NBFI. Un acronimo sconosciuto ai molti, ma, tanto reale quanto influente e nascosto. Al pari di un pericolo potenziale. Se con NBFI i ricordi non prendono forma, allora, è opportuno ripercorrere una precedente e ancora valida strada attraverso l’impiego di una locuzione più comune che, letteralmente, incorpora un più efficace e diretto senso di mistero: ’Shadow banking’.
Come si può apprendere dalla consultazione del sito internet di Consob «Nell’ottobre del 2018 il FSB ha annunciato che il termine ’shadow banking’ sarebbe stato modificato in ’intermediazione finanziaria non bancaria’ nelle comunicazioni future».
Oggi, infatti, quell’ombra bancaria, ormai sostituita, viene più correttamente soppiantata dal nostro iniziale e sconosciuto NBFI che, “decifrato”, riporta ad una più semplice e sicuramente meno attraente definizione di “non-bank financial intermediation”. Tralasciando l’alone di eufemistico mistero, questo “mondo sommerso”, è decisamente vasto. Troppo.
Il contesto globale: un mondo parallelo pari a circa 220 trilioni di dollari
Tornando ai valori presenti sulla pagina di Consob si può leggere come «Dai dati raccolti nel Report dell’FSB del febbraio 2020 risulta che tale intermediazione ammonta a circa 51,6 mila mld. di $, La consistenza dello stesso è però molto variabile nei diversi Paesi, con percentuali (sugli asset finanziari totali nazionali) che oscillano tra il 4,7% e il 67%, registrate rispettivamente in Olanda e nelle Isole Cayman.
Negli Stati Uniti, lo shadow banking system è risultato ancora in diminuzione e pari al 15,4%, mentre in Cina e Australia si registrano percentuali pari al 14,5% e 12,2%, rispettivamente. In Europa, invece, i tassi più elevati vengono riscontrati in Irlanda (45,3%), Lussemburgo (19,9%) e Germania (11,3%). In Italia, il sistema bancario ombra è meno sviluppato e si attesta al 7,9%». Come riportato, questi dati fanno riferimento alle risultanze emerse nel non troppo lontano e mai dimenticato anno 2020 mentre, oggi, invece, la natura di questi conti potremmo definirla mutata. Notevolmente.
Global monitoring report on non-bank financial intermediation 2023
- Fonte FSB: Financial Stability Board
A tal proposito ci viene in aiuto il contributo del Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, Giuseppe Sani che, in occasione del Workshop “EU regulation 2024: tra resilienza, buona governance e value for money” dello scorso aprile, poneva fin da subito particolare enfasi alla cosiddetta Evoluzione del mercato non bancario evidenziando le cifre più aggiornate e corrispondenti alla fine del 2022:
«Il valore delle attività delle NBFI era pari a circa 220 trilioni di dollari; escludendo i fondi pensione e le compagnie assicurative, le cd.dd. ‘other financial institutions’ (OFIs), detenevano attività totali pari a circa 139 trilioni di dollari (circa il 170 per cento del PIL dei Paesi inclusi nella rilevazione), di cui 39 negli USA (corrispondenti al 154 per cento del PIL), 39 nell’area euro (280 per cento), 10 nel Regno Unito (318 per cento). Nell’area dell’euro, alle OFIs è riconducibile circa il 38 per cento delle attività finanziarie totali, percentuale equivalente a quelle riferite al sistema bancario (39 per cento). In Italia, sebbene sia operativo un numero rilevante di intermediari, la dimensione complessiva è più contenuta rispetto alle altre economie avanzate, sia in valore assoluto (1,3 trilioni di dollari al netto dei fondi ‘esterovestiti’) sia in rapporto al PIL (63 per cento), rimanendo in termini di incidenza ben al di sotto dei valori espressi in altre giurisdizioni (16 per cento delle attività finanziarie complessive, rispetto al 44 per cento riferito alle banche)».
Numeri decisamente impressionanti che, in un contesto di potenziale vulnerabilità, nascondono certamente un rischio verosimilmente certo.
La Bce e il suo alert nel Financial Stability Review
Preso atto di questa reale, concreta e florida “economia”, non è un caso come il ruolo della Bce sia ancor più fondamentale in una logica di alert ex ante destinato a tutti gli operatori (e non solo).
Non bank financial sector
- Fonte: Financial Stability Review, November 2024
Il principale Istituto europeo, nel suo recente Financial Stability Review, ha sottolineato come gli «elementi di vulnerabilità della stabilità finanziaria rimangono elevati in un contesto volatile». Indirettamente, tale monito, implicherebbe una ovvia (e certa) conseguenza sull’intero paniere NBFI che, per sua stessa natura, rivestirebbe un neoritrovato ruolo di potenziale “soggetto a leva” con conseguenze, oggi, non stimabili.
Non è un caso come, a seguito della crisi finanziaria 2007-2008, si sia resa necessaria (obbligatoria) una vera e propria task force come riportato dalla stessa Consob. Tornando ai giorni nostri, sempre Bce, rileva una buona capacità in dote alle banche al fine di poter assorbire un eventuale shock da deterioramento degli asset finanziari: i nuovi e recenti livelli (alti) raggiunti dalle voci di bilancio in materia di redditività confortano soprattutto in materia di buffer di capitale e liquidità, ma, nonostante questo, la Bce ha comunque marcato il territorio indicando all’intero panorama finanziario l’opzione (attiva) risk on sistemico.
Che la virtù della prudenza sia obbligatoria in ogni azione non fa certo notizia e, in capo alla Bce ed ai suoi membri, è talvolta mancata. Resta, però, “il fatto” ovvero il richiamo non troppo esplicito ad un’industria silente ma (sempre) in grande espansione. Un soggetto parallelo, nascosto, ma molto vicino a quello più tradizionale, reale e conosciuto che ogni giorno fa, invece, parlare di sé come se nulla fosse. In questo contesto, il timore, potrebbe coincidere a «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito».
Chi riveste le qualità di saggio? E chi, invece, quelle dello stolto? Prescindendo dai ruoli, al chiarore della luna, le ombre rimangono, anzi, le ombre colorano e diventano buio. Profondo. A margine di questo, oggi, la Bce ha solo acceso un piccolo lumino con una luce fievole. Durante l’inverno, il lungo inverno, solo questo potrebbe non bastare.