L’ex First lady e Segretario di Stato durante l’amministrazione Obama, Hillary Clinton, sostenitrice dell’intervento militare dell’occidente contro la Libia di Gheddafi e già al centro dello scandalo “emailgate”, è tornata in pista per avere un ruolo chiave nella campagna elettorale del presidente uscente, Joe Biden. Ad animarla, l’odio profondo per quel Donald J. Trump che contro ogni previsione frantumò i suoi sogni di diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti nel 2016.
Le ultime mosse di Clinton fanno infatti presagire un suo ritorno in campo a fianco di Biden, in grande crisi nei sondaggi e oggetto di un’indagine per impeachment per il coinvolgimento del presidente negli affari all’estero del figlio, Hunter Biden. L’ex Segretario di Stato è stata infatti la principale ospite, alla fine di novembre, di un importante incontro promosso dal Women’s Leadership Forum - un’organizzazione che rappresenta le donne del Partito democratico Usa - che ha raccolto poco meno di un milione di dollari per la campagna di rielezione del presidente uscente.
Il ritorno di Hillary
Due settimane prima, come ricorda Nbc News, Clinton aveva pubblicato un editoriale sulla rivista liberal The Atlantic, in un’analisi piena di inesattezze e bugie, come ha dimostrato The Intercept, che sosteneva con forza l’approccio di Biden nella guerra tra Israele e Hamas, scagliandosi contro i progressisti - come Alexandria Ocasio-Cortez - che chiedevano un cessate il fuoco. “I cessate il fuoco congelano i conflitti anziché risolverli", ha aggiunto Clinton. “Nel 2012, il congelamento del conflitto a Gaza era un risultato che noi e gli israeliani eravamo disposti ad accettare. Ma la politica di Israele dal 2009 volta a contenere piuttosto che a distruggere Hamas ha fallito”. Sia su The Atlantic che su The View, Clinton ha spiegato perché un cessate il fuoco nell’attuale guerra di Israele contro Gaza “sarebbe un terribile errore”.
Due settimane prima, in occasione di una conferenza alla Columbia University dedicata all’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la Clinton è stata contestata da una persona presente nel pubblico del pubblico che le chiedeva di commentare il “guerrafondaio” Biden. L’ex first lady ha difeso il presidente Usa e la sua politica estera a Gaza. Come ha scritto l’illustre politologo John J. Mearsheimer, non c’è proprio nulla da difendere nell’attuale politica di Biden in Medio Oriente: “Non solo gli Stati Uniti sono stati l’unico Paese ad aver votato contro la recente risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza”, ma “hanno anche fornito a Israele gli armamenti necessari per compiere questo massacro”.
Atteso anche Barack Obama
Secondo Nbc News, il ruolo di Hillary Clinton a fianco di Joe Biden è destinato a crescere nel corso del nuovo anno, ma per ora sta riempiendo uno spazio che, in un secondo momento della campagna, “sarà occupato dall’ex Presidente Barack Obama”. Quest’ultimo, infatti, entrerà in campo alla fine della campagna elettorale anche se, come nota l’analisi di Nbc, secondo molti strateghi dem ci sarebbe bisogno del suo carisma ora, in un momento di enorme difficoltà per il presidente uscente. Il ritorno di Hillary, in ogni caso, la dice lunga sulla situazione in casa dem, con i sondaggi che vedono ora in ampio vantaggio l’ex presidente Donald J. Trump e un’indagine per impeachment che rischia di pesare non poco sul proseguo della campagna elettorale.
Un ruolo cruciale nella campagna di Biden potrebbe averlo anche Bill Clinton, che nei giorni scorsi si è seduto a pranzo a New York con il presidente eletto dell’Argentina, Javier Milei, e l’ex senatore Chris Dodd, consigliere speciale di Biden per il Sud e Centro America. Un portavoce della campagna del presidente Usa, Seth Schuster, ha confermato alla Nbc che Joe Biden "è orgoglioso di avere il sostegno del Presidente Obama e del Segretario Clinton. Sono entrambi leader fidati e siamo grati che, a un anno di distanza, quando ci si dovrà concentrare sulla raccolta di fondi e sulla mobilitazione dei nostri elettori per portarci alla vittoria nel novembre 2024, siano già stati efficaci sostenitori della coalizione Biden-Harris”.
Il ruolo centrale di Clinton nella cospirazione del Russiagate
Clinton ha avuto anche un ruolo chiave nell’orchestrare l’inchiesta del Russiagate, rivelatasi una grande bufala volta a screditare l’avversario, Donald Trump. Attraverso lo studio legale Perkins Coie, secondo quanto appurato anche dall’indagine del procuratore speciale John Durham, la campagna di Clinton ingaggiò nel 2015 la società Fusion Gps che ha redatto il falso dossier dall’ex spia britannica Christopher Steele contenente le false informazioni sui collegamenti fra Trump e la Russia.
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