Borsa, Dan Niles lancia l’allarme: “Ribasso in arrivo”. Fioccano le posizioni short

Laura Naka Antonelli

16 Settembre 2026 - 10:31

Parla Dan Niles, il gestore di hedge fund che ha previsto per il 2027 un crash delle azioni AI tra -30% e -50%. Alert anche su Treasury.

Borsa, Dan Niles lancia l’allarme: “Ribasso in arrivo”. Fioccano le posizioni short

Un nuovo allarme sui mercati azionari è stato lanciato dal guru del mondo degli hedge fund, Dan Niles, lo stesso gestore che, nel mese di maggio, aveva detto di prevedere per il 2027 un crash delle azioni AI tra il -30% e il -50%.

Ai microfoni della CNBC, Niles ha detto ieri di intravedere uno scenario di forti ribassi per la Borsa in generale, aggiungendo di detenere diverse posizioni short sulle azioni.

Così alla metà di maggio, in un episodio di “Master Investor Podcast”, ha profetizzato il fondatore e gestore di Niles Investment Management:

“Cosa penso che succederà a questi titoli all’inizio del prossimo anno, indipendentemente dal livello a cui arriveranno? Probabilmente perderanno tra il 30% e il 50%”.

Borsa: parla Dan Niles, il guru che prevede per il 2027 crash azioni fino a -70%. “Ho diverse posizioni short”

Temo un calo del 10% (a Wall Street) tra ora e le elezioni midterm (USA), dunque ho diverse posizioni short”, ha detto Dan Niles, intervenendo alla trasmissione della CNBC “Squawk on the Street” .

Alla base del suo sentiment negativo, una serie di fattori che inducono alla prudenza, tra cui l’incertezza politica e il livello più alto dei tassi di interesse.

Ma è anche la storia a guidare le sue previsioni visto che, lo ha ricordato lui stesso, “nel periodo che precede le elezioni midterm”, per la precisione “dalla fine di luglio al 9 novembre, in media il calo (della Borsa USA) è di circa il 9%, il doppio rispetto agli anni in cui non ci sono le elezioni di metà mandato”.

Le elezioni di midterm di quest’anno, va ricordato, si terranno il prossimo 3 novembre.

Attenti al mese peggiore tra tutti per Wall Street

Andando indietro nella storia, settembre è tra l’altro il mese noto per essere il peggiore tra tutti, per tutti i principali indici azionari USA, stando a quanto emerge dalle rilevazioni del rapporto “2026 Stock Trader’s Almanac”, l’annuario che indica la performance dei mercati nei diversi mesi dell’anno, curato da Jeffrey A. Hirsch.

A partire dal 1950, l’indice Dow Jones Industrial Average ha perso a settembre lo 0,8% in media.

Sempre in media lo S&P 500 è sceso dello 0,7%, mentre il listino tecnologico Nasdaq Composite è arretrato in media dal 1971 dello 0,9%.

Ma Dan Niles ha anche una posizione lunga. Il titolo prescelto è Meta Platforms

Oltre ad affermare di avere diverse posizioni short, Dan Niles ha sottolineato di averne una long, sul titolo della Big Tech Meta Platforms, dopo che ad agosto il gigante guidato da Mark Zuckerberg ha chiuso il caso relativo alla dipendenza dai social media, e sulla scia dei progressi che sta facendo nello sviluppo di Muse Spark, il suo modello linguistico di grandi dimensioni (large language model, LLM).

Così l’investitore:

Meta Muse Spark 1.3 si posiziona molto bene nelle classifiche. Ha costi contenuti. Due settimane fa hanno introdotto un’API. Poi, la scorsa settimana, hanno introdotto un agente AI. Se questa tecnologia dovesse decollare, considerando i 3,6 miliardi di utenti attivi giornalieri, potrebbe avere un buon successo. Inoltre, la valutazione è inferiore a quella a cui scambia lo S&P 500 e sicuramente inferiore a quella di molti dei suoi concorrenti”.

Niles ha aggiunto inoltre che ci sono “titoli che mi piacciono in quel settore”, ovvero nel settore delle azioni tecnologiche, giustificando tuttavia la sua prudenza nei confronti di Wall Street con il fatto che “non si vuole andare contro una dinamica di mercato che potrebbe subire un forte colpo”.

Il gestore non ha voluto però fare i nomi delle azioni su cui ha lanciato le sue scommesse short.

Rendimenti Treasury al 5%, record dal 2007. Per Dan Niles possibile scatto fino al 6%

Tra i motivi di preoccupazione, ha rivelato Dan Niles, sicuramente il trend dei rendimenti dei Treasury, con quelli a 10 anni che, proprio nelle ultime ore, superando la soglia del 5%, sono schizzati al valore più alto dal 2007, ovvero in 19 anni, scontando la prospettiva di una Fed orientata ad alzare i tassi, non solo nella riunione che si concluderà oggi, il cui esito è stato largamente anticipato dai mercati e dagli analisti. LEGGI: Previsioni riunione Fed, rialzo tassi certo? Segnale di allarme dai rendimenti dei Treasury.

Secondo Niles, la situazione è tale da poter far schizzare i rendimenti decennali dei Titoli di Stato USA anche al 6%.

Il 6%? Sì, secondo me è assolutamente possibile, soprattutto perché non si dispone più della stessa capacità di manovra che si aveva in passato, quando il rapporto debito/PIL era molto più basso”, ha detto l’investitore tech e gestore di hedge fund.