Bonus maggio, quanto spetta: importo dai 600 ai 1.000 euro

Bonus maggio: quanto verrò accreditato? L’indennità varia dai 600 ai 1.000 euro a seconda della categoria di appartenenza.

Bonus maggio, quanto spetta: importo dai 600 ai 1.000 euro

Bonus maggio 2020: quanto spetta?

Nelle prossime settimane l’INPS accrediterà anche quanto previsto per il mese di maggio dal Decreto Rilancio, un’indennità una tantum (l’ultima di quelle riconosciute per COVID-19) rivolta a diverse categorie di lavoratori, con un importo variabile dai 600 euro ai 1.000 euro.

L’importo del bonus maggio cambia a seconda della categoria di appartenenza ed è per questo motivo che nelle scorse settimane l’INPS ha pubblicato una tabella per fare chiarezza su quanto spetta ad ognuno di coloro che attende il pagamento dell’indennità.

D’altronde, riguardo al bonus maggio ci sono diversi fattori da prendere in considerazione. Come prima cosa è bene ricordare che per riceverlo non è sempre necessario presentare la domanda, visto che in molti casi questo viene accreditato in automatico a coloro che hanno percepito la mensilità nei mesi scorsi.

Altra novità rispetto ai bonus erogato per marzo e aprile, appunto, è quella per cui l’importo varia a seconda della categoria di appartenenza. Facciamo chiarezza su quanto spetta, così da capire qual è la somma che dovete aspettarvi nelle prossime settimane.

Bonus maggio, dai 600 ai 1.000 euro a seconda della categoria di appartenenza

Sono diverse le categorie dei lavoratori interessati da questa nuova indennità, ma ce ne sono anche altre - come commercianti, artigiani e operai agricoli - che pur avendo avuto diritto ai bonus di marzo e aprile non riceveranno quello di maggio.

In alcuni casi l’importo riconosciuto è di 1.000 euro, mentre in altri si riduce a 600 euro, al pari dei bonus di marzo e aprile.

Bonus 1.000 euro maggio: a chi spetta

Spetta un bonus di 1.000 euro ai liberi professionisti con Partita IVA attiva alla data del 23 febbraio iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità).

A questi i bonus di marzo e aprile (dell’importo di 600 euro ciascuno), sono stati riconosciuti indipendemente dal possesso di un requisito economico; non è così per il bonus maggio, che invece spetta solo a coloro che hanno una Partita IVA attiva alla data del 19 maggio e che hanno subito una perdita del reddito del 33% nel secondo bimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. Per questo motivo questi devono produrre nuova domanda all’INPS (qui le istruzioni su come fare) per ricevere i 1.000 euro (autocertificando la perdita del reddito).

Un bonus di 1.000 euro spetta anche ai collaboratori coordinati e continuativi, i quali non devono fare nuova domanda nel caso in cui abbiano già percepito delle indennità di marzo e aprile. Anche per questi, però, c’è un requisito ulteriore da soddisfare per avere diritto al bonus 1.000 euro: nel dettaglio, è necessario che il rapporto di lavoro sia cessato entro il 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del Decreto Rilancio.

Spetta il bonus 1.000 euro (e anche in questo caso non necessariamente va prodotta una nuova domanda) anche ai lavoratori stagionali del settore turismo e stabilimenti balneari privi di un contratto di lavoro subordinato e non percettori di NASpI.

Bonus 600 euro maggio: a chi spetta

Queste le uniche tre categorie che, al possesso di determinati requisiti, hanno diritto ad un bonus di 1.000 euro. Per tutti gli altri, che vi elencheremo di seguito, l’importo è di 600 euro e la domanda è unica. Nel dettaglio, per il mese di maggio spetta un bonus dell’importo di 600 euro a:

  • lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 e con un reddito derivante non superiore ai 35.000€;
  • lavoratori stagionali in settori diversi dal turismo e stabilimenti termali;
  • lavoratori intermittenti;
  • lavoratori con contratto di lavoro autonomo occasionale;
  • incaricati alle vendite a domicilio.

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