Bond oggi – Tanti debutti a Borsa Italiana. I loro punti forti e punti deboli
Lorenzo Raffo
23 settembre 2026
Si inizia con il nuovo Bot. Si prosegue con un Cdp in valuta cinese e con un Btp a 3 anni. Si termina con un sovranazionale (rating AAA) dal super yield.
Riparte bene la stagione post estiva delle nuove emissioni quotate su Mot e dintorni. Le analizziamo quindi verificandone caratteristiche e tipologia di investitori cui si rivolgono prevalentemente.
Non possiamo che iniziare con il nuovo Bot
Appartiene alla serie degli annuali e come tale si caratterizza per la sigla A. Si tratta del settembre 2027 (Isin IT0005730681), con data godimento 14/9/2026. Date le tensioni in atto sul mercato obbligazionario anche a corta scadenza, quota sui 97 Eur, con una micro volatilità, testimoniata dalla forchetta di prezzi massimo e minimo dal debutto: sono stati infatti compresi fra 97,083 e 96,845 Eur.
Al momento il rendimento si attesta sul 3,1%, valore decisamente interessante. Ricordiamo che per questa categoria di titoli lo yield è noto in anticipo e determinato dall’asta iniziale. Naturalmente è tassato al 12,5%, con anticipazione del prelievo al momento dell’acquisto.
Considerando che l’Euribor a 3 mesi si sta muovendo attorno al 2,62%, questo Bot si adatta sia a chi abbia liquidità da amministrare sia a chi disponga per esempio di cash riferito a operazioni di finanziamenti immobiliari da gestire sul brevissimo periodo.
- Punto forte: buon rendimento per una scadenza a 12 mesi
- Punto debole: assenza di cedole (tipica dei Bot)
Italiano ma nella valuta di Pechino
Una novità decisamente originale viene proposta da Cdp (Cassa depositi e prestiti). Questa istituzione finanziaria di Stato è nota per le tante emissioni in euro, destinate anche al retail.
Entra però ora in scena con un titolo in renminbi (Cny), ovvero nella divisa cinese.
Il fatto è interessante perché l’offerta di bond di tale tipo è ristretta su Borsa Italiana a pochi emittenti sovranazionali. Si tratta del Cdp 1,69% St2029 (Isin IT0005730772). Purtroppo ha taglio minimo 1 milione di Cny, equivalente a circa 130.000 Eur. Cifra davvero rilevante e che lo indirizza a operatori professionali, al contrario di quanto avviene per alcuni governativi cinesi a lotto minore, non presenti però su Borsa Italiana.
Volendo esporsi sulla divisa di Pechino è preferibile scegliere allora uno specifico Etf obbligazionario. Per esempio, l’L&G China Cny Bond (Isin IE00BLRPQL76), inevitabilmente a lotto 1 ma con valuta di denominazione Usd. Ciò significa che i bond sottostanti sono emessi in Cny, mentre lo strumento calcola il proprio Nav in Usd e la valuta di negoziazione è l’Eur. La complessa giravolta non impedisce che alla fine il rapporto di cambio sia quello Cny/Eur, con il transito intermedio del dollaro Usd, che viene però a compensarsi nei due passaggi Cny/Usd e poi Usd/Eur.
- Punto forte: consente la diversificazione su una valuta destinata in futuro a svolgere il ruolo di alternativa all’Usd
- Punto debole: taglio minimo molto elevato (e di conseguenza bassa liquidità)
Il nuovo lotto di un Btp a tre anni
Fatta questa divagazione, rientriamo sul fronte Eur. Molta attenzione ha raccolto l’asta di una quinta tranche di Btp corti.
Più precisamente si è trattato del 3% scadenza 15/9/2029 (Isin IT0005716839), sceso su Borsa Italiana sotto 100, anzi quasi sui 98 Eur. Anche in questo caso la pressione ribassista dei mercati obbligazionari ha determinato una fase critica, con un rendimento lordo che si attesta attorno al 3,6%.
Molto attraente considerando una duration (sensibilità ai tassi) di 2,8. Uno spread così rilevante fra lo yield e quest’ultimo dato non si registra di frequente e rende il Btp 2029 adatto a chi cerchi bassa volatilità nei prossimi mesi, il che avverrà sia in presenza di trend ulteriormente negativi sia però pure di movimenti eventualmente rialzisti.
Punto forte: scadenza molto richiesta dagli investitori
Punto debole: ha basse probabilità di cogliere eventuali rialzi delle quotazioni dei Btp
La lira turca fa il solito “regalo”
Il mercato ha smesso di credere da tempo nei rendimenti superlativi delle emissioni in Try (lira turca). C’è però una ristretta cerchia di investitori più abili che opera attivamente in quest’ambito. A loro segnaliamo il debutto di un titolo ad alta cedola. Si tratta dell’Ebrd 35% St2029 Try (Isin XS3498905002), subito sceso sul mercato secondario a una quotazione di 93 Try, allineandosi alla curva dei governativi di Ankara.
Ne consegue un rendimento annuo fra il 39 e il 40%, esponendo naturalmente al rischio cambio fra euro e lira turca. Che si muove da alcune settimane su livelli di 55/56, dopo un trend ribassista incessante dal 2020, a causa soprattutto di alcune scelte azzardate della Banca centrale. È indubbio che yield così stratosferici – i più alti in assoluto nel settore – possono costituire un motivo di richiamo ma solo per chi operi con un conto in divisa e abbia prospettive di lungo, anzi lunghissimo, periodo. Altrimenti meglio astenersi nel modo più assoluto.
- Punto forte: in poco più di due anni si raddoppia il capitale
- Punto debole: ma lo si raddoppia in rapporto al Try e non (presumibilmente) a chi investe in euro.
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