Bonus Smart Working 2021 per spese elettriche e buoni pasto: la proposta dei sindacati

Laura Pellegrini

20/01/2021

26/05/2021 - 11:58

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I sindacati hanno proposto l’introduzione di un bonus Smart Working dedicato ai lavoratori che svolgono la propria attività da remoto. Ecco come potrebbe funzionare la nuova agevolazione.

Bonus Smart Working 2021 per spese elettriche e buoni pasto: la proposta dei sindacati

La pandemia di coronavirus ha costretto moltissime aziende ad adottare metodi di lavoro agile, ovvero il cosiddetto Smart Working, per poter proseguire le proprie attività anche da remoto. La scelta di lavorare da casa è spesso obbligata per moltissimi lavoratori e si traduce in un aumento dei costi a livello di bollette di luce e Internet, ma anche in una decurtazione dello stipendio medio per l’impossibilità di godere dei buoni pasto e di effettuare gli straordinari.

Anche per questo motivo, tra la pioggia di bonus in arrivo per il 2021, si sta pensando di introdurre delle agevolazioni per i lavoratori in Smart Working, alla luce delle possibili nuove proroghe oltre il 31 marzo 2021.

In che cosa consisterebbe il bonus Smart Working 2021 che potrebbe essere introdotto nei prossimi mesi? Vediamo a quali agevolazioni potranno andare incontro i lavoratori agili.

Bonus Smart Working 2021: cos’è e come funziona

Precisando che si tratta ancora di un’ipotesi, se dovesse divenire effettivo il bonus Smart Working andrebbe a beneficio di tutti i lavoratori che sono stati costretti a svolgere le loro attività da remoto, spesso dalla propria abitazione. Infatti, la pandemia di coronavirus ha posticipato il rientro in ufficio al 31 marzo 2021 - salvo nuove proroghe - e ciò si è trasformato in un aumento dei costi per molti lavoratori.

Anzitutto, lavorando da casa sono aumentati i costi relativi alla luce, a Internet e anche quelli del riscaldamento. Inoltre, non è stato possibile fruire dei buoni pasto previsti per alcune categorie professionali. Anche per godere degli straordinari, infine, sarebbe necessario svolgere un orario fisso ben diverso da quello dello Smart Working.

Per questo motivo, i sindacati hanno lanciato la proposta di introdurre delle agevolazioni per i lavoratori da remoto, ovvero una sorta di rimborsi forfettari sulle spese che devono sostenere lavorando da casa.

Buoni pasto e straordinari: quanto si perde

L’erogazione dei buoni pasto è legata allo svolgimento di un orario di lavoro tipico di un ufficio, con la previsione di una pausa pranzo da trascorrere fuori dalle quattro mura. Tuttavia, con lo Smart Working diventerebbe difficile prevedere queste agevolazioni a fronte di un’organizzazione del lavoro del tutto diversa.

Come ha ricordato Florindo Oliverio, segretario Fp Cgil, “ i buoni pasto valgono circa 160 euro al mese. Se si considerano anche gli straordinari si capisce perché ci sono stati lavoratori che avrebbero avuto diritto a continuare a lavorare in Smart Working da settembre e che hanno chiesto una certificazione speciale di buona salute pur di tornare in ufficio: non si potevano permettere uno stipendio decurtato ”.

L’altro nodo cruciale dei lavoratori agili sono appunto gli straordinari, che nella Pubblica Amministrazione, per esempio, sono difficili da calcolare a distanza. Per questo motivo, negli ultimi mesi sono stati pagati soltanto nei giorni festivi e prefestivi.

L’ipotesi più percorribile in tal senso, secondo i sindacati, è quella di prevedere un rimborso forfettario delle spese, oltre all’introduzione di agevolazioni che possano ovviare alla decurtazione degli stipendi dei dipendenti.

Molte aziende, anche dopo la fine dell’emergenza, potrebbero proseguire il lavoro sfruttando i metodi a distanza per godere dei benefici dello Smart Working, ovvero la riduzione dei costi e la rapidità dei processi. Per tale motivo è indispensabile tutelare anche queste categorie di lavoratori.

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