Bonus bici, la bozza del decreto attuativo: ok del Garante per lo Spid

Bonus bici, il Garante della Privacy ha dato l’ok all’utilizzo dello Spid per la verifica dei dati personali dei richiedenti del rimborso. Un passo in avanti nella scrittura del decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente, ancora in bozza, mentre si attende la pubblicazione della piattaforma.

Bonus bici, la bozza del decreto attuativo: ok del Garante per lo Spid

Bonus bici, il Ministero dell’Ambiente sta lavorando alla bozza del decreto attuativo, dal quale dipenderà la messa online della piattaforma con cui richiedere il rimborso.

La piattaforma, annunciata per metà luglio ma di cui non si vede ancora l’ombra, è fondamentale: senza di essa il bonus bici rimane solo sulla carta.

Si è fatto però un passo in avanti, poiché il Garante della Privacy ha dato l’ok all’utilizzo dello Spid per verificare i dati personali di chi riceverà l’incentivo. Ricordiamo che l’incentivo per la mobilità sostenibile non dipende dal reddito, ma dalla residenza.

Bonus bici, la bozza del decreto attuativo: ok del Garante per lo Spid

Un piccolo passo per il bonus bici, un grande passo per i contribuenti: sembra che il decreto attuativo del Ministero dell’Ambiente stia man mano prendendo forma.

Per ora, anche se ancora non c’è una data sicura per la messa online dell’app con cui richiedere il rimborso della spesa effettuata, almeno il Garante della Privacy ha dato il via libera all’uso dello Spid per verificare i dati personali dei richiedenti.

Lo schema di decreto interministeriale è composto da 16 articoli e due capi: il primo per il bonus bici, valido dal 4 maggio al 31 dicembre 2020, e il secondo per il bonus rottamazione, valido dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

Tuttavia, il Garante ritiene opportuno un perfezionamento del testo del decreto del ministero dell’Ambiente per quanto riguarda il ricorso alle dichiarazioni sostitutive, che i beneficiari devono rendere al momento della richiesta del bonus.

Le modifiche al testo dovranno esplicitare, dove possibile, le modalità e i soggetti presso i quali il Ministero effettua la verifica della sussistenza dei requisiti dichiarati.

Bonus bici e rottamazione: ecco i requisiti

In attesa della pubblicazione del decreto, e di conseguenza della piattaforma attraverso cui richiedere il rimborso del 60% della spesa sostenuta (fino a un massimo di 500 euro), è bene riepilogare i requisiti per accedere al bonus bici e al bonus rottamazione.

Non ci sono parametri reddituali, come anticipato, ma a fare la differenza sarà il luogo di residenza. Di fatti, hanno accesso all’incentivo i residenti maggiorenni dei Comuni con almeno 50.000 abitanti. Rientrano tra i beneficiari anche i residenti maggiorenni di:

  • capoluoghi di Regione;
  • Città metropolitane;
  • capoluoghi di Provincia.

Specifichiamo che possono usufruire del buono mobilità nel 2020 i maggiorenni che hanno la residenza, non il domicilio, nei capoluoghi di Regione e Provincia anche sotto i 50.000 abitanti, nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti).

Le Città Metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni appartenenti alle suddette Città metropolitane è consultabile sui relativi siti istituzionali.

Secondo il decreto Rilancio, il nuovo bonus bici “include” il bonus rottamazione, ma il cui decreto attuativo è rimasto in stand by a causa dell’emergenza sanitaria.

Al bonus rottamazione avranno accesso i residenti dei Comuni interessati da procedure di infrazione comunitaria in materia di qualità dell’aria. In questo caso, a fronte della rottamazione (entro il 31 dicembre 2021) di un autoveicolo fino alla classe di emissioni Euro 3 (o di un motociclo fino a Euro 2 o Euro 3 se a due tempi) non sarà previsto uno sconto sull’acquisto di una nuova vettura, ma un bonus.

Il bonus va dai 500 ai 1.500 euro spendibile, entro i tre anni successivi, per sottoscrivere abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale oppure comprare biciclette, anche a pedalata assistita, veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (monopattini, segway, hoverboard) e i servizi di mobilità condivisa a uso individuale che utilizzino questa tipologia di mezzi (non car sharing).

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