Bonus Sud: sgravio ed esonero contributivo totale per chi assume in Legge di Bilancio 2021

Teresa Maddonni

4 Gennaio 2021 - 18:26

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Bonus sud e sgravi fiscali per le aziende private che assumono in 8 regioni del Mezzogiorno. Nella Legge di Bilancio tante novità per favorire la ripresa economica. Ecco le misure previste.

Bonus Sud: sgravio ed esonero contributivo totale per chi assume in Legge di Bilancio 2021

Per le assunzioni al Sud d’Italia da parte di aziende private il testo definitivo della Legge di Bilancio 2021 in Gazzetta Ufficiale prevede importanti sgravi fiscali.

Gli incentivi sono a favore dei datori di lavoro che assumono nelle 8 regioni del meridione vale a dire: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Quello che è stato chiamato “bonus sud” è un esonero contributo parziale che durerà dal 2021 al 2029. Lo sgravio è graduale e va dal 30% al 10% dei contributi previdenziali per i nuovi assunti.

La Legge di Bilancio 2021 finanzia, in generale, anche l’esonero contributivo al 100 percento per le assunzioni di giovani e donne.

Spieghiamo nel dettaglio in cosa consiste lo sgravio contributivo e come viene ripartito nei diversi anni, soffermandoci anche sull’esonero contributivo al 100% per le regioni meridionali.

Bonus Sud: sgravio contributivo per chi assume fino al 2029

Il bonus Sud, lo abbiamo detto, consiste in uno sgravio contributivo o anche decontribuzione per chi assume fino al 2029 e si divide in diversi scaglioni.

Partendo infatti dalla soglia del 30% come previsto già dal decreto Agosto, lo sgravio contributivo per le aziende si riduce negli anni successivi e fino al 2029.

A introdurre il bonus Sud nella Legge di Bilancio 2021 è il comma 161 ed è rivolto alle 8 regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La decontribuzione prevista, il bonus Sud, si applica fino al 31 dicembre 2029 e nella misura che illustriamo di seguito:

  • 30% dei complessivi contributi previdenziali versati fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% dei complessivi contributi previdenziali versati per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% dei complessivi contributi previdenziali versati per gli anni 2028 e 2029.

Uno sgravio contributivo dunque del 30% per i primi 5 anni che passa poi al 20 e al 10 % nell’ultimo biennio fino alla conclusione del bonus Sud nel 2029.

Come si legge al comma 163 della Legge di Bilancio presto in vigore, lo sgravio contributivo per chi assume al Sud è concesso “dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021 nel rispetto delle condizioni del Quadro Temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19 (Comunicazione CE 19 marzo 2020 C (2020) 1863.”

Al comma 165 invece è previsto che:

Dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2029 l’agevolazione è concessa previa adozione della decisione di autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile in materia di aiuti di Stato.”

Il bonus Sud si applica a tutti i datori di lavoro del settore privato, a eccezione del comparto agricolo e del lavoro domestico, che assumono. Il testo definitivo della Legge di Bilancio al comma 162 determina altri soggetti ai quali il bonus Sud non si applica e vale a dire:

  • agli enti pubblici economici;
  • agli istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici economici;
  • agli enti trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico;
  • agli ex IPAB trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  • alle aziende speciali costituite anche in consorzio (ai sensi degli artt. 31 e 114 del D.Lgs. 267/2000, Testo unico sugli enti locali);
  • ai consorzi di bonifica e industriali;
  • agli enti morali;
  • agli enti ecclesiastici.

Bonus Sud: esonero contributivo totale

Il bonus Sud viene riproposto come esonero contributivo totale per chi assume, nel comma dedicato alle assunzioni dei giovani fino a 35 anni. Si legge nella Legge di Bilancio quanto segue:

“L’esonero contributivo di cui al comma 10, ferme restando le condizioni ivi previste, è riconosciuto per un periodo massimo di quarantotto mesi ai datori di lavoro privati che effettuino assunzioni in una sede o unità produttiva ubicata nelle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.”

Per le imprese del Sud l’esonero totale è riconosciuto per 4 anni, laddove il medesimo nel resto d’Italia è previsto per 3 anni. Quali sono le condizioni? Il bonus Sud in termini di esonero contributivo totale riguarda le assunzioni di giovani che non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età avvenute nel biennio 2021-2022, nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

L’esonero contributivo totale per le aziende che operano nelle 8 regioni suddette, quello che abbiamo definito bonus Sud, spetta ai datori di lavoro che non abbiano proceduto nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano nei 9 mesi successivi alla stessa, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (motivazioni economiche) o anche a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

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