Bonus 100 euro dimezzato dalla Legge di Bilancio: ma è un errore del Governo

Antonio Cosenza

30 Dicembre 2020 - 11:58

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Taglio al cuneo fiscale: dimezzato nel 2021 a causa di un errore nella Legge di Bilancio (che tuttavia verrà corretto).

Bonus 100 euro dimezzato dalla Legge di Bilancio: ma è un errore del Governo

Cuneo fiscale: il bonus 100 euro è stato ridotto dalla Legge di Bilancio a causa di un errore che il Governo promette di proteggere in tempi brevi.

Vero che la Legge di Bilancio 2021 verrà approvata in un contesto straordinario rispetto agli altri anni, con la pandemia che sicuramente ne avrà rallentato le procedure, ma va detto che Governo e Parlamento non si sono di certo contraddistinti per celerità e precisione.

Per approvare la Legge di Bilancio nei tempi prestabiliti ed evitare l’esercizio provvisorio è stato deciso di porre la fiducia al Senato, senza mandato al relatore e senza neppure il tempo di approvare altre modifiche. E questo impedirà di correggere un errore presente nel testo del provvedimento con il quale il bonus di 100 euro introdotto con il taglio al cuneo fiscale verrebbe dimezzato nel 2021 rispetto all’anno in corso.

Un errore che il Governo promette verrà corretto, ma proprio perché i tempi per l’approvazione della Legge di Bilancio sono ristretti non potrà esserci alcuna correzione in aula. Sarebbe bastato, infatti, un emendamento alla manovra finanziaria, ma questo non sarà possibile in quanto il Governo ha scelto di evitare qualsiasi modifica da parte del Senato.

Di conseguenza, per risolvere questa situazione paradossale servirà approvare un decreto correttivo alla Legge di Bilancio, così da mantenere saldo l’importo della detrazione secondo quanto previsto dal piano per il taglio del cuneo fiscale.

Una situazione, quindi, che non avrà ripercussioni per le tasche dei lavoratori dipendenti, in quanto dal Governo ci tengono a precisare che non c’è alcun rischio che il bonus 100 euro in busta paga venga dimezzato nel 2021 poiché correggere l’errore è semplice e soprattutto possibile visto che le coperture ci sono, ma quanto successo dimostra comunque la confusione che è stata fatta sul provvedimento più importante dell’anno.

Bonus 100 euro dimezzato dalla Legge di Bilancio 2021

Con la riforma del cuneo fiscale attuata dal 1° luglio 2020 è stato possibile incrementare l’importo del bonus Renzi in busta paga, passato da 80,00 a 100,00 euro. Il vantaggio della riforma è stato anche quello per cui è stata incrementata la soglia di reddito entro la quale godere appieno del bonus IRPEF: non più 26.600 euro, bensì 28.000 euro.

Ma se l’importo della detrazione nel 2020 è stato di appena 600 euro, visto che questo è stato riconosciuto su un totale di 6 mesi e non di 12, nel 2021 questo dovrà raddoppiare arrivando a 1.200 euro. Peccato, però, che così come scritta la Legge di Bilancio 2021 non è previsto alcun aumento della detrazione, la quale resterebbe di 600 euro l’anno anche nel 2021 prevedendo così un bonus da 50,00 euro al mese anziché di 100.

Il Governo ha riconosciuto che c’è l’errore nella Legge di Bilancio 2021 e per qualche ora c’è stata la preoccupazione riguardante la mancanza di risorse. Qualora nella Legge di Bilancio 2021 fossero state stanziate le risorse per un bonus di soli 50,00 euro, infatti, non sarebbe stato così semplice correggere l’errore.

Tuttavia, le risorse per la detrazione - che a regime costa 5 miliardi l’anno - ci sono e anzi, come spiegato dal Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ne avanzano anche 1,6 miliardi di euro.

Su quanto accaduto è intervenuto anche il Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, la quale ha archiviato la vicenda spiegando che la Commissione Bilancio “ha inviato il parere sull’equilibrio di bilancio” e che “il viceministro Misiani ha assicurato che non ci sono problemi di coperture”. Per questo motivo - aggiunge la Casellati - “devo ritenere che la procedura sia corretta”.

Insomma, il bonus Irpef nel 2021 per coloro che hanno redditi inferiori ai 28.000 euro sarà comunque di 100 euro, ma servirà un decreto correttivo per confermare questa cifra. Ricordiamo anche che sopra la soglia dei 28.000 euro la detrazione si riduce progressivamente fino ad arrivare a zero alla soglia dei 40.000 euro.

Un errore che quindi non dovrebbe avere ripercussioni sui lavoratori ma che comunque è un danno d’immagine per il Governo, nonché per tutti coloro che dopo un “attento” esame della Legge di Bilancio alla Camera non si sono resi conto in tempo dell’errore.

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