Chi è Jair Bolsonaro, l’ex militare nuovo presidente del Brasile?

Battuto al ballottaggio Fernando Haddad del Partito dei Lavoratori, Jair Bolsonaro è ora il nuovo presidente del Brasile: ecco la biografia dell’ex militare.

Chi è Jair Bolsonaro, l'ex militare nuovo presidente del Brasile?

Jair Bolsonaro è il nuovo presidente del Brasile. Alle ultime elezioni è riuscito a imporsi al ballottaggio del 28 ottobre 2018 contro Fernando Haddad, ottenendo il 55% dei voti dopo che era risultato il candidato più votato anche durante il primo turno.

Dopo sedici anni di governo del Partito dei Lavoratori, il Brasile adesso ha deciso di “svoltare a destra” con l’elezione di Bolsonaro: vediamo allora la biografia e la storia politica di questo nuovo presidente che, nel pieno della campagna elettorale, è stato anche vittima di un grave attentato.

La biografia di Jair Bolsonaro

Nato a Glicério nello stato di San Paolo il 21 marzo 1955, scorre molto sangue italiano nelle vene di Jair Bolsonaro. I nonni materni infatti venivano dalla Toscana, mentre da parte del padre ci sono origini venete e calabresi.

Sposato per ben tre volte ha cinque figli avuti durante questi matrimoni. Nel 2016 abbraccia la fede evangelica venendo battezzato nel fiume Giordano in Israele dal pastore Everaldo, che è anche il leader del Partito Sociale Cristiano.

Dopo aver terminato le scuole superiori, si diploma presso l’accademia militare Agulhas Negras, la più importante del Brasile, prestando servizio come paracadutista fino al 1988 quando decide di entrare in politica.

Nel 1986 quando era ancora un militare, viene arrestato per aver firmato un articolo contro i bassi salari per l’esercito. In generale, i suoi superiori di quel periodo lo descrivono come un uomo “eccessivamente ambizioso”.

La sua carriera politica inizia a Rio de Janeiro come consigliere comunale. Tra le fila del Partito Social-Liberale diventa poi per la prima volta deputato nel 1991, venendo riconfermato nelle successive sette legislature.

Grazie a un crescendo sempre maggiore di popolarità e al suo carisma, alle elezioni in Brasile dell’ottobre 2018 è il candidato presidente sempre del Partito Social-Liberale, ottenendo una storica vittoria nei confronti del Partito dei Lavoratori.

La vittoria alle elezioni in Brasile

Dal 2002 in Brasile al governo c’è stato in maniera ininterrotta il Partito dei Lavoratori. Prima ci sono stati i due mandati di Lula e poi gli altrettanti della Rousseff, l’ultimo terminato però anzitempo per la destituzione della ex presidente messa in stato d’accusa.

Oltre agli scandali politici che hanno coinvolto i precedenti governi, la crisi economica che ha morso il Brasile ha fatto aumentare sempre più il sentimento di rivalsa di ampie fette della popolazione contro l’establishment.

In quest’ottica si è inserito con successo Jair Bolsonaro, che sfruttando anche la sua popolarità sui social è riuscito a imporsi come l’unico candidato credibile in opposizione al Partito dei Lavoratori che è rimasto orfano anche di Lula, impossibilitato a candidarsi essendo condannato a 12 anni per corruzione.

Il PdL quindi ha puntato su Fernando Haddad, ex sindaco di San Paolo, ma al primo turno è stato Jair Bolsonaro a essere il più votato con il 46% dei voti: un grande risultato che però non ha evitato il ballottaggio proprio contro Haddad.

Nel testa a testa decisivo del 28 ottobre, Bolsonaro ha vinto con il 55% dei voti rispettando così i pronostici dei sondaggi e diventando il nuovo presidente del Brasile, con il suo successo che è stato omaggiato anche dei complimenti arrivati da Donald Trump e dal nostro Matteo Salvini.

Le polemiche e l’attentato

Anche se il Brasile è uno dei paesi più importanti al mondo, il nome di Jair Bolsonaro è diventato di dominio internazionale il 7 settembre 2018, quando è stato gravemente accoltellato durante un comizio elettorale.

L’attentato quindi l’ha costretto a passare la quasi totalità della campagna elettorale in ospedale, usando così soltanto i social per comunicare con i suoi elettori. Paradossalmente, l’accoltellamento potrebbe avergli dato la spinta decisiva per vincere le elezioni.

Mai come in quest’ultimo voto il Brasile si è letteralmente spaccato in due: pro o contro Jair Bolsonaro. Il nuovo presidente infatti è uno di quei personaggi che o lo si odia o lo si ama, tanto che al ballottaggio Haddad aveva chiesto il supporto di tutte le altre forze politiche in una sorta di “fronte democratico”.

Bolsonaro infatti da sempre ha suscitato molte polemiche per le sue prese di posizione. Nel 1993 si fece conoscere per un discorso fatto al Congresso dove si dichiarò un estimatore del precedente regime militare.

Non da meno sono state le sue uscite contro gli omosessualipreferirei vedere mio figlio morto che omosessuale”, ritagliandosi così l’etichetta di un politico omofobo, razzista e nostalgico della dittatura militare.

Adesso che è diventato presidente dovrà però affrontare i tanti problemi che affliggono il Brasile: dalla crisi economica alla criminalità, potendo contare però sull’appoggio di Donald Trump che è stato tra i primi a congratularsi per la vittoria elettorale.

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