Vuoi trasferirti in un luogo caratterizzato da pace e paesaggi mozzafiati? In Trentino ti pagano per farlo: ecco come ricevere 100.000 euro per l’acquisto e la ristrutturazione di una casa.
Quest’anno il Trentino-Alto Adige ha registrato un vero e proprio boom di presenze turistiche: sempre più italiani hanno scelto la montagna come alternativa al mare, attratti da paesaggi unici e da un ritmo di vita più lento e sostenibile.
Ma se oltre a una vacanza ci fosse la possibilità di trasferirsi stabilmente in questi luoghi? La buona notizia è che presto riaprirà la procedura per richiedere il contributo per la rivitalizzazione delle aree a rischio abbandono, messo a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento.
Il problema dello spopolamento, infatti, riguarda anche il Trentino: molti piccoli borghi, pur immersi in scenari mozzafiato, vedono diminuire la popolazione a causa del trasferimento verso le città. Per contrastare questo fenomeno, la Provincia ha introdotto un incentivo rivolto a chi decide di recuperare o acquistare un immobile e trasformarlo nella propria abitazione principale (o in alternativa affittarlo a canone moderato).
Un’opportunità che incontra anche le nuove tendenze legate al lavoro da remoto e alla figura del nomade digitale, sempre più attratto da zone rurali e montane dove riscoprire il contatto con la natura e una migliore qualità della vita.
E per chi teme l’aspetto economico, arriva la soluzione: trasferendosi in uno dei comuni selezionati, è possibile ottenere un bonus fino a 100.000 euro, da utilizzare per l’acquisto e la ristrutturazione della casa.
La prima finestra utile per inviare le domande si è chiusa lo scorso 30 giugno 2025, ma la seconda si aprirà il prossimo 8 settembre, restando attiva fino al 23 ottobre 2025. Vediamo dunque quali sono i requisiti, come partecipare e cosa bisogna sapere per non lasciarsi sfuggire questa occasione unica.
Cos’è e a cosa serve
Bisogna subito precisare che il cosiddetto bonus da 100.000 euro non è un trasferimento diretto in denaro, bensì un contributo a fondo perduto pensato per favorire il recupero e la riqualificazione di immobili nei comuni del Trentino a rischio spopolamento.
L’iniziativa, avviata in via sperimentale dalla Provincia autonoma di Trento con la delibera n. 592 del 29 aprile 2025 (che trovate in allegato in coda), ha l’obiettivo di rivitalizzare i borghi montani e contrastare l’abbandono delle aree periferiche, incentivando l’arrivo di nuovi residenti o la locazione a canone calmierato.
Il sostegno è rivolto alle persone fisiche che acquistano e ristrutturano case da destinare a abitazione principale o da affittare a canone moderato per almeno 10 anni (rappresentando così anche una forma di investimento).
Nel dettaglio, questo contributo copre fino al 40% della spesa ammessa (massimo 200.000 euro, minimo 10.000 euro), con un tetto di 80.000 euro per unità abitativa. A questo si può aggiungere un ulteriore incentivo fino a 20.000 euro (pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile), portando così il beneficio complessivo a 100.000 euro.
Chi può richiedere il contributo
Il bonus della Provincia autonoma di Trento è pensato per le persone fisiche che intendono acquistare o recuperare un immobile nei comuni a rischio spopolamento, quali:
- Altavalle
- Bleggio Superiore
- Bondone
- Borgo Chiese
- Bresimo
- Canal San Bovo
- Castel Condino
- Castello Tesino
- Cinte Tesino
- Cis
- Dambel
- Frassilongo/Garait
- Grigno
- Livo
- Luserna/Lusérn
- Mezzano
- Novella
- Ospedaletto
- Peio
- Pieve di Bono-Prezzo
- Pieve Tesino
- Rabbi
- Rumo
- Sagron Mis
- Segonzano
- Sover
- Terragnolo
- Tre Ville (esclusa la località Palù di Madonna di Campiglio – Comune catastale Ragoli II)
- Valdaone
- Valfloriana
- Vallarsa
- Vermiglio
Per poter accedere al sostegno è necessario essere titolari (o diventarlo entro 6 mesi dalla domanda) di un diritto reale sull’immobile e trasferire la residenza entro 1 anno dalla conclusione dei lavori. Chi opta per la locazione deve invece stipulare entro lo stesso termine un contratto di affitto calmierato.
Restano esclusi dal contributo gli immobili di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9) e quelli situati in condominio, mentre ogni edificio può comprendere fino a un massimo di 8 unità abitative. Non è ammesso, inoltre, l’acquisto da parenti o affini entro il primo grado o da società a loro riconducibili, né la cumulabilità con altre agevolazioni pubbliche relative al medesimo intervento.
I criteri di priorità premiano:
- i richiedenti con meno di 45 anni,
- gli immobili situati in insediamenti storici,
- le case destinate a prima abitazione.
Quali spese sono ammissibili e quanto spetta
Il contributo copre in parte le spese sostenute per interventi di recupero edilizio su abitazioni da destinare a residenza principale o da affittare a canone moderato. Sono ammesse sia le opere interne sia quelle esterne all’edificio, purché rispettino i criteri del bando e siano regolarmente documentate con fatture emesse dopo l’approvazione delle regole.
Le lavorazioni sugli interni possono riguardare, ad esempio, muri, solai, serramenti, impianti idraulici, termici (con esclusione dei pannelli fotovoltaici), elettrici o scale interne non comuni, per un importo massimo riconosciuto di 125.000 euro. Quelle sugli esterni possono invece includere tetto, facciate, murature, elementi architettonici di pregio, balconi, scale, recinzioni e pavimentazioni. Rientrano nel contributo anche le spese tecniche, nel limite del 10% dell’importo ammesso per ciascuna tipologia di intervento.
Come anticipato, questo aiuto copre fino al 40% della spesa (con tetto massimo di 200.000 euro e minimo di 10.000 euro) per gli immobili situati in insediamenti storici, e fino al 35% negli altri casi. A questi importi può sommarsi una quota aggiuntiva fino a 20.000 euro, pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile, se l’acquisto avviene entro 6 mesi dalla presentazione della domanda. Solo in questo caso il sostegno può arrivare complessivamente a 100.000 euro.
Come partecipare e dove vale il bonus
Le domande devono essere presentate esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica Stanza del Cittadino, utilizzando la propria identità digitale (Spid, Cie o Cns). Ogni richiedente compila la domanda per sé, e nel caso di più unità immobiliari deve presentare un modulo per ciascuna. È possibile presentare l’istanza anche per conto di altri richiedenti tramite delega.
Per il 2025 sono previste due finestre temporali: la prima si è svolta dal 19 maggio al 30 giugno, mentre la seconda è fissata dall’8 settembre al 23 ottobre 2025. Le richieste saranno valutate in base all’ordine cronologico di arrivo, con priorità per immobili negli insediamenti storici, destinati a prima abitazione o presentati da richiedenti under 45.
La documentazione da allegare comprende la dichiarazione del richiedente, la relazione tecnica firmata digitalmente da un professionista, i preventivi o computi metrici estimativi, le fotografie e l’assenso ai lavori da parte di eventuali altri proprietari.
Per maggiori dettagli sull’iniziativa vi rimandiamo al testo della delibera provinciale che potete scaricare di seguito.
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