Bonus insegnanti: Striscia la Notizia svela la truffa dei 500 euro

Striscia la Notizia svela la falla del bonus insegnanti: ecco come la Carta del Docente viene utilizzata per acquistare lavatrici, smartphone e televisori.

Bonus insegnanti: Striscia la Notizia svela la truffa dei 500 euro

Il Bonus Insegnanti è stato introdotto dalla Buona Scuola per la prima volta nell’anno scolastico 2015-2016. Obiettivo dichiarato del Governo Renzi era quello di fornire agli insegnanti un importante contributo economico - pari a 500 euro - da utilizzare per le spese utili ai fini della propria formazione professionale.

Per questo motivo il bonus insegnanti di 500 euro si può utilizzare esclusivamente per l’acquisto di hardware come computer e tablet - ma non per comprare degli smartphone - libri di testo e riviste scientifiche o per l’iscrizione ai corsi di formazione e aggiornamento professionale.

Il primo anno il bonus 500 era riconosciuto agli insegnanti tramite la rendicontazione cartacea presentata alle segreterie scolastiche, ma questo metodo ha permesso a molti docenti di “aggirare” le regole. In molti, infatti, hanno utilizzato i 500 euro per acquistare del materiale non presente nell’elenco delle spese consentite pubblicato dal MIUR.

Per questo motivo dall’a.s. 2016-2017 il bonus può essere utilizzato solamente tramite la piattaforma Carta del Docente gestita dal MIUR, dove gli insegnanti possono richiedere dei buoni da utilizzare esclusivamente per le spese consentite.

Tuttavia il TG satirico Striscia la Notizia ha svelato l’inefficacia di questo sistema: in molti negozi, infatti, ai beneficiari del bonus insegnanti è consentito l’acquisto di elettrodomestici vari, come lavatrici, ferri da stiro e televisioni.

E non stiamo parlando di piccoli negozi, perché come confermato dall’inviato Luca Abete anche le grandi catene non si tirano indietro quando c’è da intascare i 500 euro del bonus.

Bonus 500 euro: così insegnanti e negozi aggirano le regole

Nel servizio di Striscia la Notizia andato in onda nella serata del 9 ottobre sono stati mostrati diversi negozi nei quali è possibile acquistare qualsiasi tipo di prodotto utilizzando la Carta del Docente.

Non solo computer e tablet quindi, ma anche smartphone, lavatrici e persino “epilatori” e “servizi di piatti”. Insomma qualsiasi articolo che si trova in un negozio di elettronica può essere acquistato aggirando le regole del Bonus Insegnanti.

Come è possibile? Il segreto ci viene svelato da un dipendente di una “grande catena di negozi”.

Questo ha svelato alla docente mandata in incognito da Striscia la Notizia che inizialmente il suo negozio fattura un computer o una stampante, così da poter utilizzare il bonus di 500 euro, dopodiché il prodotto viene restituito e al suo posto il docente riceve un buono spesa dello stesso valore.

Buono che poi potrà essere speso nel negozio per qualsiasi altro tipo di articolo.

Ci sono negozi che hanno persino messo in allarme gli insegnanti di fronte ad eventuali controlli. Un dipendente di un negozio nel casertano, ad esempio, al momento dell’acquisto ha dichiarato:

Nel momento in cui noi ti faremo il buono ti diremo, eventualmente ti venga chiesto, cosa hai comprato. Non puoi dire che hai preso una lavatrice, ho preso il televisore, perché non sono contemplati nell’elenco.

Insomma, “fatta la legge, trovato l’inganno”.

La truffa del Bonus 500 euro: le reazioni degli insegnanti

A quanto pare quello messo in luce dal servizio di Striscia la Notizia non è un sistema così “segreto”. Gli insegnanti intervistati da Luca Abete, infatti, hanno confermato di essere a conoscenza di più di qualche collega che ha utilizzato il contributo per la formazione per spese non contemplate.

C’è poi chi - giustamente - invita i propri colleghi a fare un uso diverso della Carta del Docente, ad esempio acquistando del materiale utile specialmente per gli studenti in difficoltà.

Un Bonus usato Malus, ma non generalizziamo; d’altronde, come spiegato da una docente intervistata da Striscia la Notizia, “in ogni ambiente c’è chi fa il giusto e chi no”. Peccato che questa volta sia capitato proprio agli insegnanti, a coloro che - insieme ai genitori - dovrebbero dare il buon esempio ai ragazzi.

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