BlockFi, bancarotta per un altro exchange. Chi sarà il prossimo?

Tommaso Scarpellini

29 Novembre 2022 - 15:46

Bancarotta BlockFi: la società è costretta ad affidarsi al Chapter 11 a seguito del crollo dell’exchange FTX. Continua l’effetto domino sul mercato crypto. Chi sarà il prossimo?

BlockFi, bancarotta per un altro exchange. Chi sarà il prossimo?

BlockFi rappresenta l’ennesima vittima dell’effetto dominocaratterizzante il mondo crypto nel 2022. I problemi per la società erano sorti già prima del crollo di FTX a seguito del crash del progetto Terra Luna di Do Kwon. La presentazione dell’istanza di fallimento da parte di BlockFi si aggiunge a quella di Celsius Networks e Voyager Digital. Cosa sta succedendo?

Bancarotta BlockFi: cosa è successo?

I problemi finanziari di BlockFi si estendo a periodi antecedenti al crollo di FTX. Nello specifico si associano alla morte del progetto Terra-Luna di Do Kwon, considerato da molti il padre di tutti i recenti fallimenti. BlockFi nello specifico sembrava però a tutti gli effetti aver scampato ogni pericolo grazie al «salvataggio» di SBF: FTX, tramite Alameda, aveva infatti aperto una linea di credito per sostenere la società fintech americana. Dopo il fallimento del secondo exchange più grande al mondo è iniziato un effetto domino nel mondo crypto e Blockfi non ha potuto far altro che affidarsi al «Chapter 11». Dopo il crollo di Celsius Networks era prevedibile attendersi nel giro di poco tempo anche altre bancherotte e con l’interruzione dei prelievi dalla piattaforma di BlockFi il destino dei poveri investitori della piattaforma era praticamente già stato scritto nel copione utilizzato da FTX.

Quale sarà il prossimo protocollo a crollare?

I molti si aspettano una continuazione del terribile effetto domino che sta distruggendo molti dei principali centri di riferimento del mercato crypto. La lente d’ingrandimento si sposta verso le aziende associate ad FTX e BlockFi: fra queste si annoverano Ankura Trust con un debito di 729 milioni di dollari, Valar Ventures e addirittura la SEC. Fra i finanziatori diretti di BlockFi vi sono anche i rinomati fratelli Winklevoss che dopo la storica causa con Mark Zuckerberg e Facebook hanno spostato il proprio business sul mercato criptovalutario creando un exchange di fama mondiale denominato Gemini.

Nell’elenco infine si inserisce anche Genesis, una società che si occupa di prestiti crypto, la quale secondo le autorità di regolamentazione potrebbe aver commesso illeciti meritevoli di approfondimento. Sono in molti infatti gli exchange e i protocolli che sembrano mostrare situazioni allarmanti, senza regole e ne tanto meno controlli: per le autorità la situazione potrebbe infatti essere più grave di quello che sembra.

Nel frattempo, gli investitori intimoriti dal costante susseguirsi di pessime notizie sembrano perdere la fiducia nel sistema crypto come dimostrano i dati on-chain. Gli utenti continuano senza sosta a prelevare i propri fondi dalla maggior parte dei CEX (exchange centralizzati). Questa fuga di liquidità non è certo un toccasana per il settore già gravemente messo in ginocchio dai recenti fallimenti.