Bonus 80 euro 2020 anche per colf e badanti, ma non in busta paga: ecco le regole

Bonus Renzi anche per colf e badanti: gli 80 euro sono riconosciuti anche nel 2020 ai lavoratori domestici, ma non in busta paga. Ecco come recuperare la somma spettante in dichiarazione dei redditi.

Bonus 80 euro 2020 anche per colf e badanti, ma non in busta paga: ecco le regole

Colf, badanti e lavoratori domestici hanno diritto al bonus Renzi 2020?

La risposta è affermativa, ma con alcune differenze rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti.

Il bonus di 80 euro spetta nel 2020 anche a colf e badanti che tuttavia non lo percepiscono mensilmente in busta paga.

La motivazione della mancata erogazione del bonus di 80 euro in busta paga risiede nella particolarità del rapporto di lavoro domestico: le famiglie che assumono una colf, una badante o la babysitter non sono sostituti d’imposta, a differenza della generalità dei datori di lavoro.

Questo significa che per colf e badanti, a differenza degli altri lavoratori dipendenti, il credito Irpef non è erogato dal datore di lavoro con lo stipendio, ma dovrà essere recuperato presentando la dichiarazione dei redditi.

Sarà quindi con il modello 730 che verrà riconosciuto il bonus Renzi spettante, tenendo tuttavia a mente che vi sono specifici requisiti da rispettare, sia per quel che riguarda il reddito minimo che il reddito massimo conseguito nel corso dell’anno.

Facciamo di seguito il punto e vediamo quando spetta il bonus di 80 euro a colf, badanti e babysitter, i requisiti previsti per il 2020 e come recuperare il credito d’importo complessivo pari a 960 euro in dichiarazione dei redditi.

Le stesse regole previste ad oggi per il bonus di 80 euro si applicheranno, dal 1° luglio 2020, anche al nuovo bonus cuneo fiscale, agevolazione che prenderà definitivamente il posto del bonus Renzi.

Bonus 80 euro 2020 anche per colf e badanti, ma non in busta paga. Recupero del credito con il 730

I datori di lavoro domestico non svolgono il ruolo di sostituto d’imposta per i collaboratori assunti alle proprie dipendenze e, come anticipato sopra, è questo il motivo per il quale il bonus di 80 euro non viene erogato in busta paga con lo stipendio.

Sarà in sede di presentazione del modello 730/2020 che l’Agenzia delle Entrate, dopo i controlli sul rispetto dei requisiti di reddito previsti, effettuerà il rimborso fiscale dei 960 euro annui riconosciuti.

A questo punto è necessario fornire alcune istruzioni su come funziona il credito Irpef: il bonus di 80 euro, noto anche come bonus Renzi per via del “padre” della misura, è stato introdotto dal 2014 con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente.

Per verificare se si ha diritto a riceverlo è necessario tener presente quelli che sono i redditi percepiti dal lavoratore.

Per le colf, badanti o in genere collaboratori domestici che lo richiederanno con il modello 730/2020 bisognerà far riferimento ai redditi percepiti nel 2019.

Hanno diritto:

  • al credito Irpef in misura completa, pari a 960 euro all’anno, i lavoratori dipendenti con reddito compreso tra gli 8.174 e 24.600 euro;
  • al credito Irpef in misura parziale i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra i 24.601 ai 26.600 euro.

L’importo riconosciuto dovrà essere riproporzionato in base ai mesi di lavoro effettivi effettuati nel corso dell’anno.

Quando colf e badanti non hanno diritto al bonus Renzi

Visti i requisiti analizzati sopra, è facile definire chi non ha diritto al bonus Renzi.

Non solo chi supera il reddito di 26.600 euro, ma anche chi rientra nella cosiddetta no tax area, ovvero coloro che percepiscono redditi minimi esenti dalle tasse.

Si tratta di tutti coloro che nel corso dell’anno (2019, se si considera il modello 730/2020) hanno percepito redditi non superiori ad 8.174 euro. In tal caso il bonus di 80 euro non spetta semplicemente perché il credito non trova capienza nell’imposta versata dal contribuente.

Facciamo un esempio.

Ipotizziamo che una colf sia stata assunta a partire dal mese di agosto 2019, con uno stipendio mensile pari a 1.000 euro e con un reddito annuo pari a 5.000 euro (in assenza di altre entrate).

Considerando che la no tax area è fissata ad 8.174 euro, la lavoratrice non avrebbe diritto a recuperare il credito Irpef di 960 euro con il modello 730/2020.

Stesso discorso nel caso in cui i redditi percepiti nell’anno siano superiori a 26.600 euro.

Ma cosa succede invece nel caso di redditi compresi tra i 24.601 e i 26.600 euro?

Bonus Renzi non sempre di 960 euro: ecco come fare il calcolo in base al reddito

Prendiamo ora l’esempio di una badante con un reddito annuo pari a 24.800 euro. In tal caso il bonus Renzi verrà sì riconosciuto, ma per un importo che non sarà pari alla somma piena del credito Irpef (960 euro).

Per i redditi compresi tra i 24.600 e i 26.600 euro l’importo del credito Irpef viene riproporzionato ed il calcolo si effettua con la seguente formula:

26.600,00 - reddito complessivo x 960/2.000

Nel nostro esempio, l’importo del credito riconosciuto è pari a 864 euro. Per i redditi di importo superiore la somma va via via riducendosi, fino ad azzerarsi una volta superato il limite di 26.600 euro.

Bonus Renzi nel 730/2020 per colf e badanti: come si richiede

È nelle istruzioni per la compilazione del modello 730/2020 che sono riportate tutte le regole per colf e badanti che hanno diritto a richiedere il bonus Renzi in dichiarazione dei redditi.

Quando il datore di lavoro non ha erogato il bonus Irpef, chi presta l’assistenza fiscale riconosce l’ammontare spettante nella presente dichiarazione.

All’interno del rigo C14 della sezione V bisognerà compilare la colonna 1, riportando il codice 2.

Sarà il CAF o il proprio commercialista a calcolare l’importo del bonus spettante e il rimborso verrà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, solitamente entro la fine dell’anno.

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1 commento

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Nannigio • 2 mesi fa

Salve, nonostante ne abbia diritto, col 730 presentato tramite caaf, ancora nn mi è’stato accreditato la somma di 960 euro del bonus Renzi. L’ agenzia entrate mi ha detto che ce’un a verifica in corso. Ma quanto dv ancora aspettare?

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