Ma adesso anche basta: la BCE di Christine Lagarde dìa una vera prova di coraggio, tagliando i tassi di interesse, nella ormai imminente riunione del Consiglio direttivo di dopodomani, giovedì 17 ottobre, di 50 punti base. Basta con quei mini tagli in stile contentino annunciati dalla Banca centrale europea.
L’Eurozona sta male e, più che temere il rischio di una nuova impennata dell’inflazione, deve avere paura dell’altra minaccia, diametralmente opposta: quella che porta il nome di deflazione.
Stavolta non è il leader della Lega, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a parlare. E non è neanche l’altro vicepremier, ministro degli Affari esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che ha già suonato diverse volte la sveglia alla BCE, invitando l’istituzione proprio a dare prova di coraggio. In vista dei prossimi e imminenti verdetti che saranno annunciati sui rating dei BTP da Fitch e S&P Global e dopo la bocciatura degli OAT francesi annunciata da Fitch venerdì scorso, c’è qualcuno che chiede all’Eurotower anche di blindare i Paesi più in difficoltà: come, per l’appunto, l’Italia e la Francia.
Stavolta a dare una sferzata a Francoforte è stato Marcus Ashworth, editorialista di Bloomberg Opinion, noto per dire la sua soprattutto sulle vicende che riguardano l’Europa.
È stato lui a lanciare l’allarme, scrivendo che “ un ritorno alla deflazione è lo sviluppo più importante che la Banca centrale europea deve evitare” .
Altro che inflazione: “È questo il motivo per cui chiedo un taglio del tasso sui depositi di 50 punti base al 3% nel meeting di giovedì del Consiglio direttivo. È il momento di sfornare un bazooka in stile Fed. L’area euro non può più perdere tempo con tagli dei tassi di interesse orchestrati a tavolino. Stanno lampeggiando tutti i segnali di allarme”.
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La situazione è così preoccupante? Evidentemente sì, per Marcus Ashworth, che cita anche le piaghe debito-deficit di Roma e di Parigi: “La forte pressione su Francia e Italia affinché entrambi i Paesi pongano un freno alla crescita vertiginosa dei livelli di deficit, a fronte di una crescita dell’economia reale che sta evaporando, è una grande complicazione”.
L’esperto ricorda che, la scorsa settimana, Fitch Ratings ha annunciato un outlook negativo per il rating del debito sovrano della Francia, al momento pari ad “AA-”, segnalando che sempre Fitch, insieme a S&P Global, si esprimerà questo venerdì sul rating dell’Italia, pari a “BBB”.
Fortunatamente, riporta Ashworth, “alcuni rumor positivi indicano che (nel caso dei BTP) l’outlook stabile sarà ribadito”.
Questo non significa che la BCE non debba darsi una mossa.
Nel ricordare che i tassi sui depositi sono stati negativi per ben otto anni, fino a quando il balzo dell’inflazione successivo alla pandemia Covid e alla guerra in Ucraina ha richiesto una rapida restrizione monetaria, l’autore dell’articolo di Bloomberg ha scritto che “quella medicina ha funzionato fin troppo bene” e che “il quadro sta cambiando di nuovo rapidamente, questa volta al ribasso”.
Di conseguenza, “sarebbe una vergogna al punto da gridare vendetta” quella situazione in cui la BCE dimostrasse di non aver imparato nulla dal “decennio perduto dell’Europa”, quando l’economia è finita “intrappolata in un crisi da circolo vizioso caratterizzata da una crescita vicina allo zero, che ha flirtato con la deflazione. Per non parlare della prospettiva persistente di una Grecia sul punto di uscire dall’euro”.
In più, ha messo in evidenza Marc Ashworth, la crescita sostenuta dell’economia Usa non sta riuscendo a “contagiare l’Europa, esposta agli effetti disastrosi dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”, che hanno reso il Continente orfano dell’offerta di gas naturale a prezzi convenienti.
E non è stato certo omesso il fattore della crisi in Cina, che riversa ovviamente i suoi effetti sull’area euro. Tutto questo, mentre “la BCE ritiene che, forse, altri tagli dei tassi di 50 punti base nel corso di quest’anno siano sufficienti e che riduzioni di 25 punti base siano tutto ciò che serva. Sarebbe invece il caso che la BCE rivedesse entrambi gli assunti”.
La situazione non è ancora disperata, ma la BCE di Christine Lagarde deve tagliare i tassi dell’area euro in modo più significativo, prendendo come esempio la Fed che, nel suo primo taglio dei tassi sui fed funds Usa varato il 18 settembre scorso, ha optato per quello che è stato subito definito “Jumbo Cut”, con una riduzione pari a ben 50 punti base.
Ashworth non si è limitato a elencare tutte le vulnerabilità dell’Eurozona, scrivendo anche che “una benedizione è data dal fatto che, in termini relativi, gli spread tra i rendimenti dei mercati dei bond dei paesi core e quelli dei paesi periferici si stanno comportando bene” e che “non ci sono richieste di riattivare il piano QE (Quantitative easing) o di dispiegare altri strumenti monetari non convenzionali”.
Altro elemento positivo, il fatto che la crisi delle banche dell’Eurozona sia “passata” , con un segnale chiave rappresentato sicuramente dal fatto che “c’è una banca italiana che sta facendo stalking su una istituzione tedesca” (riferimento, ovviamente, al dossier UniCredit-Commerzbank). Il dossier che vede protagoniste le due banche è tra l’altro visto con favore dall’opinionista, che afferma di sentirsi sollevato nel contastare che si sta parlandoi finalmente di fusioni cross-border che puntano alla crescita e non di salvataggi caso per caso.
Ma con l’erosione dei fondamentali economici dell’area euro in corso e “l’economia tedesca che sembra essere già in recessione, è difficile capire cosa stia impedendo alla BCE di sfoderare armi più potenti” .
Ashworth ripropone i problemi che stanno affliggendo le economie della Germania (“ sarebbe un miracolo se riuscisse a riportare una crescita all’incirca piatta”), così come della Francia e dell’Italia, ricordando per questi ultimi due casi la possibile minaccia rappresentata “dall’arrivo di un calvario fiscale”.
Dunque, è l’appello finale, “ora deve essere fatto quello che può essere fatto ora per prevenire quanto dovrebbe essere fatto in misura maggiore dopo”, insiste, avvertendo la BCE che è questo “il momento di procedere con tagli dei tassi più frequenti e significativi, per poi rivalutare la situazione l’anno prossimo”.
L’appello di Marc Ashworth: “la BCE tagli i tassi in stile Fed”
“La BCE deve abbassare i tassi velocemente per sostenere l'economia reale”