BCE, perché il taglio dei tassi di interesse non può funzionare?

Redazione Money Premium

12/09/2024

L’inflazione di base nell’Eurozona rimane stabile al 2,8%, mentre i servizi, che costituiscono quasi metà dell’indice, hanno visto un aumento dal 4% al 4,2%.

BCE, perché il taglio dei tassi di interesse non può funzionare?

I banchieri centrali, sia negli Stati Uniti che in Europa, si trovano sotto pressione da più fronti — politici, mercati finanziari e opinione pubblica — affinché taglino i tassi di interesse. Tuttavia, nonostante le spinte ricevute, la Banca Centrale Europea (BCE) ha poco margine per agire in questa direzione.

Diversi fattori spingono a considerare un taglio dei tassi. L’inflazione sembra dirigersi verso l’obiettivo del 2%, anche se le misure di inflazione di base restano più elevate. Inoltre, persistono timori di una possibile recessione, anche se i dati economici attuali non segnalano un pericolo imminente: l’economia statunitense continua a generare posti di lavoro, seppur a un ritmo ridotto, e nell’area euro le aspettative economiche restano vicine alla media storica.

Non tutte le banche centrali si trovano nella stessa situazione. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha un margine di manovra per ridurre i tassi, dato che il tasso di riferimento è attualmente al 5,25%-5,5%, circa 3 punti percentuali sopra il suo indicatore preferito di inflazione. Un lieve taglio potrebbe inviare un segnale positivo, mantenendo comunque la posizione restrittiva necessaria per completare il processo di disinflazione.

La situazione in Europa, invece, è diversa. La BCE ha già ridotto i tassi prima della pausa estiva e il suo tasso di riferimento, attualmente al 3,75%, è ben al di sotto di quello della Federal Reserve. Questo gap riflette l’eredità della politica monetaria espansiva adottata tra il 2014 e il 2019, quando la BCE ha sperimentato tassi negativi. Pertanto, oggi la BCE ha meno margine per un ulteriore allentamento rispetto ad altre banche centrali.

L’inflazione nell’Eurozona, sebbene scesa al 2,2% ad agosto, non fornisce sufficienti rassicurazioni. L’inflazione di base rimane stabile al 2,8%, mentre i servizi, che costituiscono quasi metà dell’indice, hanno visto un aumento dal 4% al 4,2%. La diminuzione dell’inflazione generale è stata principalmente influenzata dal calo dei prezzi energetici, un fattore potenzialmente volatile.

Per continuare a progredire nel processo di disinflazione, la BCE deve mantenere una politica monetaria moderatamente restrittiva. Il livello attuale dei tassi reali a breve termine, intorno all’1,5%, è essenziale per garantire questo obiettivo. Come ha affermato il capo economista della BCE, Philip Lane, «il ritorno all’obiettivo del 2% non è ancora sicuro».

La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha spesso ribadito che la banca centrale europea non segue le mosse della Federal Reserve, poiché le due economie sono differenti. La riunione di settembre sarà l’occasione per confermare questa affermazione, mantenendo la linea indipendente della BCE e resistendo alle pressioni per un taglio dei tassi.