Bonus bici, oggi il click day: cosa fare per non perdere il rimborso

Bonus bici, il click day per ottenere il rimborso ci sarà oggi 3 novembre dalle 9: vediamo cosa fare per non perdere l’incentivo alla mobilità sostenibile.

Bonus bici, oggi il click day: cosa fare per non perdere il rimborso

Bonus bici, oggi martedì 3 novembre 2020 c’è il click day: dalle 9 si accede alla sala di attesa virtuale.

Alle 9:30 a tutti gli utenti in sala di attesa verrà assegnato un posto in coda, e dalle 9:30 in poi tutti gli utenti che accedono all’applicazione web otterranno un posto in coda.

Attenzione: l’ingresso alla sala d’attesa virtuale e il posto in coda non garantiscono il rimborso o la generazione del buono mobilità, che rimangono legati all’esaurimento delle risorse stanziate.

La piattaforma web è attesissima da migliaia di contribuenti, che dal 4 maggio a oggi hanno comprato biciclette, anche con pedalata assistita, monopattini anche elettrici, segway e hoverboard, così come i servizi di sharing mobility. Ma cosa fare per perdere il rimborso?

Facciamo il punto sulla procedura da seguire, i documenti da avere a portata di mano, e i numeri di assistenza messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente.

Bonus bici, oggi il click day: cosa fare per non perdere il rimborso

Bonus bici e monopattini finalmente al via da oggi 3 novembre: è giunto il giorno tanto atteso per le migliaia di cittadini che attendono il rimborso del 60% della spesa sostenuta fino a un massimo di 500 euro.

Come mai si parla di click day? Perché il rimborso avverrà nei limiti delle risorse disponibili. In totale, per la misura sono stati stanziati 210 milioni di euro: un cospicuo tesoretto, ma secondo i dati di Confindustria Ancma, dopo la fine del lockdown sono state vendute circa 540.000 bici, 200.000 in più nel confronto con il pari periodo 2019 (e si tratta di dati aggiornati allo scorso giugno, quindi non comprensivi delle vendite degli ultimi 4 mesi).

Calcolatrice alla mano, è chiaro che i 210 milioni di euro stanziati non riusciranno a coprire buona parte delle domande. I rimborsi verranno emessi secondo l’ordine temporale di arrivo delle istanze fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

È quindi fondamentale essere veloci nella richiesta di rimborso. Ecco come prepararsi per avere maggiori possibilità di essere rapidi ed efficienti:

  • avere già attiva un’identità SPID;
  • scannerizzare il documento di acquisto intestato a proprio nome (fattura o scontrino parlante) e farne uno documento in formato pdf;
  • avere pronta evidenza delle proprie coordinate bancarie per ricevere il rimborso.

Bonus bici, oggi 3 novembre il click day: cosa fare in caso di problemi tecnici

Visto che si prevede un “assalto” alla piattaforma, in caso di problemi tecnici si può telefonare al centralino del Ministero dell’Ambiente al numero 0657221, o all’Ufficio per le relazioni con il pubblico al 0657225722: chiamate e quesiti verranno inoltrati al team che si occupa dei rimborsi.

Si può anche scrivere una email all’indirizzo urp@minambiente.it.

Ricordiamo che hanno diritto al rimborso solo i residenti maggiorenni dei Comuni con almeno 50.000 abitanti. Rientrano tra i beneficiari anche i residenti maggiorenni di:

  • capoluoghi di Regione;
  • Città metropolitane;
  • capoluoghi di Provincia.

Possono usufruire del buono mobilità nel 2020 i maggiorenni che hanno la residenza, non il domicilio, nei capoluoghi di Regione e Provincia anche sotto i 50.000 abitanti, nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti)

Il buono mobilità può essere richiesto una sola volta e sono esclusi dall’acquisto gli accessori e/o componentistica (telai, ruote, motori elettrici, caschi, batterie, catene, lucchetti).

Difficile prevedere quanti, tra quelli che da oggi faranno domanda di rimborso, avranno diritto al bonus. Nel frattempo, il ministero dell’Ambiente ha assicurato di avere l’accordo col ministero dell’Economia, per inserire nuovi fondi nella Legge di Bilancio considerando le richieste non evase.

Questi fondi verranno in parte dalle aste verdi e in parte da fondi interni al ministero: non resta che attendere i numeri delle richieste e la prossima manovra si organizzerà di conseguenza.

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