Boom di baby sitter in Italia, ma i bambini diminuiscono. L’indagine

Boom di richieste per lavorare come baby sitter di rientro dalle vacanze estive secondo un’indagine del settore, anche se si stima che le nascite di bambini quest’anno avranno un trend davvero negativo. Calano anche le tariffe orarie.

 Boom di baby sitter in Italia, ma i bambini diminuiscono. L'indagine

Boom di baby sitter in Italia in questo 2020 post vacanze estive e con l’apertura delle scuole imminente, anche se pare che i bambini non ci siano, o meglio diminuiscano.

Un’indagine effettuata da Yoopies, una piattaforma specifica che incrocia domanda e offerta di lavoro tra baby sitter e famiglie, ha registrato un boom di richieste al rientro delle vacanze estive.

Nel dettaglio pare che siano state 9mila in più le richieste di iscrizione da parte delle aspiranti baby sitter nel 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Peccato che i bambini diminuiscano dal momento che Istat calcola che nel 2020 in Italia c’è il rischio che si arrivi a 400mila nuovi nati in meno.

Nel boom di richieste di lavoro come baby sitter si può intravedere, nonostante sembra siano calate in questo anno anche le tariffe medie in tutta la Penisola (abbiamo visto quanto guadagna una baby sitter generalmente), il peso fondamentale della crisi che il COVID-19 ha imposto.

Boom di baby sitter in cerca di lavoro

Il boom di baby sitter in cerca di lavoro si scontra non solo con i bambini che sono di meno, ma anche con le tariffe che diminuiscono in questo 2020.

Ma andiamo per gradi e vediamo, come ha riportato il Corriere della Sera, quali sono i dati elaborati da Yoopies. Sicuramente l’aumento delle richieste di lavoro come baby sitter full time o anche part-time è dovuto da una parte alla riapertura delle scuole imminente oltre che alla necessità di lavoro laddove il COVID-19 potrebbe averlo fatto perdere a qualcuno.

L’indagine mette in evidenza come il 93% dei candidati, siano in verità candidate e quindi donne.

Il 56% delle famiglie dichiara di non avere nessuno dei due genitori che possa rimanere a casa con i bambini - anche se in caso di quarantena il nuovo decreto del governo concede congedi straordinari in alternativa allo smart working - e i quali dovranno quindi scegliere tra il restare a casa con i bambini o l’andare a lavorare.

Le tariffe però per le baby sitter lo abbiamo detto sono diminuite nel 2020, secondo l’indagine, in tutta Italia.

Nel dettaglio le tariffe per le baby sitter, laddove la media nazionale scende a 7,75 euro l’ora con un -1,77% rispetto allo scorso anno. Nel dettaglio le variazioni sono le seguenti:

  • Roma con il -3%;
  • Milano con il -5%;
  • Firenze con il-4%;
  • Torino con il -3%;
  • Bari con il -2%.

Le regioni con le tariffe orarie per le baby sitter più elevate sono:

  • Valle d’Aosta (8,65 euro l’ora);
  • Liguria (8,11euro l’ora);
  • Lombardia (8,10 euro l’ora).

Le regioni con le tariffe più basse sono:

  • Molise (7,17 euro l’ora);
  • Calabria (7,01 euro l’ora);
  • Basilicata (6,06 euro l’ora).

Baby sitter: ecco chi sono

Le baby sitter che cercano lavoro in Italia secondo l’indagine del portale Yoopies hanno un’età media che a settembre 2020 è passata a 33 anni rispetto ai 29 dello stesso periodo dello scorso anno. Aumentano anche le donne over 60.

L’aumento dell’età media potrebbe essere imputabile all’incremento di iscrizioni al portale nei mesi precedenti di persone specializzate in educazione infantile come diretta conseguenza della chiusura di nidi, scuole dell’infanzia e istituti.

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