Bonus busta paga giugno 2024, cosa spetta e importi

Simone Micocci

24 Giugno 2024 - 11:28

Busta paga di giugno (pagata a inizio luglio), possibili aumenti per merito di questi bonus.

Bonus busta paga giugno 2024, cosa spetta e importi

Ancora una settimana, o qualche giorno in più, per il pagamento dello stipendio di giugno (che per i soli lavoratori del pubblico impiego è già arrivato). Una busta paga che per alcuni potrebbe essere particolarmente ricca, merito di alcuni bonus e, soprattutto, della quattordicesima mensilità.

Come previsto dalla maggior parte dei contratti collettivi che prevedono un tale emolumento, infatti, la quattordicesima viene pagata a inizio luglio: ciò significa che solitamente viene inserita nella busta paga di giugno, un’operazione che come vedremo di seguito comporta sì un aumento ma nel frattempo fa scattare la perdita dello sgravio contributivo riconosciuto a coloro che hanno una busta paga il cui importo lordo non supera i 2.692 euro lordi.

Ma non si tratta dell’unico bonus riconosciuto nella busta paga di giugno: a tal proposito, ecco una panoramica delle ragioni per cui lo stipendio di giugno potrebbe beneficiare di un aumento. Ricordiamo però che le seguenti regole potrebbero subire una variazione in base al Contratto collettivo applicato: è sempre consigliato, quindi, approfondire quanto previsto per il proprio settore prima di essere certi di ricevere uno dei bonus menzionati.

I bonus festività in busta paga

Ricordiamo che nel mese di giugno ci sono state due festività, o meglio “una e mezza”. La prima è la festività del 2 giugno che quest’anno è caduta di domenica. Si applica quindi la tutela solitamente riconosciuta per le festività non godute: per coloro che non avrebbero comunque lavorato, infatti, spetta una giornata di lavoro pagata in busta paga.

La domenica, quindi, si considera come se fosse stata lavorata (ma senza la relativa maggiorazione), con tutti i vantaggi del caso.

Per chi invece ha prestato regolarmente attività lavorativa si applica la maggiorazione per festività secondo quanto stabilito dal contratto collettivo di riferimento.

Discorso differente per la giornata di sabato 29 giugno, in cui si celebrano i santi Pietro e Paolo, per la quale bisogna fare una distinzione tra chi lavora a Roma rispetto al resto d’Italia. Nella Capitale, infatti, il 29 giugno, in quanto festa patronale, è un giorno festivo a tutti gli effetti: per chi presta attività lavorativa, quindi, spetta la maggiorazione nella percentuale prevista dal Ccnl. Nel resto d’Italia, invece, si parla di “festività soppressa”: ciò significa che per quei lavoratori che prestano servizio di sabato viene riconosciuto in busta paga un giorno di permesso retribuito in più.

Retribuzione permessi non goduti

A proposito di permessi, ricordiamo che in molti contratti collettivi il termine ultimo per beneficiare dei permessi retribuiti maturati è fissato al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono stati maturati.

Dopodiché, a differenza delle ferie, i permessi ancora residui vengono pagati: per ogni ora non goduta, quindi, spetta l’equivalente della retribuzione oraria. Ed ecco spiegata una delle ragioni per cui sullo stipendio in pagamento i primi di luglio potrebbe esserci un aumento inatteso: il pagamento dei permessi maturati nel 2023 e non goduti entro il termine previsto dalla normativa.

La quattordicesima

Ccnl commercio, terziario, studi professionali e tanti altri ancora (trovate l’elenco qui), prevedono in prossimità dell’estate il riconoscimento di una retribuzione aggiuntiva, la cosiddetta quattordicesima mensilità.

L’importo, pari all’ultima retribuzione lorda percepita, è però proporzionato al numero di mesi lavorati nell’ultimo anno (solitamente da luglio a giugno). Solo chi è in servizio (presso lo stesso datore di lavoro) da almeno 12 mesi beneficia dell’importo pieno: in altri casi viene proporzionato in base al numero di mensilità lavorate.

Ad esempio, chi è stato assunto da gennaio riceve una quattordicesima pari a 6/12 dell’ultimo stipendio percepito, esattamente la metà quindi.

La quattordicesima fa perdere il bonus in busta paga?

Per quanto il pagamento della quattordicesima sia molto atteso dai lavoratori, va detto che c’è una sorta di “beffa” di cui tener conto. Come anticipato, infatti, della quattordicesima si tiene conto ai fini della valutazione del limite entro cui stare per avere diritto allo sgravio contributivo (del 7% o del 6%, in base alla retribuzione percepita) riconosciuto entro uno stipendio lordo di 2.692 euro.

E dal momento che solitamente la quattordicesima “raddoppia” lo stipendio, è molto probabile che il suddetto limite venga superato. Ecco perché il “bonus” potrebbe non esserci nella busta paga di giugno, a fronte di una perdita che nel peggiore dei casi può essere pari a 100 euro netti.

Chi riceve un bonus di 175 euro sulla quattordicesima

Ci sono buone notizie per i lavoratori impiegati nei settori commercio, terziario e servizi, come pure per la distribuzione moderna organizzata.

Per loro, infatti, l’ultimo rinnovo di contratto ha riconosciuto un bonus, in aggiunta agli aumenti di stipendio, una tantum da erogare a luglio 2024 e 2025, contestualmente alla quattordicesima.

Per un lavoratore del quarto livello contrattuale l’aumento è di 175 euro (tanto per quest’anno quanto per il prossimo) lordi, mentre per tutti gli altri si va da 303 (per i quadri) a 121 euro circa (per un VII livello contrattuale).

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