Blocco pagamenti PA per i professionisti al via dal 15 giugno, entra in vigore una nuova soglia

Nadia Pascale

8 Giugno 2026 - 11:33

Dal 15 giugno entra in vigore il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione verso i professionisti in debito con il Fisco. Ecco le novità del Decreto Fiscale con la nuova soglia.

Blocco pagamenti PA per i professionisti al via dal 15 giugno, entra in vigore una nuova soglia

Blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione in favore dei professionisti, le norme modificate prima del 15 giugno 2026. Ecco in quali casi i professionisti non ricevono i compensi.

La Legge di Bilancio 2026 ha esteso l’operatività del blocco dei pagamenti dalla Pubblica Amministrazione in caso di debiti con il Fisco. Nella prima versione il blocco era attivo anche in caso debiti di importo modico, sotto la soglia dei 5.000 euro. In seguito a numerose polemiche interviene all’ultimo minuto una rilevante modifica che reintroduce la soglia di sbarramento.

Ecco quindi cosa cambia dal 15 giugno 2026 in caso di pagamenti della Pubblica Amministrazione in favore dei professionisti che abbiano però debiti con il Fisco.

Blocco pagamenti Pubblica Amnministrazione, cosa cambia dal 15 giugno?

L’art. 1, comma 725, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio per il 2026) inserisce all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, il comma 1 ter. Lo stesso prevede che, in relazione alle imposte sui redditi dei lavoratori autonomi (articolo 54 Tuir) per le somme dovute agli esercenti arti e professioni per l’attività professionale dai medesimi svolta, anche in favore di persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato, le disposizioni di cui al comma 1 si applicano (cioè controllo e trattenuta delle some), a decorrere dal 15 giugno 2026, anche al pagamento di importi fino a 5.000 euro.

Adempimenti della Pubblica Amministrazione

A partire dal 15 giugno 2026 gli Uffici competenti alla liquidazione dei compensi hanno l’obbligo di effettuare la verifica preventiva delle eventuali inadempienze derivanti da cartelle di pagamento per tutti i compensi da corrispondere a soggetti esercenti arti e professioni. Questo implica che il professionista potrebbe anche non ricevere alcun compenso.

Con il Decreto Fiscale sono state riviste le regole iniziali, viene modificato il comma 1-ter dell’articolo 48-bis del Dpr 602 del 1973 (come precedentemente scritto dalla Legge di Bilancio 2026) e, di conseguenza, il blocco dei pagamenti in favore dei professionisti c’è solo nel caso in cui il debito accumulato abbia un valore superiore ai 5.000 euro.

La norma trova applicazione a tutti i professinisti che operano nel settore della Pubblica Amministrazione ad esempio i legali che mettono a disposizione il gratuito patrocinio a spese dello Stato in sede processuale o nei procedimenti di mediazione e negoziazione assistita, ausiliari del giudice e periti di parte, professionisti incaricati in ambito civile, penale, amministrativo e tributario, nonché ogni altro soggetto rientrante nella nozione di esercente arti e professioni ai sensi dell’art. 54 del TUIR.

Ne consegue che laddove gli uffici giudiziari l’accertino l’inadempienza del professionista, sono tenuti a procedere direttamente al pagamento in favore dell’Agente della riscossione fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica; l’eventuale importo eccedente la quota di debito, sarà liquidato al professionista beneficiario. A differenza del passato non si applica più una sospensione del pagamento, ma uno scomputo immediato delle somme dal compenso dovuto mediate trattenuta delle somme.

Le nuove disposizioni si applicano a tutti i pagamenti, da effettuare a decorrere dal 15 giugno 2026, indipendentemente dalla data di acquisizione dei documenti contabili o dalla riferibilità delle prestazioni professionali a periodi precedenti. Pertanto, anche i compensi relativi a prestazioni professionali pregresse, ove liquidati successivamente a tale data, sono soggetti alla nuova disciplina.

Pagamenti PA bloccati dal 15 giugno, a chi si applica?

La norma trova applicazione dal 15 giugno per tutte le Pubbliche Amministrazioni che, prima di erogare pagamenti in favore dei professionisti, devono verificare la posizione fiscale e contributiva del professionista. Ad esempio, lo stesso principio vale anche per i Comuni e per qualunque Amministrazione si avvalga di professionisti per consulenze e attività di collaborazione.
Se in seguito a indagini emerge un debito fiscale superiore a 5.000 euro gli uffici sono tenuti a trattenere le somme ed erogarle all’ente impositore. La parte residua potrà, invece, essere corrisposta al professionista.