanali dell'indice S&P500. Fonte: baha.com

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Gli utili non sono assolutamente in linea con i prezzi delle azioni. Semplicemente gli investitori comprano azioni perché pensano che anche gli altri lo faranno e che quindi i prezzi delle azioni saliranno. Inoltre essendo che i tassi di interesse reali sono profondamente negativi (soprattutto se si considera l’inflazione reale e non quella dichiarata) c’ è chi pensa di difendere il proprio capitale investendo in azioni, ignorando lo scenario stagflazione. In pratica le attuali quotazioni azionarie sono semplice isteria collettiva, che nulla hanno a che fare con il reale flusso di utili atteso.
Poi, come alla fine del dot com, per cancellare i vari assegni cabriolet sparsi in giro per il mondo, inventeranno qualcosa per seminare il panico e gli sprovveduti resteranno con il cerino in mano.
C’è inoltre da dire che reperire capitali sul mercato è la via che solitamente scelgono banche, assicurazioni, utility ed altre società che sfruttano la leva finanziaria, invece che canali più tradizionali come l’ uso di utili accantonati (cioè, in termini meno tecnici, il gatto e la volpe). Vi risultano forse acquistabili le azioni di aziende solide come Barilla e Ferrero?

Pare proprio un ottimo periodo per investire onestamente, tra le banche e le aziende che aumentano la loro solidità penso sia il momento migliore per lanciarsi e godersi un’estate serena

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