Sono 315 i piccoli Comuni italiani che hanno introdotto incentivi e bonus per famiglie, imprese e start-up per cercare di combattere lo spopolamento.
Il Piano Nazionale Borghi è una misura finanziata per 1,02 miliardi tramite fondi PNRR, che mira a potenziare la rigenerazione culturale nei piccoli centri storici. Secondo gli ultimi dati Istat, sono almeno sette su dieci i piccoli Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, mentre sempre più zone rurali montane della nostra penisola rischiano lo spopolamento a causa di trasferimenti verso le città e chiusura di attività commerciali locali.
Per invertire questa tendenza e far rinascere i piccoli centri cittadini, dal 2014 è attiva la Strategia nazionale per le aree interne (Snai) che mira a migliorare la qualità dei servizi e le opportunità economiche con particolare attenzione agli ambiti principali della vita quotidiana: l’istruzione, la sanità e la mobilità. Con la legge 131/2025, inoltre, è stata effettuata una riorganizzazione della classificazione delle aree ad alta quota che possono accedere a fondi nazionali e regionali dedicati allo sviluppo socio-economico.
Sono almeno 315 i piccoli Comuni italiani che hanno già avviano iniziative locali per la promozione del turismo e del territorio introducendo incentivi per le famiglie che si trasferiscono, agevolazioni fiscali per chi apre nuove attività e altri bonus utili per attirare nuovi cittadini.
Bonus e incentivi per le famiglie che si trasferiscono nei piccoli Comuni
Sempre più Regioni e Comuni, da Nord a Sud Italia, investono in iniziative economiche per incentivare il trasferimento dei giovani e delle famiglie nei piccoli Comuni che altrimenti rischierebbero di scomparire. Le agevolazioni e i bonus variano da Regione a Regione, ma generalmente offrono un contributo in denaro per l’acquisto di un immobile oppure un sussidio mensile per chi trasferisce la residenza in un Comune con meno di 5.000 abitanti.
La Provincia Autonoma di Trento, per esempio, ha lanciato un bando che offre fino a 100.000 euro a chi si trasferisce in uno dei 33 comuni montani a rischio spopolamento.
Iniziative simili, ma con contributi ridotti a 20.000 euro, si registrano anche nei piccoli Comuni delle zone interne e rurali della Sardegna, della Calabria e di altre Regioni italiane.
In alcune zone italiane è attiva l’iniziativa di case a 1 euro, utile per la riqualificazione di immobili attualmente in disuso e per attrarre nuovi cittadini in zone a rischio spopolamento. In questo caso, è possibile acquistare immobili a un prezzo simbolico di 1 euro e impegnarsi nella ristrutturazione e riqualificazione degli stessi per poi trasferirvi la residenza.
Bonus bebè in Sardegna e sostegno su affitti e mutui
La Sardegna offre incentivi vari ai giovani e alle coppie che decidono di trasferire la residenza in uno dei piccoli Comuni a rischio spopolamento: la Regione ha introdotto un credito d’imposta pari al 50% sulla spesa, fino a un massimo di 15 mila euro, per chi compra o acquista la prima casa in un piccolo paese dell’isola.
Inoltre, è previsto anche un bonus bebè per le famiglie che accoglieranno nuove vite. Nel dettaglio, viene erogato un bonus di 600 euro al mese per il primo figlio, e poi 400 euro dal secondo, purché il nucleo tenga la residenza in Regione per almeno cinque anni.
Incentivi per lo sport in Piemonte
Il Piemonte, invece, ha deciso di puntare sulla riqualificazione degli impianti sportivi per la popolazione. Nel 2025 la Regione aveva pubblicato un bando, dal valore di 1,4 milioni di euro, destinato a Comuni e Comunità montane fino a 15 mila abitanti per il potenziamento dello sport, a partire dalla riqualificazione degli impianti.
Sostegno e incentivi alle imprese e alle start up
Oltre alle iniziative rivolte alle famiglie o ai giovani, ci sono anche numerose agevolazioni per chi desidera avviare nuove attività nei piccoli Comuni italiani. Il Bando Borghi 2026 offre contributi a fondo perduto fino a 75.000 euro (a copertura di massimo 90% delle spese o al 100% per imprese giovanili o femminili), per avviare o sviluppare attività commerciali, turistiche, culturali e artigianali nei comuni storici selezionati dal Ministero della Cultura.
Il bando si rivolge a micro, piccole e medie imprese in costituzione o appena avviate che intendono operare in uno dei borghi riconosciuti dal Ministero. Saranno quindi finanziabili le seguenti spese: ristrutturazione di immobili, acquisto di macchinari, impianti, arredi, programmi informatici, brevetti, materie prime e servizi di consulenza.
Le Regioni e i Comuni si stanno muovendo anche in autonomia per favorire la nascita di nuove attività commerciali sui propri territori.
Incentivi al commercio in Lombardia
La Lombardia deve fare i conti con lo spopolamento di alcuni piccoli Comuni, mentre nelle grandi città si deve affrontare il caro affitti e il caro spesa.
Per far rivivere anche i piccoli borghi, Palazzo Lombardia ha confermato anche per il 2026 le agevolazioni per l’apertura di nuove attività di commercio al dettaglio impegnate nel comparto alimentari e generi di prima necessità nelle frazioni e nelle realtà con meno di 3 mila abitanti.
Le altre iniziative locali
Anche in molte altre zone da Nord a Sud Italia si moltiplicano le iniziative adottate dalle amministrazioni per intercettare nuovi residenti:
- in Valchiavenna, a Sondrio, la Comunità montana ha stanziato 400 mila euro per l’apertura di bar, attività artigianali e negozi di prossimità;
- a Radicondoli, piccolo paese di circa mille abitanti in provincia di Siena, ha promosso con l’iniziativa «WivoaRadicondoli» con incentivi agli affitti per i nuovi residenti;
- a Castelletto Sopra Ticino, a nord di Novara, invece, il Comune ha stanziato risorse per attrarre giovani famiglie nel borgo.
La speranza è che tutte queste iniziative locali possano portare davvero a un’inversione di tendenza e al ripopolamento di moltissime aree rurali e montane.