Bonus 600 euro: gli esclusi di marzo potranno averlo. Ecco chi sono

Bonus 600 euro: i professionisti ordinisti iscritti alle casse di previdenza private, esclusi a marzo da vecchi requisiti poi abrogati, potranno averlo secondo il parere del ministero del Lavoro.

Bonus 600 euro: gli esclusi di marzo potranno averlo. Ecco chi sono

Bonus 600 euro: gli esclusi dalla mensilità di marzo potranno finalmente averlo come da parere del ministero del Lavoro.

La possibilità di avere il bonus 600 euro per gli esclusi di marzo è riservata nello specifico agli iscritti alle casse di previdenza private per i quali, al fine di erogare il bonus 600 euro è stato previsto dal decreto Cura Italia il Fondo per il reddito di ultima istanza.

Stiamo parlando dei liberi professionisti iscritti agli ordini come avvocati o architetti che sono ancora in attesa del decreto per avere la terza mensilità di maggio, il bonus 1.000 euro.

Una parte dei professionisti iscritti alle casse di previdenza è stata esclusa dal bonus 600 euro di marzo perché iscritti anche a INPS.

La Direzione generale per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro ha risposto al chiarimento richiesto dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti (CPADC).

La risposta è arrivata con la nota 29/7330 laddove anche altre casse previdenziali avevano chiesto chiarimenti sul bonus 600 euro e gli esclusi di marzo, che ora potranno prenderlo.

Bonus 600 euro: gli esclusi di marzo possono averlo

Il bonus 600 euro possono averlo ora anche gli esclusi di marzo, vale a dire i liberi professionisti iscritti agli ordini e alle casse di previdenza relative.

In particolare sono stati esclusi dal bonus 600 euro di marzo i professionisti titolari di partita IVA anche iscritti all’INPS.

L’articolo 34 del decreto Liquidità n.23/2020 stabiliva come requisito fondamentale per avere il bonus 600 euro di cui all’articolo 44 del decreto Cura Italia, quello dell’esclusività dell’iscrizione alla cassa previdenziale di appartenenza.

Con il decreto Rilancio però all’articolo 78 e in particolare con il decreto interministeriale del 29 maggio che definisce i criteri e le modalità di assegnazione del bonus 600 euro di aprile, sono ammessi anche coloro che sono iscritti all’INPS, ma con contratto a tempo determinato.

Il bonus 600 euro resta così precluso agli iscritti sia alla cassa professionale sia a INPS con contratto a tempo indeterminato. Il ministero del Lavoro riconosce quindi anche il bonus 600 euro di marzo a questi, dal momento che la norma che lo stabiliva è venuta meno. Ma non tutte le domande per il bonus 600 euro di marzo rientrano nel parere.

Bonus 600 euro di marzo: alcuni non lo avranno mai

Il bonus 600 euro di marzo alcuni potrebbero non averlo mai tra i professionisti con cassa iscritti anche a INPS.

Nel parere pervenuto dal ministero si parla delle richieste pendenti, che come riporta Il Sole 24 Ore, escluderebbe secondo l’interpretazione prevalente coloro che hanno revocato la domanda.

Possono tuttavia chiedere il bonus 600 euro di marzo coloro che hanno fatto domanda prima dell’introduzione del requisito dell’esclusività e coloro che hanno presentato la richiesta tra il 9 aprile e il 19 maggio 2020, quando il dl Rilancio è entrato in vigore.

La decisione da parte del ministero del Lavoro è arrivata dopo che il CNPADC ha chiesto il parere ministeriale perché le domande arrivate alla cassa entro il 28 aprile relative al bonus 600 euro di marzo sono state 28.450, ma quelle non evase, proprio per il venir meno di quel requisito, sono state 908.

Le casse di previdenza hanno quindi dovuto richiedere di modificare a molti, proprio per il cambio di requisiti, le domande già arrivate per il bonus 600 euro di marzo. La notizia del parere in relazione all’inclusione degli esclusi dal bonus 600 euro di marzo, al di là delle domande revocate di cui abbiamo detto, è stata commentata con entusiasmo dal presidente della cassa dei commercialisti Walter Anedda:

“La linea interpretativa proposta dalla Cassa è stata fatta propria dal ministero e va non solo a vantaggio dei 908 colleghi che erano rimasti esclusi ma anche degli iscritti delle altre Casse che si trovano nella medesima situazione.”

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