Bonus partite IVA 2026, fino a €817 per 6 mesi. Ecco come richiederli

Simone Micocci

18 Giugno 2026 - 17:03

Via libera alle domande per l’Iscro, il bonus per le partite Iva il cui importo massimo quest’anno sale a 817,69 euro. Ecco come averne diritto.

Bonus partite IVA 2026, fino a €817 per 6 mesi. Ecco come richiederli

Via libera alle domande per la nuova edizione dell’Iscro, meglio conosciuta come bonus partite Iva o anche come disoccupazione dei lavoratori autonomi. A darne notizia è l’Inps con il messaggio n. 1987 del 15 giugno 2026, con il quale conferma la riapertura della procedura e fissa le scadenze per l’anno in corso.

Nel dettaglio, la domanda può essere presentata dal 15 giugno al 31 ottobre 2026, esclusivamente in modalità telematica, accedendo al servizio disponibile sul sito dell’Inps oppure tramite contact center.

Ricordiamo che l’Iscro è stata resa strutturale dalla legge di Bilancio 2024, diventando così un ammortizzatore sociale stabile per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata che affrontano una contrazione significativa del proprio reddito. Una misura pensata, quindi, per garantire una continuità reddituale e operativa a chi esercita abitualmente attività di lavoro autonomo e si trova in una fase di difficoltà economica.

Alla luce dell’avvio della procedura per l’invio della domanda Iscro 2026, vediamo quindi chi può richiederla, quali requisiti bisogna rispettare, quanto spetta e come presentare la domanda all’Inps entro la scadenza del 31 ottobre.

Come funziona e a chi spetta il bonus 800 euro per le Partite Iva

L’acronimo Iscro sta per indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, sostegno che come vedremo di seguito richiama per diversi aspetti l’indennità di cassa integrazione spettante ai lavoratori dipendenti.

Anche l’Iscro, infatti, interviene in sostegno nei periodi di minor fatturato, riconoscendo al lavoratore autonomo un contributo extra utile a superare il momento di difficoltà.

Non si tratta però di una misura aperta a tutte le Partite Iva: ad averne diritto sono i lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo, a condizione di non risultare assicurati anche presso altre forme previdenziali obbligatorie.

È inoltre necessario essere titolari di Partita Iva attiva da almeno 3 anni alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla Gestione separata. Spetta quindi ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplice con reddito da lavoro autonomo.

Attenzione, però: per il 2026 non possono presentare domanda coloro che hanno già fruito dell’Iscro nel 2024 o nel 2025. La legge prevede infatti che l’indennità non possa essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio della fruizione. Lo stesso vale anche per chi è decaduto dalla prestazione prima di ricevere tutte e 6 le mensilità previste.

Possono invece fare domanda coloro che non l’hanno richiesta nelle precedenti annualità, oppure chi l’ha presentata ma non ha poi avuto accesso alla prestazione perché la domanda è stata respinta o perché la prestazione è stata revocata dall’origine.

Per poterne beneficiare è inoltre necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • nell’anno precedente a quello della domanda bisogna aver percepito un reddito da lavoro autonomo inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo riferiti ai due anni ancora precedenti. Per la richiesta nel 2026, quindi, si guarda al reddito prodotto nel 2025, che deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi conseguiti nel biennio 2023-2024. Pensiamo ad esempio a un lavoratore che nel 2023 ha guadagnato 10.000 euro e nel 2024 11.000 euro. La media del biennio è pari a 10.500 euro: in questo caso l’Iscro spetta solamente se nel 2025 il reddito da lavoro autonomo è stato inferiore a 7.350 euro, ossia il 70% della media;
  • nell’anno precedente alla presentazione della domanda il reddito prodotto dall’attività lavorativa autonoma deve essere stato inferiore a 12.000 euro, limite che viene annualmente rivalutato sulla base dell’andamento del costo della vita.
    Ci sono poi altri requisiti da soddisfare: bisogna essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria, non essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non beneficiare dell’Assegno di inclusione. L’Iscro è inoltre incompatibile con altre indennità di disoccupazione, come Naspi, Dis-Coll, Alas e indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo.

Per quanto riguarda l’iscrizione alla Gestione separata, l’Inps ha chiarito che la mancata formalizzazione dell’iscrizione non pregiudica la liquidazione dell’indennità se risultano comunque versati i contributi dovuti alla Gestione separata. Resta però fermo l’obbligo per il lavoratore di regolarizzare successivamente l’iscrizione.

Bonus 800 euro Partite Iva, come viene calcolato

L’indennità è pari al 25%, su base semestrale, della media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti all’anno che precede la presentazione della domanda.

Per la domanda Iscro 2026, quindi, non si guarda direttamente al reddito del 2025, che serve invece per verificare il requisito della perdita reddituale, bensì alla media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nel biennio 2023-2024.

Il calcolo è più semplice di quanto sembri: si sommano i redditi da lavoro autonomo dei due anni di riferimento, si divide il risultato per due così da ottenere la media, poi si calcola la base semestrale dividendo ancora per due. Su quest’ultimo importo si applica il 25%.

Prendiamo come esempio un lavoratore che presenta domanda di Iscro nel 2026 e che nel 2023 e nel 2024 ha guadagnato rispettivamente 6.000 e 5.000 euro. La media del biennio è pari a 5.500 euro, che su base semestrale diventa 2.750 euro. Il 25% di tale importo è pari a 687,50 euro: questa sarà quindi l’indennità mensile riconosciuta per 6 mesi.

In ogni caso, l’importo non può essere inferiore al minimo previsto dalla normativa, pari a 255,53 euro nel 2026, né superiore al massimale fissato, pari a 817,69 euro mensili, valori che vengono annualmente rivalutati sulla base dell’andamento dell’inflazione.

Informazioni sulla domanda

Per fruire dell’indennità Iscro, i beneficiari devono presentare domanda all’Inps esclusivamente in modalità telematica. Per il 2026 la procedura è attiva dal 15 giugno e resterà disponibile fino al 31 ottobre 2026, termine ultimo per l’invio della richiesta.

La domanda può essere presentata direttamente dal sito dell’Inps, accedendo alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Il percorso da seguire è: “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”. Dopo l’autenticazione bisogna poi selezionare la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”.

Per accedere al servizio è necessario utilizzare una delle identità digitali ammesse: Spid di livello 2 o superiore, Carta d’identità elettronica di livello 3, Carta nazionale dei servizi oppure eIDAS.

In alternativa al portale web, la domanda può essere presentata tramite Contact Center multicanale, chiamando il numero verde 803 164 da rete fissa, gratuitamente, oppure il numero 06 164164 da rete mobile, con costo variabile in base al proprio operatore. Resta inoltre possibile rivolgersi agli Istituti di patronato.

In fase di domanda il richiedente deve autocertificare i redditi prodotti negli anni utili alla verifica dei requisiti, salvo che tali dati siano già nella disponibilità dell’Inps. Sarà poi l’Istituto, anche attraverso il confronto con l’Agenzia delle Entrate, a verificare il rispetto delle condizioni reddituali richieste per l’accesso alla prestazione.

Dopo l’invio della domanda, il lavoratore può accedere alle ricevute e ai documenti prodotti dal sistema, monitorare lo stato di lavorazione della pratica e, se necessario, aggiornare le informazioni relative alle modalità di pagamento.

Infine, al momento della richiesta il beneficiario deve autorizzare l’Inps a trasmettere i propri dati di contatto alle Regioni e alle Province autonome, così da consentire la partecipazione ai percorsi di aggiornamento professionale collegati all’erogazione dell’Iscro.

Per maggiori informazioni potete scaricare il testo della circolare Inps con tutte le istruzioni utili all’invio della domanda.

Circolare Inps n. 84 del 2024
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