Bond banche, in Europa il vero rischio è questo

Laura Naka Antonelli

20/04/2026

Obbligazioni bancarie: cosa deve sapere chi è interessato a investire in questi bond? L’analisi.

Bond banche, in Europa il vero rischio è questo

Cosa deve sapere chi investe nei bond delle banche europee?

Diverse le banche italiane che hanno bussato alla porta del mercato obbligazionario. Tra queste, in evidenza i bond dei pesi massimi del mondo bancario del calibro di UniCredit e di Intesa SanPaolo.

I collocamenti hanno avuto successo, come dimostrano alcuni casi record. Il momento tuttavia è denso di sfide. Non per niente gli investitori si chiedono soprattutto ora se convenga scommettere sui bond bancari, in generale sui bond. La domanda è diventata martellante soprattutto con l’esplosione della guerra USA-Iran e, dunque, in un contesto che non è esattamente l’ideale per le obbligazioni, costrette a fare i conti con le minacce di inflazione e di tassi più alti. Di conseguenza, l’interrogativo è d’obbligo: come muoversi?

Bond banche, il commento di GAM

Un commento sui bond delle banche è stato pubblicato da Romain Miginiac, Head of Research per le strategie Credit Opportunities di GAM.

Miginiac si è focalizzato in partcolare sui titoli subordinati, nell’analisi “Titoli subordinati delle banche europee: il rischio è la volatilità, non i fondamentali”. Il titolo ha riassunto tutto il suo messaggio.

L’esperto ha fatto riferimento infatti alla solidità delle banche che è stata di recente confermata dal report dell’EBA: “Il settore bancario europeo entra in un periodo di incertezza geopolitica da una posizione di forza”.

L’Autorità bancaria europea ha menzionato “i livelli record di capitale (di oltre 500 miliardi di euro di capitale in eccesso per le banche dell’UE) e la forte redditività ”, a conferma dei “fondamentali solidi”.

Miginiac non ha dimenticato tuttavia di indicare le grandi sfide per gli istituti di credito: l’esposizione verso il Medio Oriente da parte di alcune banche e i problemi del credito privato. Non mancano a tal proposito analisi sulle condizioni reali di salute delle banche europee in tempi di guerra, delle loro azioni e dunque dei loro bond.

Banche europee solide, ma occhio ai bond subordinati

Da un lato, ha spiegato l’esperto di GAM, le banche europee sembrano “disporre di ampie riserve per assorbire un potenziale aumento delle perdite su crediti.”

Dall’altro lato, guardando ai bond subordinati, lo strategist ha ricordato che, “anche se un eventuale deterioramento macroeconomico fosse altamente gestibile grazie ai soli utili, il debito subordinato delle banche non sarebbe immune alla volatilità del mercato ”.

Il passato insegna infatti che “ precedenti episodi di stress macroeconomico, come il Covid-19, l’invasione russa dell’Ucraina e lo shock dei tassi/inflazione del 2022, hanno portato a un’elevata volatilità nonostante i fondamentali fossero solidi”.

Dunque, il vero rischio è la volatilità.

Di conseguenza, quale approccio? Così Miginiac:

“Nonostante l’elevata incertezza, le valutazioni – sia per il debito subordinato dei titoli finanziari che per il credito in senso più ampio – rimangono nella fascia più bassa dell’intervallo. Gli spread sui CoCo AT1 di 275 punti base (pb) rimangono ben al di sotto della media a lungo termine di 420 pb (negli ultimi 10 anni), e abbiamo visto gli spread raggiungere picchi di 600-800 pb in precedenti episodi di stress (Covid-19, 2022, mini-crisi bancaria del 2023). Anche il premio tipico che gli investitori ricevono attualmente per scendere nella struttura del capitale è limitato. Ad esempio, gli AT1 offrono attualmente meno di 150 pb (1,5%) di spread e di aumento del rendimento rispetto alle obbligazioni Tier 2 (Tier 2), ben al di sotto delle medie a lungo termine”.

Bond banche, la gestione migliore da adottare in fasi di ribasso del mercato

Ma, “dal punto di vista della gestione del rischio”, ha continuato l’esperto, “ il modesto aumento dello spread e del rendimento offerto dagli AT1 rispetto ai Tier 2 deve essere valutato alla luce della differenza di volatilità tra le due categorie ”.

Non è mancata infatti la precisazione: “ durante le fasi di ribasso del mercato il rischio di estensione tende a influenzare in modo determinante il prezzo degli AT1, poiché le obbligazioni vengono rivalutate a scadenza perpetua, il che può comportare forti ribassi. Se si considerano gli ultimi episodi di avversione al rischio, i drawdown degli AT1 sono stati in media quasi tre volte superiori a quelli dei Tier 2 ”.

Di conseguenza, “in questo contesto di valutazioni strette e di elevata incertezza, riteniamo che gli investitori in debito subordinato possano prendere in considerazione l’adozione di un posizionamento conservativo per mitigare i rischi di ribasso ”.

Ovvero? Per Romain Miginiac “posizionarsi più in alto nella struttura del capitale, in obbligazioni senior e Tier 2, potrebbe consentire agli investitori di beneficiare dei solidi fondamentali del settore, riducendo al contempo l’esposizione a potenziali picchi di volatilità”.

Jn conclusione, “a nostro avviso, la gestione attiva rimane essenziale, poiché riteniamo che uno scenario di forte avversione al rischio potrebbe creare un punto di ingresso interessante nelle CoCo AT1, con un significativo potenziale di rialzo in fase di ripresa”.

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