Bonus 80 euro 2019 anche per colf e badanti, ma non in busta paga: ecco le regole

Bonus 80 euro anche per colf e badanti, ma non in busta paga: i lavoratori domestici recuperano i 960 euro con la dichiarazione dei redditi, nel rispetto dei requisiti generali. Ecco requisiti e regole per l’anno 2019.

Bonus 80 euro 2019 anche per colf e badanti, ma non in busta paga: ecco le regole

Colf e badanti hanno diritto al bonus di 80 euro? La risposta è sì, ma a differenza degli altri lavoratori dipendenti, il credito Irpef (anche noto come bonus Renzi) non è erogato dal datore di lavoro in busta paga.

Se nella generalità dei casi il bonus Renzi è accreditato mensilmente sullo stipendio, i lavoratori domestici dovranno attendere la presentazione della dichiarazione dei redditi per poter ricevere i 960 euro, riconosciuti anche nel 2019.

La motivazione della mancata erogazione del bonus di 80 euro in busta paga risiede nella particolarità del rapporto di lavoro domestico: le famiglie che assumono una colf, una badante o la babysitter non sono sostituti d’imposta così come tutti gli altri datori di lavoro.

Proprio per questo sarà soltanto con il modello 730 che verrà riconosciuto il bonus Renzi spettante, tenendo tuttavia a mente che vi sono specifici requisiti da rispettare, sia per quel che riguarda il reddito minimo che il reddito massimo conseguito nel corso dell’anno.

Facciamo di seguito il punto e vediamo quando spetta il bonus di 80 euro a colf, badanti e babysitter, i requisiti previsti per il 2019 e come recuperare il credito d’importo complessivo pari a 960 euro in dichiarazione dei redditi.

Bonus 80 euro 2019 anche per colf e badanti, ma non in busta paga. Recupero del credito con il 730

I datori di lavoro domestico non svolgono il ruolo di sostituto d’imposta per i collaboratori assunti alle proprie dipendenze e, come anticipato sopra, è questo il motivo per il quale il bonus di 80 euro non viene erogato in busta paga con lo stipendio.

Sarà in sede di presentazione del modello 730/2019 che l’Agenzia delle Entrate, dopo i controlli sul rispetto dei requisiti di reddito previsti, effettuerà il rimborso fiscale dei 960 euro annui riconosciuti.

A questo punto è necessario fornire alcune istruzioni su come funziona il credito Irpef: il bonus di 80 euro, noto anche come bonus Renzi per via del “padre” della misura, è stato introdotto dal 2014 con l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente.

Per verificare se si ha diritto a riceverlo è necessario tener presente quelli che sono i redditi percepiti dal lavoratore. Per le colf, badanti o in genere collaboratori domestici che lo richiederanno con il modello 730/2019 bisognerà far riferimento ai redditi percepiti nel 2018.

Proprio a partire dal 1° gennaio dello scorso anno, i limiti di reddito per beneficiarne sono stati leggermente modificati ed anno diritto:

  • al credito Irpef in misura completa, pari a 960 euro all’anno, i lavoratori dipendenti con reddito compreso tra gli 8.174 e 24.600 euro;
  • al credito Irpef in misura parziale i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra i 24.601 ai 26.600 euro.

L’importo riconosciuto dovrà essere riproporzionato in base ai mesi di lavoro effettivi effettuati nel corso dell’anno.

Quando colf e badanti non hanno diritto al bonus Renzi

Visti i requisiti analizzati sopra, è facile definire chi non ha diritto al bonus Renzi. Non solo chi supera il reddito di 26.600 euro, ma anche chi rientra nella cosiddetta no tax area, ovvero coloro che percepiscono redditi minimi esenti dalle tasse.

Si tratta di tutti coloro che nel corso dell’anno (2018, se si considera il modello 730/2019) hanno percepito redditi non superiori ad 8.174 euro. In tal caso il bonus di 80 euro, che altro non è che una detrazione Irpef applicata ai redditi da lavoro dipendente, non spetta semplicemente perché il credito non trova capienza nell’imposta versata dal contribuente.

Facciamo un esempio.

Ipotizziamo che una colf sia stata assunta a partire dal mese di agosto 2018 e che percepisca uno stipendio mensile pari a 1.000 euro. Qualora non vi siano altre entrate economiche, il reddito annuo percepito sarebbe pari a 5.000 euro.

In considerazione della no tax area di 8.174 euro, la lavoratrice domestica in oggetto non avrebbe diritto a recuperare il credito Irpef di 960 euro con il modello 730/2019.

Stesso discorso nel caso in cui i redditi percepiti nell’anno fossero superiori a 26.600 euro.

Ma cosa succede invece nel caso di redditi compresi tra i 24.601 e i 26.600 euro?

Bonus Renzi non sempre di 960 euro: ecco come fare il calcolo in base al reddito

Prendiamo ora l’esempio di una badante con un reddito annuo pari a 24.800 euro. In tal caso il bonus Renzi verrà sì riconosciuto, ma per un importo che non sarà pari alla somma piena del credito Irpef (960 euro).

Per i redditi compresi tra i 24.600 e i 26.600 euro l’importo del credito Irpef viene riproporzionato ed il calcolo si effettua con la seguente formula:

26.600,00 - reddito complessivo x 960/2.000

Nel nostro esempio, l’importo del credito riconosciuto è pari a 864 euro. Per i redditi di importo superiore la somma va via via riducendosi, fino ad azzerarsi una volta superato il limite di 26.600 euro.

Bonus Renzi nel 730/2019 per colf e badanti: come si richiede

È nelle istruzioni per la compilazione del modello 730/2019 che sono riportate tutte le regole per colf e badanti che hanno diritto a richiedere il bonus Renzi in dichiarazione dei redditi.

Quando il datore di lavoro non ha erogato il bonus Irpef, chi presta l’assistenza fiscale riconosce l’ammontare spettante nella presente dichiarazione.

All’interno del rigo C14 della sezione V bisognerà compilare la colonna 1, riportando il codice 2.

Sarà il CAF o il proprio commercialista a calcolare l’importo del bonus spettante e il rimborso verrà effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, solitamente entro la fine dell’anno.

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