Bonus 150 euro reddito di cittadinanza: per cosa si può spendere?

Luna Luciano

05/12/2022

05/12/2022 - 22:35

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Presto sarà accreditato il bonus 150 euro anche ai percettori del Reddito di cittadinanza, ma per cosa potrà essere speso il bonus? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Bonus 150 euro reddito di cittadinanza: per cosa si può spendere?

Molto presto anche i percettori del Reddito di cittadinanza riceveranno il tanto atteso bonus 150 euro sulla carta RdC, il contributo una tantum introdotto dal precedente Governo con il decreto Aiuti ter come sostegno ai cittadini per affrontare il rincaro dei prezzi dovuti alla crisi economica e l’inflazione.

A partire da questo mese quindi le persone che percepiscono il Reddito di cittadinanza e che rientrano nei criteri per ottenere il bonus, ossia laddove nessun altro componente abbia diritto all’indennità per altro titolo, registreranno un aumento dell’importo grazie all’accredito del bonus.

A differenza però degli altri beneficiari, i percettori del Reddito di cittadinanza potrebbero giustamente domandarsi per cosa possa essere speso il bonus 150 euro. La carta RdC, infatti, può essere impiegata solo in determinate tipologie di spese e acquisti.

È quindi opportuno fare chiarezza sulla questione, cercando di capire se i percettori del Reddito possono spendere il bonus come tutti gli altri beneficiari oppure no: ecco tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Bonus 150 euro: non tutti possono spenderlo liberamente: ecco perché?

Il bonus 150 euro è solo una delle tante misure adottate negli ultimi mesi per sostenere le famiglie nel periodo di difficoltà economica. Dopo il bonus da 200 euro previsto per chi ha avuto un reddito nel 2021 inferiore ai 35mila euro; il governo Draghi ha ritenuto opportuno erogare un secondo aiuto, il bonus 150 euro..

Ecco quindi che il bonus 150 ha consentito a pensionati, a lavoratori dipendenti e autonomi, a disoccupati e a coloro che beneficiano del Rdc di tirare un breve sospiro di sollievo nell’affrontare il caro-prezzi in costante aumento, causato dalla crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina e dal cambiamento climatico che ha comportato numerosi danni alle filiere di produzione: basti pensare che entro fine anno un litro di latte potrebbe costare 3 euro.

E se teoricamente il bonus 150 euro può essere impiegato dalle persone come meglio credono, il dubbio dei percettori del Reddito di cittadinanza è quanto mai lecito. Infatti, questi sono l’unica categoria tra i beneficiari che non potranno spendere il bonus come più desiderano, in quanto questo viene accreditato sulla carta RdC e quindi vincolato alle regole del Reddito.

Bonus 150 euro sulla carta RdC: per cosa si può spendere?

Come anticipato, poiché il bonus 150 euro sarà versato sulla carta RdC e quindi il bonus una tantum potrà essere speso solo secondo gli stessi criteri del RdC previsti per il sostegno economico.

Questo vuol dire che i percettori del Reddito potranno utilizzare il bonus per diverse tipologie di spesa, ma non tutte: ad esempio non potranno utilizzare il bonus - così come il Reddito - per acquistare articoli di gioielleria o pellicceria.

Invece, sarà possibile utilizzare il bonus per pagare le bollette, fare la spesa, comprando generi alimentari e bevande, acquistando farmaci e medicinali, pagare visite mediche e prodotti per l’igiene personale, oltre che per acquistare tutto l’occorrente per una corretta formazione scolastica, ossia libri, corsi di formazione. Non solo, il bonus potrà essere impiegato anche per poter comprare i biglietti per eventi culturali, come teatro, cinema e concerti.

Ancora sarà possibile utilizzare il bonus 150 euro - così come il Reddito di cittadinanza - per l’acquisto di articoli sportivi o pagare corsi di sport, trattamenti estetici, benzina, indumenti per l’abbigliamento (esclusa ovviamente la pellicceria), per i mezzi pubblici e per strumenti elettronici dallo smartphone fino agli elettrodomestici. Infine, è importante ricordare che il contributo dovrà essere speso entro la fine del mese di dicembre (laddove sia stato già pagato a novembre) o gennaio (quando pagato a dicembre), ossia entro il mese successivo all’accredito.

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