Nuovo bonus 200 euro a fine luglio: decreto confermato anche con la crisi di governo

Luna Luciano

17 Luglio 2022 - 13:12

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Con la crisi di Governo in molti si preoccupano per il bonus 200, ma il ministro Orlando rassicura: anche in caso di dimissioni il decreto è confermato.

Nuovo bonus 200 euro a fine luglio: decreto confermato anche con la crisi di governo

Bonus 200 euro è salvo anche in piena crisi di governo.

Dopo la decisione del Movimento 5 stelle e del leader Giuseppe Conte di non votare la fiducia al Governo Draghi sul decreto Aiuti in Senato, il premier Mario Draghi ha deciso di rassegnare le dimissioni, poi respinte dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Davanti a una crisi di Governo che avanza, mentre il presidente del Consiglio sta valutando la tenuta del governo in Parlamento, le preoccupazioni possono essere molteplici, tra queste è naturale domandarsi cosa accadrà ai provvedimenti in agenda ancora non completamente attuati.

Per questo motivo i contribuenti si domandano se il possibile scioglimento delle Camere possa avere delle conseguenze anche sull’erogazione del bonus 200 euro, l’incentivo introdotto per aiutare i cittadini a far fronte almeno parzialmente all’aumento dei prezzi degli ultimi mesi, che molti italiani dovrebbero ricevere a luglio.

A rassicurare i cittadini è intervenuto il ministro Orlando: il Bonus 200 euro rimarrà anche se cade il governo. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Crisi di Governo, cosa può accadere al bonus 200 euro

È fondamentale rassicurare fin da subito i lettori, il bonus 200 euro in busta paga, atteso per fine luglio, non è a rischio né con la crisi, né se il Governo Draghi dovesse cadere: la misura non verrà annullata, cosa che potrebbe accadere con altri provvedimenti come il taglio del cuneo fiscale. La differenza con le altre misure è che il bonus 200 euro è già stato ratificato e approvato nel decreto legge Aiuti, quindi la sua erogazione dovrà essere portata a termine anche se si andasse alle elezioni anticipate.

Inoltre il bonus è già arrivato ad alcune categorie tra i beneficiari come ipensionati che lo hanno ricevuto con il cedolino di luglio 2022, e potrebbe essere già arrivato anche per qualche lavoratore dipendente, nonostante la maggior parte lo riceverà con lo stipendio di luglio a fine mese, se non all’inizio di agosto. L’erogazione è prevista a luglio anche per i beneficiari del reddito di cittadinanza e i lavoratori domestici.

L’unica conseguenza della crisi di governo attuale potrebbe essere la mancata estensione del bonus, come invece ipotizzato dall’attuale Governo di erogare il Bonus anche successivamente.

Bonus 200 euro è salvo anche con la crisi di governo: ecco perché

Anche se il governo dovesse cadere il decreto Aiuti sarà attuato, e con esso il bonus 200 euro. Infatti anche se si dovesse andare in anticipo alle urne, il premier Mario Draghi resterà al suo posto per gli affari correnti.

Per questo è stato confermato per il 21 luglio l’appuntamento con le associazioni imprenditoriali del commercio e dell’artigianato, dopo quelli dei giorni precedenti con i sindacati e con Confindustria e che vede la discussione del corposo decreto Aiuti, il pomo della discordia che ha visto uscire dall’aula del Senato il Movimento 5 stelle, non votando la fiducia al governo.

L’obiettivo del decreto, come sottolineato più volte dall’attuale esecutivo, è quello di aiutare le famiglie ad affrontare l’inflazione e il rincaro delle bollette e del carburante. A rassicurare sul destino del decreto aiuti e del bonus 200 euro anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha ribadito che se anche le Camere dovessero essere sciolte, il premier Draghi rimarrà al suo posto fino a quando non si insedierà il nuovo governo, quindi non prima di novembre in caso di elezioni a fine settembre. I cittadini possono tirare un sospiro di sollievo: i provvedimenti attuali non saranno accantonati.

Se per il bonus 200 euro non si prospettano sorprese, per scoprire come si evolverà l’attuale crisi di governo, occorrerà attendere alcuni giorni, a partire da mercoledì 20 luglio, Draghi si presenterà in Parlamento per spiegare ai partiti le motivazioni alla base della sua scelta, e solo allora si potrà comprendere a quale esito porterà lo strappo apertosi nella maggioranza.