Bonus bici a rischio click day: cosa fare per non perderlo

Bonus bici a rischio click day: i 120 milioni di euro stanziati come risorse dal DL Rilancio sono insufficienti. In attesa di sapere se la misura sarà rifinanziata, ecco cosa fare per non perdere l’incentivo alla mobilità sostenibile.

Bonus bici a rischio click day: cosa fare per non perderlo

Bonus bici, il rischio di un click day si fa sempre più concreto: le risorse stanziate per il nuovo incentivo alla mobilità sostenibile sono soltanto 120 milioni.

C’è dunque la possibilità che, per quando sarà operativa la piattaforma del Ministero dell’Ambiente (la cosiddetta Fase 2 dell’acquisto) i fondi siano già terminati.

Cosa fare per non perdere il bonus bici? La questione principale è sapere se la misura verrà rifinanziata o meno.

Su questo punto si stanno adoperando sia la ministra dei Trasporti Paola de Micheli che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: in audizione al Senato, entrambi hanno sollecitato i parlamentari affinché trovino ulteriori coperture durante il processo di conversione del decreto legge Rilancio alle Camere.

Bonus bici a rischio click day: cosa fare per non perderlo

I conti non tornano: per il bonus bici il decreto Rilancio ha stanziato solo 120 milioni di euro. Il contributo per la mobilità alternativa, pensato per evitare assembramenti sui mezzi pubblici e diluire il traffico, copre il 60% della spesa effettuata fino a un massimo di 500 euro.

Per quanto riguarda le tempistiche, il bonus ha validità retroattiva dal 4 maggio scorso, fino al 31 dicembre 2020.

Provando a ipotizzare un bonus medio di 250 euro, i fondi basterebbero solo per 480.000 acquisti.

Ecco perché si fa sempre più concreta l’ipotesi di un click day per accaparrarsi il bonus. Come fare per non perderlo? Per ora i numeri uno dei Ministeri coinvolti, ovvero Ambiente e Trasporti, stanno facendo pressioni in Parlamento affinché la misura venga rifinanziata.

Per saperlo dovremo aspettare la legge di conversione del decreto legge Rilancio. Fino ad allora, meglio sbrigarsi.

Bonus bici a rischio click day: i fondi sono insufficienti

Uno dei maggiori problemi è legato alla tempistica: per ottenere il rimborso del 60% della spesa sostenuta per comprare, nuovi o usati, biciclette, sia tradizionali che a pedalata assistita; handbike; monopattini; hoverboard; segway; servizi di mobilità condivisa a uso individuale bisogna attendere che la piattaforma del ministero dell’Ambiente sia operativa.

Per ora non c’è una data di lancio dell’applicazione web, ma c’è una scadenza: deve essere online entro 60 giorni dal 19 maggio, ovvero dalla data in cui è entrato in vigore il DL Rilancio.

È tramite la piattaforma che si dovrà chiedere il rimborso:

  • chi ha acquistato nella Fase 1, cioè quando l’applicazione web ancora non era operativa, dovrà allegare la fattura (e non lo scontrino) nell’istanza di rimborso;
  • chi vuole acquistare nella Fase 2 usufruendo dello sconto diretto, tramite l’applicazione web si genererà un buono spesa digitale.

Il problema è che, per quando sarà online la piattaforma, le risorse potrebbero già essere esaurite, e quindi non solo gli acquisti nella Fase 2 potrebbero semplicemente non sussistere, ma anche chi ha acquistato nella Fase 1 potrebbe non vedersi mai rimborsata la propria spesa.

È senza dubbio una grande delusione quella che si abbatte su tanti contribuenti che speravano di dare una “svolta green” alla propria vita, approfittando degli incentivi statali: lo conferma anche l’impennata di vendite degli ultimi giorni.

Non resta che sbrigarsi per acquistare il nuovo mezzo a due ruote, e sperare che la misura venga rifinanziata.

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