Bonifico parlante sbagliato: come correggere gli errori per non perdere le detrazioni

Caterina Gastaldi

26 Maggio 2022 - 18:40

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In caso di errori nella compilazione del bonifico parlante è possibile correggerli: ecco la procedura da seguire.

Bonifico parlante sbagliato: come correggere gli errori per non perdere le detrazioni

Cosa fare in caso di errori nel bonifico parlante? Questo bonifico è così chiamato perché contiene più dati rispetto ai bonifici ordinari, avendo più informazioni da comunicare.

In particolare, all’interno di questa tipologia di bonifici è obbligatorio inserire la causale, oltre ad altri dati, ma proprio per via del maggior numero di informazioni richieste, è più facile incorrere in errori di compilazione. Ecco una breve guida per capire come fare per correggerli e non perdere le detrazioni.

Per cosa si usa il bonifico parlante

Il bonifico parlante è un metodo di pagamento utilizzato dai cittadini nel momento in cui vengono eseguiti lavori edilizi e si desidera accedere a detrazioni fiscali. Infatti, il bonifico è un documento che va ad attestare le ragioni dei pagamenti, come nel caso di riqualificazione energetica.

Si tratta infatti dell’unica modalità di pagamento accettata per poter accedere ai bonus edilizi, possibilità valida solo nel caso in cui i dati vengano compilati correttamente.

Può essere fatto sia online, sia offline, e attraverso il bonifico parlante gli enti pubblici, come l’Agenzia delle Entrate per esempio, possono avere le informazioni necessarie per accedere ai bonus per i lavori di riqualificazione energetica o per le opere di ristrutturazione.

Errori nella causale del bonifico parlante, come fare?

Le informazioni indispensabili da inserire all’interno del bonifico parlante per poter accedere ai bonus sono tre, ovvero:

  • i dati dell’ordinante del bonifico;
  • la causale, con all’interno le indicazioni riferite alla norma riguardante l’intervento effettuato e al bonus a esso legato. È anche consigliato inserire i riferimenti della fattura in modo da risalire al documento preciso;
  • i dati del beneficiario del bonifico.

In passato, commettere degli errori poteva pregiudicare l’accesso ai bonus e quindi alle detrazioni, ma le norme riguardanti queste situazioni sono state modificate per evitare problemi. In caso di errori nella compilazione ci sono due strade percorribili:

  • farsi rimborsare e ripetere il pagamento;
  • farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio.

È da precisare che gli errori nella causale del bonifico non vanno a pregiudicare l’accesso alle detrazioni fiscali, mentre questo accade con l’utilizzo di un metodo di pagamento sbagliato, come il bonifico ordinario.

Questa regola è valida a patto che i dati inseriti all’interno del bonifico consentano di individuare in maniera incontrovertibile i soggetti, l’oggetto dell’operazione di pagamento e il beneficiario del versamento, ai fini della corretta applicazione della ritenuta, come nel caso, per esempio, di causale incompleta o con all’interno un errore materiale.

Errori nel bonifico parlante: come ripetere il bonifico

Uno dei due metodi per risolvere gli errori all’interno del bonifico parlante, o in caso di utilizzo di bonifico sbagliato, è quello di ripetere il pagamento.

In questo caso si dovrà procedere nel modo seguente:

  • dopo aver spiegato la situazione, ci si fa rimborsare totalmente dal beneficiario del pagamento o annullarlo se possibile;
  • si inseriscono i dati e i riferimenti normativi richiesti compilando il bonifico nel modo corretto;
  • a questo punto si può ripetere il pagamento, utilizzando il bonifico parlante nella giusta modalità, così da poter accedere alle detrazioni.

Come correggere il bonifico parlante: la dichiarazione sostitutiva

Oltre alla ripetizione di pagamento, nel caso in cui questa non fosse possibile, l’Agenzia delle Entrate ha previsto una nuova modalità di correzione in modo da evitare che il cittadino perda le detrazioni.

Come previsto dalla circolare n. 43/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate, anche in caso di utilizzo di un bonifico normale, si può andare a sanare l’errore e non incorrere nella perdita delle detrazioni. In questo caso però sarà necessario richiedere all’impresa a cui è stato effettuato il pagamento nella modalità errata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

All’interno di tale dichiarazione dovrà essere attestato che i corrispettivi accreditati siano stati correttamente contabilizzati ai fini dell’imputazione nella determinazione del reddito, che andrà a correggere gli errori fatti in sede di compilazione del bonifico.

Inoltre, la dichiarazione dovrà essere obbligatoriamente firmata dal fornitore e, una volta ricevuta, il contribuente che intende avvalersi della detrazione dovrà ricordarsi di presentare la dichiarazione stessa, accompagnata dalla fattura e dal bonifico originale, al momento della dichiarazione dei redditi.

All’interno della dichiarazione dovranno essere indicati:

  • nome della società, partita Iva, e codice fiscale, oltre ai dati (nome e cognome) riguardanti il suo rappresentante;
  • i dati relativi alla fattura e il bonifico errato;
  • la dichiarazione che le somme citate siano state correttamente contabilizzate ai fini dell’imputazione nella determinazione del reddito;
  • la firma del fornitore.

L’Agenzia delle Entrate è comunque sempre legittimata a fare ulteriori controlli in caso di dubbi, anche nel momento in cui viene presentata la dichiarazione sostitutiva.

Differenze tra bonifico ordinario e bonifico parlante

La differenza tra un bonifico ordinario e un bonifico parlante sta appunto nella quantità di dati che si devono andare obbligatoriamente a inserire. Infatti, oltre all’Iban, è anche necessario inserire i seguenti dati:

  • la causale del bonifico, con all’interno il tipo di bonus e riferimento normativo applicabile, oltre ai riferimenti della fattura (numero e data);
  • il codice fiscale del beneficiario;
  • il tipo di agevolazione, ovvero: risparmio energetico, ristrutturazioni edilizie, acquisto mobili ed elettrodomestici, interventi antisismici;
  • il numero di partita Iva o codice fiscale, da inserire per l’intestatario del bonifico e quindi dell’azienda che ha realizzato i lavori.

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