Bonus merito docenti, 2018-2019: il MIUR fa chiarezza su cosa cambia con il rinnovo

Il Ministero dell’Istruzione ha fatto chiarezza su come cambia il bonus premiale docenti dopo la firma sul nuovo CCNL Scuola: meno risorse a disposizione, sarà sempre il Dirigente Scolastico a decidere chi premiare.

Bonus merito docenti, 2018-2019: il MIUR fa chiarezza su cosa cambia con il rinnovo

Il bonus merito - o premiale - per i docenti è stato confermato anche per l’anno scolastico in corso e per quelli successivi, ma c’è stata una piccola riduzione delle risorse a causa del rinnovo del contratto.

Lo conferma il MIUR con una nota esplicativa sulle novità del rinnovo del contratto, smentendo però in parte le notizie diffuse in questi giorni. Infatti, all’indomani della firma sul rinnovo del contratto si era parlato di un dimezzamento delle risorse per il bonus premiale dei docenti, ma il MIUR ha prontamente smentito. Solo per quest’anno infatti è prevista una riduzione maggiore delle risorse disponibili, dopodiché la situazione verrà quasi ripristinata.

Con la stessa nota il MIUR specifica cosa cambierà dal punto di vista procedurale, sia per i criteri riguardanti l’assegnazione del bonus che per quelli sulla determinazione dei compensi.

Cosa cambierà quindi nei prossimi mesi? Quante saranno le risorse a disposizione per il bonus merito dei docenti e chi deciderà come distribuirle? Ecco tutte le spiegazioni del MIUR sull’argomento.

Cos’è il bonus merito?

Il bonus merito è uno strumento con il quale il MIUR ha voluto dare un riconoscimento economico aggiuntivo ai docenti che si sono distinti nel corso dell’anno per la qualità del loro insegnamento.

Il lavoro di alcuni insegnanti va riconosciuto, quindi - in base al giudizio dato dallo loro comunità scolastica - questi devono essere premiati con un aumento una tantum di stipendio.

Si definisce come bonus poiché va considerata come una retribuzione di tipo accessorio, visto che non è fissa ma può variare ogni anno. Non è detto infatti che un docente che è stato giudicato meritevole nel 2017 lo sia anche nel 2018, né che la somma spettante sia la stessa dello scorso anno.

Le risorse

Fino allo scorso anno il MIUR ha messo a disposizione delle scuole 200 milioni di euro (complessivi) da assegnare ai docenti più meritevoli. Con il rinnovo del contratto, però, una parte di queste risorse sono state utilizzate per permettere all’amministrazione di alzare gli aumenti stipendiali, che ricordiamo vanno da un minimo di 85,50€ ad un massimo di 110,70€ (lordi).

Ecco perché - come chiarito dal Ministero dell’Istruzione in queste ore - per il 2018 saranno a disposizione solamente 130 milioni di euro. Si tratta comunque di un importo superiore rispetto a quello annunciato dai sindacati, secondo i quali le risorse per il bonus premiale sarebbero state dimezzate.

Inoltre, dal prossimo anno le risorse torneranno ad aumentare arrivando a 160 milioni di euro.

Ma l’ammontare delle risorse a regime potrà anche aumentare, come annunciato dal MIUR stesso. Ciò sarà possibile tramite la costituzione di un unico fondo - previsto dall’articolo 39-bis del nuovo CCNL Scuola - nel quale andranno a confluire tutte le risorse accessorie per i docenti.

L’obiettivo è riuscire persino a superare i 200 milioni di euro a disposizione negli anni passati, così da riconoscere ai docenti che si distinguono nel corso dell’anno un aumento di stipendio sempre maggiore.

Chi lo assegna?

Questo compito spetta al Dirigente Scolastico, che deve attenersi ai criteri selezionati da un Comitato di Valutazione composto da 3 insegnanti, 2 genitori e da un componente esterno selezionato dall’USR.

Nel dettaglio, i criteri di valutazione dovranno fare riferimento a tre macro aree individuate dal MIUR, quali:

  • competenze nel proprio lavoro;
  • miglioramenti apportati alla scuola;
  • utilizzo di una didattica efficace ai fini dei miglioramenti degli alunni.

Quindi, il nuovo CCNL Scuola non mette fine alla discrezionalità del Dirigente Scolastico nell’assegnare il bonus merito ai docenti. Anche nei prossimi anni, infatti, sarà sempre il preside a decidere a quali insegnanti assegnare un premio, sulla base dei criteri generali stabiliti assieme al Comitato di Valutazione che - a differenza di quanto emerso in questi giorni - non saranno oggetto di contrattazione con i sindacati.

Ad essere definiti insieme ai sindacati saranno invece i criteri per la determinazione dei compensi. Quindi, saranno i rappresentanti sindacali degli insegnanti a decidere, in accordo con il Dirigente Scolastico, il valore economico minimo e massimo per il premio individuale.

Quali conseguenze per gli aumenti di stipendio?

Secondo Marcello Pacifico - presidente nazionale del sindacato Anief - quanto dichiarato dal MIUR in queste ore conferma che per gli insegnanti italiani gli aumenti stipendiali saranno “imbarazzanti”.

D’altronde, se i 70 milioni di euro (e non 100 mila come si credeva inizialmente) saranno distribuiti a pioggia tra tutto il personale della scuola (un totale di 1 milione e 200 mila dipendenti) a fine mese questi avranno circa 4€ netti in più in busta paga.

Una cifra molto bassa che non risarcisce gli insegnanti e il personale della scuola del danno provocato dal blocco della contrattazione; ecco perché, secondo Pacifico, “cercare di convincere l’opinione pubblica che la scuola ha avuto un aumento di stipendio addirittura più alto degli altri comparti è pura demagogia”.

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